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Pubblicata il 21/02/2013 alle 16:18:06 in Politica

Regionali: infrastrutture e lavori pubblici: intervista a Lucia Castellano, capolista del Patto Civico con Ambrosoli Presidente



La politica del fare ha caratterizzato i mesi di lavoro nella Giunta di Giuliano Pisapia e proseguirà sulla stessa linea in Regione


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Lucia Castellano (foto di Isabella Balena)


(mi-lorenteggio.com) Milano, 21 febbraio 2013 - Tra i tanti temi al centro del dibattito, in vista delle elezioni per la Regione Lombardia, quello delle infrastrutture e dei lavori pubblici ha grande rilevanza, perché da qui passa lo sviluppo economico della Regione. Milano è una città-record per i tanti cantieri aperti nel centro cittadino e per gli edifici in disuso, da ristrutturare e bonificare. Un punto di partenza, su cui si è soffermata l’avvocato Lucia Castellano, candidata capolista del Patto Civico con Ambrosoli Presidente, nei mesi in cui ha ricoperto il ruolo di Assessore ai Lavori Pubblici, e da cui proseguire per il lavoro in Regione.



Da dove bisogna partire, nel suo ambito di lavoro, per equiparare Milano agli standard delle altre metropoli europee?

Bisogna partire da “quello che già c’è”. La nostra città è piena di edifici pubblici incompiuti o ammalorati. Bisogna cominciare a ristrutturarli e a metterli a disposizione della città. Altro punto: a Milano ci sono ancora le scuole del “baby-boom” degli anni ’60, prefabbricati in cemento con una vita media di 35 anni, abbondantemente superati. Occorre sostituirli con edifici scolastici a basso efficientamento energetico, preferibilmente in legno, perché i tempi di realizzazione sono molto più rapidi.

Altro problema è la salvaguardia del suolo pubblico rispetto al tema centrale dei parcheggi. Per arginare l’aggressione al suolo e l’utilizzo sconsiderato dell’automobile, bisogna gestire i posti auto in città al fine di valorizzare ’Area C’ e garantire una rete di trasporti pubblici che consenta di lasciare l’automobile fuori dal centro cittadino, riducendo l’inquinamento e il traffico.

Qual è l’obiettivo per una buona politica in Regione?

Lavoro da 20 anni nella pubblica amministrazione (prima per il nostro Paese e poi per il Comune di Milano) e ho sempre amato questo lavoro. La buona politica viaggia solo sulle gambe della buona amministrazione e la buona amministrazione è quella che risolve i problemi e non quella che cerca nelle procedure burocratiche delle scuse per non farlo. E in una fase di crisi economica come quella che stiamo vivendo è ancora più determinante essere chiari e concreti perché i cittadini non possono essere presi in giro.

Applicherò in Regione gli stessi princìpi che hanno sostenuto la mia azione nel Comune di Milano: legalità, trasparenza e la buona amministrazione che ho descritto sopra. 


Quali idee intende portare in Regione e che ha già affrontato da Assessore?

Mi pongo in antitesi al modello dell’allora commissario straordinario Gabriele Albertini, a garanzia della tutela dell’ambiente. In questi anni sono state procurate alla città troppe ferite, molte di queste ancora aperte. Inaccettabile per una città importante come Milano. Sulla scorta dei risultati ottenuti nella gestione in Giunta con Pisapia, intendo proseguire in Regione sulla medesima strada, quella della tutela del territorio.

Quali sono i progetti che ha in mente per la Lombardia?

Mi occuperò di politiche dell’abitare, seguendo la flessibilità dell’abitare di oggi: residenze temporanee, cohousing, abitazioni per studenti e giovani coppie.

Mi piacerebbe, inoltre, occuparmi di welfare e di re-inserimento sociale di fasce deboli. Un welfare non più calato dall’alto, ma condiviso con il Terzo Settore, quello che più da vicino segue i bisogni dei cittadini. Le politiche di welfare attuali della Regione Lombardia vanno totalmente ribaltate.


A.V.
"Messaggio elettorale - Committente: Marlene Lombardo".


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