(mi-lorenteggio.com) -
MILANO 17 gennaio '07 - Il Presidente della
Repubblica, Giorgio
Napolitano, è stato
ieri pomeriggio a Milano, per la terza
visita ufficiale nel
giro di sei mesi, per
due appuntamenti
ufficiali e un terzo in
forma privata. Prima
alla Stazione Centrale
per la cerimonia della
consegna alla comunità
ebraica dei locali
destinati al Memoriale
della Shoah, poi, si è
recato al Piccolo, in
forma privata, per la
prima del Ventaglio di
Carlo Goldoni con la
regia di Luca Ronconi e
infine, si è recato alla
Scala, per il
concerto in occasione
del Cinquantesimo
anniversario della morte
di Arturo Toscanini
diretto da Barenboim.

Il
Presidente della
Repubblica, Napolitano,
con la moglie Cleo
In Centrale
ha voluto partecipare
all'occasione della
consegna Memoriale della
Shoah.
Napolitano dopo aver
visto il binario 21, sotto
l'attuale, nascosto
sotto nel lato Ferrante
Aporti, dove si caricavano di nascosto
per mezzo di un
elevatore, i
vagoni con
i deportati.

Letizia
Moratti, sindaco di
Milano e Filippo Penati,
Presidente della
Provincia
Entro il 27 gennaio,
giorno della Memoria,
sarà pronta la
Fondazione, costituita
dall’Unione delle
comunità ebraiche, la
comunità milanese, il
Cdec, l’Associazione
Figli della Shoah, la
comunità di Sant’Egidio,
il Comune di Milano,
la Provincia di Milano,
Regione Lombardia e
le Ferrovie delle Stato.

Napolitano
e la first Lady
Il
Memoriale e la
Fondazione.
Il “Memoriale della
Shoah”, alla Stazione
Centrale di Milano, sul
luogo dove gli ebrei
venivano caricati sui
convogli per i campi di
sterminio, è anche il
nome ufficiale
dell’omonima
Fondazione che sarà
costituita, entro la
fine di gennaio, da 9
Enti: Comune di Milano,
Provincia di Milano,
Regione Lombardia,
Ferrovie dello Stato,
Comunità Ebraica di
Milano, Unione delle
Comunità Ebraiche
Italiane, Centro di
Documentazione Ebraica
Contemporanea,
Associazione Figli della
Shoah, Comunità di
Sant’Egidio.
Un’istituzione
culturale innovativa.
Il Memoriale non è
stato pensato come un
tradizionale museo, bensì
come uno spazio vivo
della città, aperto
alla collettività, per
insegnare il rispetto
delle diversità e il
valore della persona.
Una testimonianza del
nostro passato.
Il luogo è rimasto
identico a sessant’anni
fa: qui erano preparati
i convogli in cui
venivano rinchiusi gli
ebrei destinati ai
lager. I vagoni venivano
poi portati in
superficie, a livello
dei binari, con un
ascensore e fatti
partire dal tristemente
famoso Binario 21.
Uno spazio per la
documentazione storica.
Sarà creata una zona di
documentazione storica
con immagini e materiali
provenienti dagli
archivi del C.D.E.C
(Centro di
Documentazione Ebraica
Contemporanea di
Milano), dalla Shoah
Foudation di Steven
Spielberg, dall'Istituto
della Shoah Yad Vashem
di Gerusalemme,
dall'Istituto Anna Frank.
Milano e la Shoah.
Il luogo è unico in
Italia e in Europa
perché è la
testimonianza vivente
dell’orrore della
Shoah ed è il simbolo
di una malvagità di cui
gli autori era
perfettamente
consapevoli, tanto da
agire di nascosto, in un
sotterraneo. Questo
spazio, rimasto intatto
nel tempo, si
caratterizzerà per una
duplice valenza: da un
lato il vero e proprio
Memoriale, dall’altro
una sorta di
contenitore, luogo di
ricerca e studio, ma
anche punto d’incontro
dinamico tra diverse
realtà. L’iniziativa
ha ricevuto il plauso
del Premio Nobel per la
Pace, Elie Diesel, che
ha inviato un messaggio
di sostegno al progetto.
Il progetto.
L’idea del Memoriale
è nata quattro anni fa,
quando la Comunità di
Sant’Egidio, che da
diversi anni commemorava
con la Comunità Ebraica
di Milano gli ebrei
deportati nei lager,
trovò un interlocutore
ideale
nell’Associazione
Figli della Shoah che si
è attivamente impegnata
per preservare questo
luogo. Il Comune di
Milano ha sostenuto con
entusiasmo l'iniziativa,
contribuendo alla futura
creazione della
Fondazione. Il progetto
del Memoriale, che fu
preparato
dall’architetto
Eugenio Gentili Tedeschi
e dall’architetto
Guido Morpurgo, è stato
accolto con favore da
vari istituti
internazionali, che da
anni si occupano della
Shoah quali lo Yad
Vashem, la Shoah
Foundation, la
Fondazione Anne Frank e
dal Premio Nobel per la
Pace, Elie Wiesel.
Il Binario 21.
È uno spazio di manovra
di oltre 6.000 mq oggi
dismesso,
originariamente
utilizzato per il carico
e lo scarico dei vagoni
postali, situato al di
sotto del piazzale dei
binari, compreso tra via
Pergolesi e viale
Brianza, con ingresso da
via Ferrante Aporti. La
caratteristica
principale di questo
luogo è la sua
sostanziale invisibilità,
condizione peculiare per
la quale fu scelto dai
nazifascisti per
effettuare le
deportazioni: introdotti
con i camion provenienti
dal carcere di San
Vittore, i deportati
venivano stipati su
vagoni merci che, in
attesa all’interno
della “stazione
invisibile”, erano
sollevati al livello del
sovrastante piano dei
binari, agganciati ai
convogli e inviati ai
campi di sterminio, in
particolare ad Auschwitz
e Bergen Belsen.
VIDEO NEI PROSSIMI
GIORNI
REDAZIONE