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Pubblicata il 22/08/2008 alle 17:48:09 in Cronaca

Il sostituto procuratore della DNA Macrì ha accolto l'appello dei Sindaci di Cesano, Corsico, Trezzano



A settembre l'incontro.  Prosegue la proposta dello sportello sicurezza


Cesano Boscone (22 agosto 2008) – L'appello dei sindaci di Cesano Boscone, Corsico e Trezzano sul Naviglio che chiedevano un incontro al sostituto procuratore nazionale antimafia Vincenzo Macrì è stato accolto. Dovrebbe prendervi parte anche il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso.
A settembre i tre primo cittadino si confronteranno con il magistrato che, nei mesi scorsi, aveva dichiarato alla stampa che l'hinterland milanese è la “vera capitale delle cosche”, le quali esercitano una “presenza opprimente”.

“Dopo le dichiarazioni del magistrato della Dna (direzione nazionale antimafia) – sottolineano i sindaci Vincenzo D'Avanzo, Sergio Graffeo, Liana Scundi – abbiamo chiesto di capire meglio le dimensioni del fenomeno e individuare insieme le sinergie necessarie per impedire qualsiasi tipo di infiltrazione mafiosa”.
Il sostituto procuratore Vincenzo Macrì ha ribadito, nella sua lettera, il radicamento della 'ndrangheta in Lombardia: “Ho apprezzato moltissimo – scrive il magistrato ai sindaci – la vostra sensibilità. Mi occupo ormai da molti anni di criminalità organizzata e in particolare del fenomeno della 'ndrangheta e so bene quanto purtroppo essa si infiltrata in molti Comuni della Lombardia e nella stessa città di Milano. So bene però che la società lombarda è in grado di reagire a tale ingombrante presenza e a difendere i livelli di legalità e di convivenza civile raggiunti. La vostra lettera è già un chiaro e inequivoco segnale in tal senso. Occorre però – prosegue Macrì – che i pericoli non siano sottovalutati; al contrario, occorre un'attenta vigilanza per evitare che le infiltrazioni divengano vere e proprie occupazioni del territorio, in esso comprendendo anche settori importanti dell'economia, come quelli dell'edilizia e del commercio. Accolgo pertanto volentieri il vostro invito a un incontro diretto sul tema”.

Nell'attesa, il sindaco di Trezzano sul Naviglio, Liana Scundi ha apprezzato le parole del presidente della Provincia, Filippo Penati e sostiene la sua proposta di una riunione del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza alla quale partecipi il ministro Roberto Maroni. In particolare, il sindaco di Trezzano insiste sulla necessità che l'aumento degli organici delle forze dell'ordine, come ha chiesto Penati, riguardi anche le piccole e medie città della provincia di Milano, quindi anche il sud Milano.

Il sindaco di Cesano, Vincenzo D'Avanzo ha, invece, ricevuto la disponibilità della Prefettura di Milano che vuole discutere, nelle prossime settimane, la proposta di istituire uno sportello sicurezza dove possano lavorare insieme le diverse forze dell'ordine con la polizia locale. “Concentrare l'attenzione di ciascuno, secondo le proprie competenze, su specifici problemi – sottolinea D'Avanzo – sarebbe una garanzia in più per i cittadini, anche se nella nostre città, sulla base di quanto ci riferiscono le forze dell'ordine, il problema della delinquenza è abbastanza contenuto e quindi non esiste una reale situazione di allarme sociale”.

Anche il sindaco di Corsico, Sergio Graffeo sta perfezionando le strategie per la sicurezza, dopo aver sostenuto e rilancio il progetto della polizia intercomunale che proseguirà fino al prossimo ottobre. In particolare, in cantiere c'è un potenziamento del sistema di monitoraggio del territorio e la richiesta alla questura e alla prefettura milanesi di verificare situazioni di vera e propria occupazione di intere zone della città da parte di stranieri, senza un reale processo di integrazione culturale e sociale con la città e nonostante l'esistenza, da qualche mese, di una Consulta che rappresenta cittadini provenienti da numerose parti del mondo.

Redazione


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