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Pubblicata il 28/07/2014 alle 18:32:25 in Cultura

Lombardia. Inaugurata a Temù (Brescia)la nuova sede del Museo della Guerra Bianca in Adamello



Il Museo riveste una importanza internazionale, non solo per i suoi contenuti culturali e storici, ma anche sotto il profilo turistico


(mi-lorenteggio.com) Temu' - Brescia, 28 luglio 2014 -  "Commemoriamo i cento anni di uno degli eventi più devastanti della storia. Nonostante la storia sia maestra di vita, non sembra aver impartito una giusta lezione agli uomini e basta guardarsi intorno, nel mondo e anche ai confini dell'Europa, per rendersene conto. É necessario però continuare a conservare la memoria delle persone e dei luoghi che rappresentano un patrimonio materiale e immateriale straordinario e che caratterizzano così fortemente i nostri territori". Lo ha detto l'assessore alle Culture, Identità e Autonomie di Regione Lombardia Cristina Cappellini all'inaugurazione della nuova sede del Museo della Guerra Bianca in Adamello, che si è tenuta oggi a Temù (Brescia).

LA NUOVA SEDE RAPPRESENTA UN REGALO AL TERRITORIO - "Oggi è un giorno triste, connotato però da una soddisfazione - ha detto l'assessore Cappellini - perché regaliamo a questo territorio e alla Lombardia tutta la nuova sede del Museo della Guerra Bianca, un luogo simbolo che anche Regione Lombardia ha contributo a realizzare e che si fonda sul grande impegno e sulla grande passione dei suoi volontari".

 LEGGE REGIONALE A DIFESA DEL PATRIMONIO GUERRA BIANCA - "Sempre in tema di valorizzazione delle nostre tradizioni e identità - ha spiegato l'assessore - ricordo l'approvazione di una legge, quasi all'unanimità, da parte del Consiglio regionale, che promuove proprio il patrimonio culturale lombardo legato ai luoghi simbolo della Guerra Bianca". "Abbiamo costituito - ha aggiunto - un apposito comitato di indirizzo e a breve verrà aperto un nuovo bando per finanziarie progetti specifici per la valorizzazione del nostro patrimonio materiale e immateriale, che auspichiamo raggiunga l'obiettivo di accrescere anche i flussi turistici negli anni a venire".

MAI DIMENTICARE LA NOSTRA STORIA - "È fondamentale - ha continuato ancora Cristina Cappellini - conservare la memoria, mettendo al centro i territori e le comunità che hanno vissuto le tragiche esperienze che oggi ricordiamo. È questo un nostro dovere morale, come istituzioni e come cittadini, soprattutto in un mondo sempre più globalizzato e a rischio di dispersione dei valori fondanti le nostre comunità". "Dobbiamo tutelare il nostro passato - ha concluso l'assessore -, perché senza radici salde e una memoria consapevole non ci può essere un futuro sereno, soprattutto per i nostri giovani". "A esattamente un secolo dall'inizio della Guerra, Regione Lombardia ha contribuito alla realizzazione del Museo della Guerra Bianca, a Temù, un luogo che raccoglie esperienze, memorie, cimeli di quelle drammatiche pagine di storia. Una storia che va raccontata ora più che mai, dato che non ci sono più testimoni diretti di quanto successo. È ai nostri giovani che dobbiamo rivolgerci, per ricordare loro il sacrificio di tanti loro coetanei su queste montagne. Caduti che la Regione ricorda anche con il sito www.albodorolombardia.it, che contiene nomi e storie di oltre 80.000 ragazzi che hanno perso la vita sulle nostre montagne". Lo ha detto l'assessore al Territorio, Urbanistica e Difesa del suolo della Regione Lombardia Viviana Beccalossi, in occasione dell'inaugurazione del Museo della Guerra Bianca in Adamello, che si è tenuta oggi a Temù (Brescia).

TEMÙ LUOGO SIMBOLO DI VIOLENTE BATTAGLIE - "Nel corso della Prima Guerra mondiale - ha spiegato l'assessore Beccalossi - il Comune di Temù, nell'alta Valle Camonica, è stato il più importante polo difensivo italiano sul fronte dell'Adamello, durante quella che fu definita la 'Guerra Bianca', cioè quella parte della Prima Guerra mondiale che vide scontrarsi le truppe italiane e quelle austriache in una serie di violente battaglie combattute duramente sui territori innevati delle Alpi. Tra tutti, il fronte dell'Adamello fu quello che dovette affrontare gli scontri più duri e che dimostrò una tenacia e una determinazione senza paragoni nella difesa della Patria".

 FONDAMENTALE CONOSCERE LA NOSTRA STORIA - "E' doveroso ricordare quanto accaduto un secolo fa sulle nostre montagne - ha proseguito l'assessore - approfondire la storia e il destino di decine di migliaia di ragazzi caduti per l'Italia, fare in modo che le giovani generazioni non dimentichino. Con l'approvazione del Progetto di legge sulla valorizzazione del patrimonio storico della Prima Guerra mondiale in Lombardia anche il Consiglio regionale ha reso giustizia a un sacrificio che non può e non deve essere cancellato e al quale vogliamo dare tutto il risalto possibile, senza retorica e con grandissimo rispetto". "A cent'anni di distanza, in occasione della ricorrenza della dichiarazione della I Guerra Mondiale, che ha segnato profondamente la storia sociale, politica, economica e culturale del nostro Paese, è stata per me un'emozione unica presenziare all'inaugurazione della nuova sede del Museo della Guerra Bianca, combattuta in Adamello". Lo ha dichiarato Ugo Parolo, sottosegretario di Regione Lombardia ai Rapporti Istituzioni regionali, Attuazione del Programma, Politiche per la Montagna, Programmazione negoziata, Macroregione delle Alpi e Quattro motori per l'Europa, intervenendo, questa mattina, all'inaugurazione della nova sede del Museo della Guerra Bianca, a Temù (Brescia).

 IMPORTANZA INTERNAZIONALE - "Il Museo riveste una importanza internazionale, non solo per i suoi contenuti culturali e storici, ma anche sotto il profilo turistico - ha proseguito Parolo -. In occasione dell'avvio dei festeggiamenti per il Centenario, costituisce infatti una fondamentale attrazione turistica-culturale per il territorio, atta a valorizzare e preservare il patrimonio ambientale e paesaggistico relativo al grande conflitto mondiale".

VETRINA UNICA, PER NON DIMENTICARE - "Come uno scrigno, che, una volta aperto, riserva la scoperta della ricchezza racchiusa - ha proseguito il sottosegretario -, il Museo offre agli ospiti una vetrina unica che sfrutta appieno la bellezza della location e, per non dimenticare, ma, al contrario, guardare con fiducia al futuro, consente al cittadino comune, agli studenti e ai ricercatori di attingere a un patrimonio storico-culturale fondamentale". "Un ringraziamento doveroso - ha concluso Parolo - va inoltre ai volontari del Museo, che dedicano il loro tempo libero e le loro energie per mantenere vive le testimonianze, senza nessun scopo di lucro".

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