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Pubblicata il 16/06/2014 alle 14:59:10 in Cronaca

Motta Visconti. Il marito e papà confessa il triplice omicidio



Chierito il movente, ora si cerca di capire se gli omicidi siano premeditati


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(mi-lorenteggio.com) Motta Visconti, 16 giugno 2014 - Nella notte, Carlo Lisi, il marito della donna uccisa insieme ai due bambini, è stato fermato e portato in caserma. Qui, incalzato dalle domande degli inquirenti l'uomo è crollato e ha confessato il triplice omicidio."Datemi il massimo della pena" ha detto ai militari dell'Arma tenendosi le mani tra la testa.


L'uomo ha raccontato ai carabinieri, che lui e la moglie nella notte di sabato, prima della partita della nazionale  avevano  fatto l'amore sul divano nel salotto, mentre i bambini dormivano tranquillamente: Giulia nella cameretta e Gabriele nel lettone matrimoniale.

A un certo punto l'uomo si alza in mutande, va in cucina, prende un coltello, raggiunge la donna seduta di spalle rispetto all’ingresso del salotto e comincia a colpirla. Lei urla, cerca di reagire e grida «aiuto». Lui la colpisce sferrandole un pugno facendola  finire a terra nell’androne dell’ingresso e le infilza la lama del coltello alla gola, il cui fendente sarà mortale.

Ancora in mutande raggiunge i due figli, Giulia di quattro anni e Gabriele di 20 mesi  recidendogli la carotide.

Dopo gli omicidi, l'uomo si è fatto una doccia in cantina, si è vestito, ha provato a simulare un furto lasciando aperta la cassaforte e facendo sparire del denaro.

Una volta terminato il suo piano criminale, si è vestito ed è andato   a vedere la partita dell’Italia ai Mondiali in compagnia di un amico al pub Zimè di Motta Visconti. Durante la partita, l'uomo è parso tranquillo e sereno, come tutti.

Siccome, dopo i primi rilievi l'arma del delitto non era stata trovata, durante la confessione l'uomo ha dichiarato di aver gettato il coltello in un tombino di via Mazzini.


Finita la partita, l'uomo rientrato a casa, ha dato l'allarme chiamando il 118 e i Carabinieri, dicendo di aver trovato la porta e la  cassaforte aperte e i corpi senza vita dei famigliari.


«È stato un delitto orribile, efferato. Qualsiasi cosa io possa dire non è abbastanza», ha dichiarato il procuratore di Pavia Calogero Cioppa, che ha coordinato le indagini.

Il movente sarebbe che l'uomo  si sarebbe  innamorato di una collega di lavoro, una passione non corrisposta. Comunque, la famiglia sarebbe stata ostacole alle sue nuove aspirazioni. Ora, per gli inquirenti, chiarito il movente, cercano di capire se l'omicidio sia stato premeditato o sia avvenuto all'improvviso.

V.A.

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