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Pubblicata il 11/06/2008 alle 00:52:06 in Cultura

A Baggio, Milano rende omaggio all’architetto brasiliano Oscar Niemeyer



In via Dante nel cortile  del Consiglio di di Zona  7 l'anteprima della mostra "Architettura e Libertà"


Milano, 10 giugno 2008 - In occasione della diciottesima edizione del Festival Latinoamericando, Milano rende omaggio all’architetto brasiliano Oscar Niemeyer. Sia in centro - in via Dante dal 17 al 29 giugno - che in periferia - a Baggio, nel cortile del Consiglio di zona 7, dal 30 giugno al 6 luglio -, infatti, si potrà ammirare l’anteprima della personale “Architettura e Libertà” che sarà esposta dal 18 giugno al 18 luglio ad Assago all’interno della manifestazione “Latinoamericando Expo”.

Promossa dall’Assessorato alle Aree cittadine e Consigli di zona, la mostra rappresenta uno dei più significativi eventi del “Latino Americando Expo 2008” e sarà la prima esposizione dei capolavori di Oscar Niemeyer, uno dei più noti e apprezzati esponenti della moderna architettura internazionale.

“Simbolo di innovazione architettonica e del Brasile - ha dichiarato l’assessore Ombretta Colli – Niemeyer disse: ‘Non è importante l'architettura, importante è la vita, importanti sono gli amici e la nostra voglia di cambiare questo mondo sbagliato’. Una frase che caratterizza tutta la vita dell’architetto spesa a cambiare, non solo esteticamente, un paese che, come tutte le terre dell’America latina, ha dovuto fare i conti con una storia tormentata. In occasione dei 18 anni del Festival Latinoamericando, Milano ha voluto rendere omaggio a un grande uomo, che da poco ha compiuto 100 anni, al Brasile e a tutta l’America latina la cui comunità in città è sempre più numerosa e integrata”.

“Come assessore alle Aree cittadine - continua Colli - ho voluto che le opere di Niemeyer venissero esposte non solo in centro ma anche in periferia. E così, dopo via Dante, 10 pannelli con 20 foto verranno messi in mostra a Baggio, uno dei quartieri più periferici della città. Le immagini delle opere di Niemeyer verranno posizionate nel verde cortile della sede del Consiglio di zona 7 in via Anselmo da Baggio”.

Nato a Rio de Janeiro, Niemeyer ha recentemente festeggiato il suo 100° compleanno, celebrato con le più alte onorificenze nel suo Brasile e in molti altri Paesi che hanno la fortuna di ospitare le sue opere, Italia compresa: il Palazzo Mondadori di Segrate è infatti un chiaro esempio della sua arte ma sue architetture sono visibili anche a Torino, Venezia e Ravello. Questa importante ricorrenza viene così onorata congiuntamente da “Latino Americando Expo” e dal Comune di Milano che insieme hanno pensato di proporre, ad Assago, una grande rassegna dell’opera dell’architetto. La mostra, “Architettura e Libertà”, è composta da 90 fotografie di opere architettoniche, pannelli, schizzi, plastici e disegni, fra cui alcuni originali, e arricchita da filmati e audiovisivi che illustrano la vita del maestro e un secolo delle sue opere, realizzate grazie alla collaborazione di importanti figure professionali come Lucio Costa, architetto brasiliano che ha lavorato con Niemeyer per il piano urbanistico di Brasilia, e Joaquim Cardoso, ingegnere civile, poeta, editore e professore universitario, che ha contribuito a rendere realtà i sogni di Niemeyer, sopratutto nella costruzione di importanti opere di Brasilia, come il Palazzo di Planalto (Palazzo dell’Altipiano), il Palazzo da Alvorada (Palazzo dell’Alba) e la cattedrale metropolitana. L’esposizione, a differenza delle numerose che l’hanno preceduta, si differenzia per la precisa volontà di attenersi il più possibile alla storia e alle idee di Niemeyer, anche attraverso la presentazione di opere non monumentali, come abitazioni popolari e scuole, e senza utilizzare grandi e dispendiose attrezzature tecnologiche, riflettendo in questo modo proprio la logica semplice ed efficace dell’architetto.

Curatori della mostra sono Marco Riccioppo, architetto, designer e artista italo-brasiliano , e Robson de Oliveira, fotografo e scienziato sociale; saranno presenti anche una decina di fotografi che hanno documentato il lavoro del maestro negli ultimi 60 anni.

Redazione


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