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FOTO SAN GIUSTINO CAMPIONE D'ITALIA
Domenica 5 luglio ad Abbadia di Montepulciano la squadra di calcio a7 SAN GIUSTINO D ha conquistato per la seconda volta (la prima nel 2007). Il titolo italiano.

I nomi: mister Roberto Talotta; dirigenti Pasquale Damato e Nino Mazzilli; portiere Rino Barra; capitano il 10 Mauro Lucarelli. Santacroce, Malagamba, Sitro, Bungaro, Germinario, Catalano (Artù), Barbaro, Gallo, Modena il giornalaio di Cesan Buscun, Lamberti, a cui hanno dato man forte Angiolicchio Mario, Giapponese Marco, Pangallo Rosario. Durante l’anno si sono prestati anche alcuni valorosi giocatori della top junior che da parte loro sono vice campioni regionali. Tutti i b ambini e i ragazzi della san Giustino sono fieri di portare sul petto lo scudetto italiano che questi grandoni hanno conquistato per noi.

E’ stato un anno glorioso per la squadra, con il primo posto provinciale e regionale, la conquista per la quarta volta del Superbowl maschile e il secondo posto nella Master Cup.

Ma ciò che fa più piacere ad un presidente della San Giustino, ancor più dei risultati (di cui peraltro me la posso “tirare” perché qualcosa di mio c’è, se non altro il non essere andato alla finale per evitare di portare jella!) è il gruppo e lo stile. Il gruppo è allegro, compatto, che ha gusto di giocare bene e di allenarsi bene; lo stile è amicale, familiare, generoso verso le altre esigenze della polisportiva.

Questo titolo chiude un anno sportivo straordinario, che ci vede ancora ai primi posti del grande slam del CSI milanese (mentre scrivo non è stata pubblicata nessuna classifica al riguardo).

E’ stato un anno straordinario perché abbiamo migliorato la struttura dell’oratorio con un nuovo campo a5 in sintetico e abbiamo cominciato a pagarne le rate con l’impegno dei volontari, mettendolo a disposizione gratuita dell’oratorio.

Sono stati straordinari i numeri: 420 iscritti, 22 squadre, 60 volontario allenatori e dirigenti.

Straordinaria è stata la voglia di stare insieme e di affrontare con gioia le sfide sportive e sociali.

Infine, straordinaria e la voglia di migliorare ancora, di crescere e di innovare ulteriormente, perché nessuno si sente arrivato o soddisfatto. Infatti fioccano le idee e i progetti. Il progetto più grande è quello di ristrutturare il campo grande dell’oratorio e renderlo sintetico al top. Sono sogni, ma con queste persone, questi sogni si avvicinano molto alla realtà.

Sappiamo di fare un servizio alla comunità parrocchiale e oratoriana: nel miglioramento delle strutture ma soprattutto nel creare un clima educatico per ragazzi e adulti; un servizio alla comunità civile perché Cesano Boscone ei quartieri Giardino e Lavagna hanno un punto di riferimento solido; un servizio alle famiglie, sempre più alle prese con le difficoltà dell’educare preraodolescenti e adolescenti e possono trovare qui dei volti amici che le sostengono nei momenti di svolta di questi ragazzi.

Non sappiamo come fare a soddisfare tutte le richieste di giocare con noi, anche il nostro campo è saturo, ed è per questo motivo che siamo pronti a cercare gli spazi anche nel Centro sportivo e a S.Ireneo. Dovrei dire anche ciò che ferisce il cuore di un presidente, ma non ho una lista lunga, solo una cosa: quando qualche adulto viene nell’oratorio non per dare ma solo per carpire, non per incoraggiare ma a volte forse inconsapevolmente per aiutare a sfuggire o a cercare illusioni altrove, rischiando di sgretolare il cammino educativo che lentamente si è intessuto insieme negli anni. A questi adulti, collaboratori o dirigenti, ricordiamo sono uno dei principi della polisportiva nell’oratorio: per noi lo sport è importante e fondamentale, ma non è il fine né ha il primato, ma è solo un mezzo per uno scopo primario che la crescita dell’uomo e del cristiano come individuo e come comunità. L’oratorio ha anche questo bel mezzo! Come ha altri mezzi e momenti preziosi. Tutti vorremmo i nostri ragazzi dei piccoli “Maradona” per cui ci arrabbiamo se perdono o se giocano solo metà tempo, ma dovremmo arrabbiarci molto di più se li vediamo crescere come individualisti ed egoisti, prepotenti o strafottenti.

Ci sentiamo pronti a tendere una mano ad altre società sportive per creare quelle giuste cordate e creare qualcosa di nuovo insieme all’insegna del bello e sano spirito sportivo.

Ci mancano alcuni tasselli importanti: persone anche professionalmente preparate e competenti come insegnanti di educazione fisica e allenatori “patentati”, che però collaborino da volontari; ci manca un grande imprenditore che abbia il coraggio di spendere il suo nome e dare un volto serio alle nostre esigenze economiche; in fondo siamo l’unica società del CSI milanese (su settecento)che ha vinto 2 volte il grande slam (su 4) e siamo due volte campioni nazionali!!! Qualche ritorno di immagine ci dovrà pur essere!

Intendiamoci, se non avremo questo sostegno economico privato, andremo ancora avanti con le nostre quote di iscrizione (che rimarranno popolari) e con l’autotassazione e con i contributi che equamente il comune cesanese ci riconosce. L’importante è vedere l’urlo di gioia dei giovani in campo e a bordo campo, il sorriso delle madri sugli spalti, l’entusiasmo dei piccolini nei primi calci e delle bambini nelle feste del minivolley, la grinta dei under 14 che non mollano anche quando sono sotto di 2 o 3 goals!! L’importante è avere questi dirigenti che si spendono per i loro ragazzi e spendono i soldi del cellulare per chiamarli, la benzina per portarli in trasferta e spesso pagano loro le tute e i kway. E lo fanno senza mai rivendicare un merito ma solo per la passione che li porta qui.



Gabriele Penna



FOTO SAN GIUSTINO CAMPIONE D'ITALIA
Il trofeo
FOTO SAN GIUSTINO CAMPIONE D'ITALIA
I campioni sul campo
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