Lettere
al Direttore: scrivi a webmaster@mi-lorenteggio.com
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08 febbraio 2007
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A QUANDO IL PORTALE NUOVO?
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...il portale nuovo quando arriva?? Siamo
stufi di cliccare sui link e non visualizzare
niente....
Avete creato un sito? Gestitelo (tecnicamente)
bene ca...o!!! :-))
Cmq, siete mitici... Sempre sulla notizia...
Lettera firmata.
Risposta:
Caro, lettore, senz'altro lei è uno, il 10%
circa dei nostri lettori, che usa Firefox,
come si evince dagli estremi della sua
missiva. Per questo, anche per accontentare
quelli come lei, che usano altri browser,
diversi da IE abbiamo deciso di rifare
tutto. La informo che prima release
del nuovo giornale online sarà "messa in
onda" entro martedì 12 febbraio 2007.
Sarà la prima versione, in quanto essa
verrà testata per un anno circa per, poi,
completarne la realizzazione potenziando i
servizi multimediali. Come, infatti, Lei
lamenta la creazione del nuovo portale si è
resa necessaria per migliorare tutti gli
aspetti tecnici, che nel corso di questo tempo
ci sono stati segnalati. L'attuale sito,
incominciato amatorialmente, non è alla data
odierna in grado di supportare il grande
sviluppo che ha avuto il nostro giornale e lo
sviluppo e diffusione delle tecnologie
multimediali. Oggi, altresì questo sito,
realizzato con Frontpage, non è adatto
per lavorare in gruppo e per gestire la mole
di informazioni che arrivano quotidianamente
in redazione. A martedì! Ci invii i suoi
commenti!
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26 gennaio 2007
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PERCHE' L'ADDIZIONALE IRPEF
A CESANO E' COSI' ALTA?
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Come mai Cesano Boscone
applica una tassa
comunale così alta
mentre altri comuni come
ad esempio Corsico,
Buccinasco e Milano no?
La tassa a cui mi
riferisco è l'Irpef
addizionale comunale
( deliberata in questo
caso dal Comune di
Cesano Boscone) con
aliquota 0.40% che viene
trattenuta sullo
stipendio e più
ingiustamente sulle
pensioni con rate
mensili da gennaio a
novembre.
Addirittura a marzo
dovremo anticipare anche
le rate dell’anno
2007. Non mi sembra
giusto soprattutto per i
pensionati.
Una cittadina molto
arrabbiata
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24
gennaio 2007
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"ZUCCHELLI
ERA UN COMPAGNO, NON E'!" <<Egregio
Direttore, dopo lo stupore provato a seguito
della notizia delle dimissioni del Consigliere
Comunale Walter Zucchelli e dopo aver letto le
sue prime valutazioni a caldo sulla vicenda,
mi permetto di contrariarla
sull’affermazione categorica da Lei usata
all’inizio delle sue considerazioni su detto
Consigliere, considerazioni, fra l’altro, da
me totalmente condivise.
Dopo aver
dato la notizia Lei, infatti, afferma che
“Zucchelli è un compagno,...”. Io avrei
usato un’altra terminologia, anzi un altro
tempo del verbo essere e avrei scritto
precisamente che “Zucchelli era un
compagno,... LEGGI
TUTTO >>
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24 dicembre 2006
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L'intervento:
PENSIERI
TREPIDI di
Don Franco Agnesi
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La
vicenda di P. Welby e l'eutanasia:
l'Enciclica Evangelium Vitae di Giovanni Paolo
"II e "La fine della vita",
dialogo tra il Cardinale Martini e Marino. Leggi
tutto >>>
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Sull’eutanasia
Ho letto con attenzione l’intervento di don
Franco Agnesi sul tema dell’eutanasia.
Innanzitutto anch’io ho fatto caso al
contrapporsi violento di simboli che ha
caratterizzato l’ultimo periodo. La
questione legata alla sorte del povero Welby
ha turbato profondamente molti cattolici,
accostando al Natale, momento di vita, il tema
della morte.
LEGGI TUTTO >>>
Simone Negri
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Riceviamo e pubblichiamo
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LAVORI IN VIA MARESCALCHI A
MILANO: MALUMORE DI ALCUNI COMMERCIANTI PER I
LAVORI NEL PERIODO NATALIZIO
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"Milano 23/11/2006
Oggetto: lavori di posa rete teleriscaldamento
I commercianti di via Marescalchi chiedono
l’attenzione per un problema che riguarda la
viabilità delle strade citate e la
conseguente impossibilità di lavorare se le
stesse fossero totalmente chiuse.
Premesso che per noi piccoli commercianti
soprattutto nei periodi di crisi economica il
mese di dicembre rappresenta l’ incremento
lavorativo fondamentale ai fini del
sostentamento dell’ azienda, chiediamo
di poterne sfruttare i benefici senza
essere ostacolati da lavori che potrebbero
essere spostati nel tempo o organizzati con più
criterio in modo consono alle esigenze sia di
noi commercianti sia dei residenti e delle
persone invalide.
Sottolineiamo che se le nostre voci saranno
ignorate significherà il nostro collasso
lavorativo poiché da inizio Dicembre di
quest’ anno a fine giugno del prossimo anno
(pregando per il non ritardo) troncando la
viabilità in entrambi i sensi di marcia ( e
non alternando a corsie come il buon senso
insegna) par chiaro che i commercianti e gli
artigiani avrebbero danni enormi di mancato
guadagno
Per questo motivo in due giorni abbiamo
raccolto adesioni spontanee che manifestano il
malcontento e l’indignazione verso la
prepotenza esercitata nel chiudere strade
senza alcun tipo di spiegazione e preavviso e
verso la manifesta incapacità di organizzare
i lavori senza danneggiare in maniera drastica
la circolazione.
Oggetto: programmazione lavori stradali
nel periodo natalizio
Il comune risponde:
Nell’imminenza delle festività natalizie,
al fine di limitare il disagio causato dai
cantieri relativi alle manomissioni di suolo
pubblico ritengo opportuno che dal giorno
1.12.2006 al giorno 26.12.2006 non vengano
attivati nuovi cantieri, fatti salvi gli
interventi di particolare gravità ed urgenza,
che comunque dovranno essere adeguatamente
motivati, mentre per i cantieri in corso, sia
in carreggiata che su marciapiede, le
Direzioni Lavori si dovranno attivare per
quanto possibile, per il periodo indicato, nel
mantenere transitabili tutti gli spazi
pubblici.
L’ esito:
Oggi 02/12/06 Hanno chiuso la strada e
cominciano gli scavi in via Marescalchi"
I complimenti.
Grazie al comune e agli assessori, ma in
particolar modo all’ AEM, i quali per
migliorare la nostra vita hanno avviato i
lavori per la posa in rete del
teleriscaldamento.
Grazie quindi per aver bloccato la viabilità
della nostra strada e aver dato inizio al
grande danno ai commercianti di via
Marescalchi i quali hanno meno diritti dei
negozianti di corso Vercelli e corso Buenos
Aires, etc
Abbiamo chiesto solo di posticipare tali
lavori al mese di gennaio dandoci unicamente
la possibilità di lavorare nel mese che più
di ogni altro ci sostenta, quindi grazie
per aver girato il capo dall’ altra parte.
Grazie per aver dimostrato ancora una volta
che il buon senso non è da tutti, meno che
mai di chi siede al potere, chiunque esso sia.
Grazie per il buon Natale che ci augurate in
questo modo
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Lettera firmata
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giovedì 12 ottobre 2006
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PROSECCO, LA LATTINA CHE CI
DEVE FAR RIFLETTERE E NON POLEMIZZARE
Lettera aperta di Antonio
Bisol,
ex Presidente del Consorzio di Tutela del Vino
Prosecco DOC di Conegliano Valdobbiadene,
titolare e legale rappresentante
dell’azienda agricola Bisol Desiderio &
Figli.
Quello che è avvenuto con il Prosecco è un
fenomeno prettamente commerciale che ha fatto
nascere molte polemiche all’interno ed
all’esterno dell’area DOC, perché
colpisce l’immagine dello spumante italiano
più venduto. Purtroppo il mercato non guarda
in faccia a nessuno e quando individua un
prodotto che si presta alla speculazione,
parte determinato per la sua strada.
Il Prosecco è un vino meraviglioso che per la
sua facile beva si presta a molte occasioni di
consumo. Oltre al Prosecco Doc che garantisce
il massimo della qualità, questo vino è
sempre stato venduto nelle forme più
disparate, anche improprie: spumante,
frizzante, tranquillo, in bottiglie dai colori
più diversi per cui non dobbiamo
meravigliarci, se purtroppo è nata anche la
lattina che proviene dalla libertà del
mercato dell’IGT, non regolamentato da un
disciplinare rigido come quello delle DOC.
Non mi meraviglio quindi, se la Rich ha
ingaggiato una star come Paris Hilton per fare
il suo scoop, un sicuro business che offende
però il lavoro di generazioni di viticoltori
di collina. Ora ognuno dice la sua pro e
contro la lattina: alcuni dicono che è una
pubblicità per la zona, altri un danno e che
bisogna fare una azione legale contro i
responsabili. Altri ancora dicono che la DOC
non è sufficientemente tutelata e che bisogna
costituire una zona più forte e più
ampia. ecc. Sono idee che, per quanto possano
essere buone, almeno per il momento, vanno
analizzate all’interno del Consorzio. Oggi
abbiamo un Consorzio di Tutela che raggruppa
ormai tutte le aziende spumantistiche,
alcune delle quali hanno all’interno del
Consiglio di Amministrazione del Consorzio
stesso un loro rappresentante. Contrariamente
a quanto qualcuno afferma, il Consorzio ha
fatto molto per la zona, anche se c’è
sempre qualcosa di più che si potrà fare.
Fin dalle origini, negli anni 60’, ci sono
stati uomini validi, i primi artefici della
tutela della DOC. All’inizio non
immaginavano che il Prosecco diventasse così
famoso. Se lo avessero saputo avrebbero
registrato il nome. Guai però incolpare
queste persone generose che hanno
profuso la loro vita per far conoscere questo
vino creando una economia fiorente nella zona.
Né, tanto meno si possono incolpare coloro
che in questi anni hanno lavorato
per rendere rappresentativo ed efficiente il
Consorzio di Tutela e continuano a lavorare
per promuovere la qualità e mettere
insieme tutti i produttori. Consci che il nome
Prosecco stava per essere inflazionato,
in questi ultimi anni abbiamo promosso una
modifica del disciplinare dove in etichetta si
può mettere in evidenza la sola zona di
produzione Conegliano Valdobbiadene, una
denominazione che nessuno ci potrà togliere.
Molte sono le idee che si possono
approfondire e la sede più opportuna secondo
me rimane sempre quella del Consorzio che ci
rappresenta. Quando presiedevo il Consorzio,
oltre alla modifica del disciplinare, abbiamo
richiesto la riserva del nome Prosecco
alle sole DOC.
Richiesta che anche l’attuale Presidente ha
sostenuto con forza e decisione in questi anni
e in questi ultimi giorni.
Ci auguriamo che Regione e Ministero di fronte
a questo nuovo evento, possano prendere
finalmente la decisione definitiva.
Insisto ancora sulla mia vecchia posizione che
è quella di continuare sulla strada delle
DOCG del Cartizze e del Prosecco, come abbiamo
tentato di fare nel passato. Bisogna che i
produttori si convincano finalmente che questa
operazione è la più veloce per differenziare
e conferire un valore aggiunto al nostro
prodotto.
Penso che al di là dei diversi punti di vista
sulla lattina, espressi da esponenti politici
e da altri, ad alcuni dei quali dobbiamo
riconoscere veramente il merito di aver
promosso questo nostro territorio, dobbiamo
abbandonare le inutili polemiche, e
ritrovare una posizione comune in modo
che il Consorzio possa portare avanti una
iniziativa concreta per promuovere una più
ampia tutela di questo nostro amato
vino.
Antonio Bisol
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Egregio Direttore,
sono un semplice cittadino e desidero citare
alcuni fatti che ho visto e sentito riguardo
l’assunzione di psicofarmaci.
Due mie colleghe di lavoro che avendo avuto
dei problemi tipo ansie, depressioni, cose che
possono colpire un po’ tutti, gli erano
stati prescritti degli psicofarmaci che, detto
poi da loro, gli avevano creato più problemi,
come sentirsi “intontite” e “drogate”
e nessuna soluzione ai loro stati psicologici.
Nella mia zona, in alcune case di riposo, ho
visto personalmente molti anziani dallo
sguardo assente e movimenti simili a robot,
cui vengono somministrati giornalmente dosi di
psicofarmaci; tra l’altro basta leggere
sulle istruzioni d’uso gli effetti
collaterali e ci si rende conto di cosa si ha
tra le mani.
E cosa ancora più vergognosa, ho sentito
recentemente la notizia dell'autorizzazione
alla prescrizione di psicofarmaci devastanti,
tipo Prozac a bambini fin dagli 8 anni di età!
Ma da che mondo è mondo le persone hanno
sempre vissuto momenti di frustrazione più o
meno intensa, o momenti difficli ma non per
questo si risolvevano con le pillole.
Ora io mi chiedo ma è mai possibile che
adesso le emozioni del vivere la psichiatria
le ha ridefinite come malattie mentali a tutti
gli stadi di età? Mi sembra molto stupido
ridurre gli stati d'animo a malattie, è come
se si voglia creare l'idea di un mondo malato
e fornire le pastiglie per curarlo, ma con le
"pastiglie" non si va lontani, anzi
forse è meglio restare un po' svegli e
rendersi conto di ciò che sta accadendo per
affrontarlo meglio. La cosa che mi preoccupa
è vedere che vengono colpiti anche anziani e
bambini che spetta a noi difendere, magari
anche con un po' d'aiuto da parte delle
istituzioni.
Franco Veronese
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15 agosto 2006
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Perché voterò NO al
referendum del 25-26 giugno
DOMENICA 18/06/2006 - Il referendum che deciderà il destino delle
riforme alla costituzione voluta dal passato
Governo è passato erroneamente alla storia
come “il referendum della Devolution”. In
realtà non si tratta solo di questo. Infatti
vengono stravolte le figure di Primo Ministro
e di Presidente della Repubblica e vengono
cambiati i criteri di nomina di Consiglio
Superiore della Magistratura e della Corte
Costituzionale.
In caso di vittoria del “Sì”, oltre
all’unità del Paese, si screditerebbe
fortemente il principio di divisione dei
poteri (legislativo, esecutivo, giudiziario)
che, a partire da Montesquieu, è stato
considerato quale elemento essenziale per il
corretto funzionamento dello Stato Moderno.
Infatti la figura del Primo Ministro,
ritagliata sulle fattezze del Cavaliere, si
troverebbe a gestire una mole di poteri che
non ha eguali nella storia repubblicana. Al
“Premier” competerebbero nomina e revoca i
ministri; delineamento (prima
“coordinamento” – anche le parole, in
una costituzione, hanno una loro intrinseca
importanza) delle linee guida del
governo e l’eventuale decisione di
sciogliere le Camere. Inoltre, al momento
dell’insediamento, che diventerebbe
automatico in seguito alla vittoria delle
elezioni, non avrebbe più bisogno di ottenere
la fiducia. I fautori della riforma hanno
obbiettato che, di fatto, anche in altri e
progrediti Paesi il Primo Ministro vanta
simili poteri. Non è che un quarto di verità.
Ovunque esistono barriere ben definite che
delimitano l’azione del capo del Governo. Ad
esempio attraverso le cosiddette cariche di
garanzia. Su tutte è emblematico il caso del
Presidente della Repubblica. Questi
diventerebbe uno spettatore con “obbligo di
firma” di fronte all’azione
dell’esecutivo e la Sua figura rientrerebbe
nell’alveo della mera rappresentanza. Fino
ad oggi (come descritto in tabella), il Capo
dello Stato non ha assolto solo a queste
funzioni. Questa differenza forse non è
chiara se in mente scorrono le immagini del
Pres. Ciampi durante i Suoi viaggi. Ma verrà
sicuramente ravvivata dalle volitive prese di
posizione dei Suoi due predecessori, Cossiga e
Scalfaro. Quindi, in sintesi, è evidente
come, negli intenti della Riforma, buona parte
dei poteri del Presidente della Repubblica
venga traslato al “Premier”.
Tornando allo “smacco” perpetrato ai danni
di Montesquieu, è interessante notare come
aumenti il peso della politica nelle nomine
del CSM e della Corte Costituzionale. Nel
primo caso viene meno l’obbligo dei
consiglieri di vantare competenze nel settore
del diritto, nel secondo aumenta il numero di
giudici eletti dal Parlamento. È da sempre
argomento di discussione e priorità assoluta
svincolare la magistratura dalla politica –
tanto che anche sull’attuale assetto ci
sarebbe qualcosa da ridire – ma la riforma
va proprio in senso opposto.
Capitolo a parte, la Devolution. Il Senato
diventerebbe federale e alle Regioni
competerebbe legislazione esclusiva su
assistenza e organizz. sanitaria,
organizzazione scolastica, polizia
amministrativa regionale e locale. Oltre ad
aggravare le già esistenti disuguaglianze, in
alcune regioni sarebbe a rischio
l’erogazione di servizi essenziali, facendo
venir meno, e qui forse è l’assurdo
giuridico, diritti garantiti dall’attuale
carta costituzionale.
Non sono assolutamente chiare, inoltre, le
modalità d’azione del Senato federale. La
riforma lascia spazio a differenti spunti
interpretativi e si teme che una sua
attuazione condurrebbe al continuo ricorso
alla Corte Costituzionale e Commissioni varie.
Il che complicherebbe enormemente il già
travagliato iter burocratico.
L’idea di federalismo mi ha sempre
affascinato, ma ricordo che questo può
diventare sinonimo di efficienza solo se serve
a snellire la macchina amministrativa e se
viene interessato l’ambito fiscale.
Con la riforma della CdL tutto ciò non
avviene.
Voglio precisare un’ultima questione: nella
Sinistra italiana esistono più anime. E
questo lo sappiamo. Sottolineo però come,
accanto a spinte retrograde e integraliste che
sono sempre contrarie ai cambiamenti, alle
opere pubbliche e a nuove idee perché avverse
a paradigmi o idola di più di duecento anni;
esistono anche tendenze riformatrici
(preferisco la parola “progressiste”) che
guardano avanti con interesse. Mi sento più
vicino a queste seconde. E, pur rendendomi
conto che anche nella “Santa” Costituzione
Italiana ci sono aspetti da cambiare perché
trattasi di un testo ben scritto ma
sessantenne, non sottoscrivo le modifiche
proposte dalla Destra per i motivi sopra
elencati.
Simone Negri
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