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(mi-lorenteggio.com) -
Cesano Boscone 17
gennaio 2007 - Come
già da anni vi
documentiamo, le cascine
dell'ovest di Milano
nascondono segreti, storia
e tradizioni, che in parte
si riesce a recuperare e
in parte no. Ciò dipende
da molteplici
vicissitudini nonchè
dalla sensibilità e
magnanimità delle
persone, propense a
salvare e recuperare
questi beni.
Dopo gli affreschi di
Robarello, il cui caso lo
abbiamo ampliamente
documentato,
questa volta ci occupiamo
di un caso andato bene.
Questa volta, siamo a
Cesano Boscone. Qui, nel
rigoglio di
ristrutturazioni, recuperi
e altro che hanno
caratterizzato e ancora
caratterizzano l'attività
edilizia cesanese,
particolare interesse ha
suscitato il ritrovamento
di un affresco in un
edificio nell'ambito della
Corte dei Galli, in fondo
a Vicolo Cortuccio, alle
spalle del Centro
Culturale Villa Marazzi,
nel centro storico, sede
della biblioteca e
dell'aula consigliare.
Queste, un tempo, ambedue
erano strutture,
sede e punto di
riferimento di attività
agricole che nei secoli
passati e fino al secondo
dopo guerra erano le
principali risorse dei
cesanesi, ma,
principalmente dei
proprietari terrieri.

Proprio nell'iniziare i
lavori di recupero
edilizio su un'ala della
corte e dopo aver
abbattuto un fienile ed
iniziati i lavori di
demolizione di un altro
edificio adiacente, la cui
struttura era fatiscente,
il direttore dei lavori,
Massimo Mainardi, si è
reso conto che sulla
parete interna di un muro,
che stava per essere
abbattuto, ci doveva
essere qualcosa di
interessante.

Dopo un'attenta analisi e
valutazione, ha notato che
sotto l'intonaco del
un muro vi erano delle
figure. Così, ha deciso
di fermare i lavori di
demolizione di quella
parete e, dopo aver
scrostato parte
dell'intonaco con molta
delicatezza e attenzione,
ha avuto la certezza che
ciò che vedeva erano
parti di figure che
dovevano far parte di un
quadro più grande.

Per quanto riguarda
l'affresco, si ipotizza
che esso sia di scuola
leonardesca; ma,
siccome della struttura e
del suo proprietario si sa
ben poco, se non
attraverso i brani
dell'affresco , si presume
che lo stemma presente nel
fregio sia da attribuire
alla casata dei Brasca.
Pertanto, Mainardi, a sue
spese, in quanto si è
trovato di fronte ad un
investimento non previsto,
ha affidato il dipinto a
due restaurtrici che
hanno, poi, provveduto
a ripulirlo riportandone i
colori quasi
all'originario splendore,
mentre lui ha provveduto a
ristrutturare e riportando
all'origine la parte della
cascina interessata al
recupero.
UN LIBRO
Così, Mainardi ha salvato
l'affresco grazie alla
grande professionalità
delle sue maestranze e ha
pubblicato un libro in
edizione limitata nella
quale viene descritto
tutto il progetto del
recupero. Recupero,
avvenuto grazie alla preziosissima
collaborazione di Francesca Boschetti,
di Gianpaolo Stranci, di
Elisa Maggini, (per lo
studio e la conservazione
del dipinto), di Giancarlo
Chiabà (per le
testimonianze storiche e
le interessanti deduzioni
stilistiche), di Giuseppe
Beretta (per le
testimonianze storiche),
di Erminia Meazza (per le
foto storiche
introvabili), di Giancarlo
Ballardini (per la ricerca
dei documenti), di Don
Peppino Ponti (per la
gentile concessione delle
immagini relative alla
chiesa di Trezzano), di
Amadio Facchini (per lo
scambio di informazioni
storiche),
di Luigi Varini (per
le informazioni relative
alla chiesa di S. Giovanni
Battista di Cesano Boscone),
di Lorenzo Berardi,
di Francesco Petralito,
(coordinatore dei lavori
di restauro conservativo).
V.A.
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