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Pubblicata il 17/10/2013 alle 14:24:19 in Ambiente

Lo storione torna a ripopolare il Ticino



Una cinquantina di storioni nati e cresciuti nell’incubatoio ittico del Parco del Ticino nell’ambito di un progetto Cariplo funzionale alla conservazione di questa specie importante dal punto di vista faunistico



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(mi-lorenteggio.com) Magenta 17 ottobre 2013 – Sono stati liberati questa mattina in Ticino - località Cascina Madonnina a Boffalora Ticino, una cinquantina di storioni nati e cresciuti nell’incubatoio ittico del Parco del Ticino nell’ambito di un progetto Cariplo funzionale alla conservazione di questa specie importante dal punto di vista faunistico.
L’evento si è svolto alla presenza del presidente del Parco del Ticino, Gian Pietro Beltrami, e degli alunni di due classi delle scuole primarie.


La comunità ittica del Fiume Ticino, originariamente composta da 36 specie, risulta oggi profondamente alterata con la completa scomparsa di alcune di esse, la forte rarefazione di altre e con la comparsa e rapida affermazione di numerose specie ittiche esotiche. Nell’ambito del popolamento ittico attuale rimangono specie di elevato valore faunistico e conservazionistico, tra le quali molte compaiono in allegato II della Direttiva Habitat ed una di esse, lo storione cobice, risulta specie prioritaria a livello europeo ed inserita anche in Allegato IV della stessa direttiva. Tra le tante cause di scomparsa e di declino di alcune specie ittiche del Ticino vi è anche la frammentazione del corridoio fluviale ad opera d dighe e sbarramenti. A seguito della realizzazione da parte del Parco del Ticino di due passaggi artificiali per pesci presso gli sbarramenti di Porto della Torre e di Panperduto, almeno questo fattore è stato mitigato. Con l’avvio del progetto Life “ConfluPo” sarà inoltre deframmentata anche la diga di Isola Serafini, unico impedimento alla libera migrazione dei pesci dal mare al Lago Maggiore. A monte del Ticino è stata inoltre completata la deframmentazione del Fiume Tresa con il quale il Verbano è ricollegato al Ceresio. Tutti questi passaggi per pesci sono dotati di un sistema di monitoraggio in continuo, mediante telecamera, grazie al quale sono già stati raccolti moltissimi dati.

Il progetto
Nell’ambito del bando 2010 “Tutelare e valorizzare la biodiversità” la Fondazione Cariplo ha cofinanziato il progetto “Interventi per la conservazione dello Storione cobice (Acipenser naccarii) nel Fiume Ticino”, che prevede in qualità di capofila il Consorzio Parco Lombardo della Valle del Ticino e in qualità di partner l’Università di Milano - Dipartimento di Scienze e Tecnologie Veterinarie per la Sicurezza Alimentare
l piano di azione prevede, tra gli altri interventi, anche la produzione di novellame da ripopolamento a partire dai riproduttori di storione cobice stabulati presso gli ambienti di Cassolnovo ed è realizzata dall’Università degli Studi di Milano - Dipartimento di Scienze e Tecnologie Veterinarie.

Le attività relative alla riproduzione degli adulti e all’accrescimento del novellame saranno effettuate per tutti i tre anni di progetto.



Stato d’avanzamento
Normalmente nel mese di giugno, nel triennio 2011/2013 sono state condotte le attività di controllo del grado di maturazione dei riproduttori stabulati nelle Vasche di Cassolnovo. I pesci maturi sono stati indotti alla completa maturazione e quindi spremuti.
Nel 2011 sono stati spremuti 8 adulti (5 femmine e 3 maschi), che hanno portato alla raccolta di 22000 ml di uova.
Nel 2012 sono stati spremuti 7 adulti (2 femmine e 5 maschi), che hanno portato alla raccolta di 7250 ml di uova.
Nel 2013 sono state spremuti 7 adulti (3 femmine e 4 maschi), che hanno prodotto circa 8.000 ml di uova.
Le uova ottenute, trattate opportunamente con sostanze antiadesive, sono state trasferite nell’incubatoio ittico del Centro Parco della Fagiana. Qui, nelle bottiglie di Zug che le mantengono in costante movimento, sono state portate alla schiusa. Gli avannotti, una volta riassorbito il sacco vitellino, se saranno particolarmente numerosi potranno essere in parte direttamente seminati negli ambienti vocazionali, altrimenti saranno accresciuti sino alla taglia di 10-15 cm per essere quindi marcati e poi liberati in natura. Lo svezzamento e il primo accrescimento, per le loro difficoltà tecniche, sono stati seguiti dai tecnici dell’Università, utilizzando protocolli di letteratura, come ad esempio producendo nauplii di Artemia salina, o sperimentando nuovi protocolli sperimentali.

Redazione


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