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Pubblicata il 09/05/2015 alle 15:48:01 in Economia

Lombardia. Sciopero nazionale Auchan contro gli esuberi: lavoratori in corteo a Cesano Boscone



Presidi e cortei in tutta Italia. L'AD Espasa: "Il nostro piano di intervento deve essere strutturale e profondo e intendo salvare 10.000 posti di lavoro". FOTO E VIDEO E INTERVISTE


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(mi-lorenteggio.com) Cesano Boscone, 9 maggio 2015 - Stamane, sciopero con presidio corteo  dei lavoratori e delle lavoratrici del Gruppo francese Auchan contro gli esuberi annunciati dall'azienda. I sindacati Fisascat Cisl, Filcams Cgil e Uiltucs non ci stanno al piano di licenziamento collettivo per 1.426 dipendenti del gruppo e chiedono, con uno sciopero nazionale,  all'azienda di rivedere il piano aziendale.



I lavoratori lombardi di Auchan (da Nerviano, Vimodrone, Cinisello e altri punti vendita)  hanno protestato insieme a Cesano Boscone, ipermercato scelto come simbolo della protesta,  dopo l'annuncio dell'intenzione dell'azienda di voler chiudere il punto vendita cesanese per l'alto costo del plesso. Chiusura scongiurata grazie all'accordo tra Auchan e l'azienda proprietaria del complesso immobiliare, che con mediazione del Comune, sono riusciti a trovare un accordo sul contratto d'affitto.
Ma, questo accordo, non salva i previsti esuberi, oggetto della difficile vertenza sindacale.

Insieme ai lavoratori, in solidarietà, c'era l'amministrazione comunale di Cesano Boscone con tutte le forze politiche e diverse RSU di diverse aziende del territorio. Il centro commerciale è rimasto aperto.



Sulla difficile vertenza, a Roma, davanti al presidio davanti a Palazzo Farnese, è intervenuto anche il leader Uil, Carmelo Barbagallo: "Il governo deve capire che bisogna intervenire per regolare queste cose ed evitare che con la crisi i primi a pagare siano i lavoratori. Il governo deve quindi agire rapidamente per permettere al sindacato di fare una trattativa per discutere di solidarietà non di mobilità".



Soddisfatti i sindacati per l'alta adesione allo sciopero.

"Negli ultimi anni, quella che sembrava una crisi dei consumi si è rivelata per la grande distribuzione qualcosa di molto più profondo, un cambio di stile di vita dei consumatori italiani – premette Espasa, presidente e amministratore delegato del Gruppo Auchan –. In questo contesto, la redditività dell’azienda da alcuni anni si è progressivamente erosa sino a raggiungere gravi livelli di perdita di esercizio non più sostenibili.» Il giro d’affari della società si è ridotto da 3,2 miliardi di euro dell’anno 2010 a circa 2,6 miliardi dell’anno 2014 e, nel corso degli ultimi anni, l’azienda ha realizzato risultati di esercizio ordinario in progressivo deterioramento fino a raggiungere nel 2014 circa 112 milioni di euro di perdite.



"Sicuramente, questi dati sono il risultato di una politica commerciale non perfettamente adeguata al cambiamento – precisa Espasa –, ma sono certo che l’azienda non ha sbagliato a investire sui prezzi per rispondere all’urgente bisogno di convenienza degli italiani. Nel 2014, infatti, abbiamo investito 45 milioni di euro nella riduzione dei prezzi tramite la compressione dei nostri margini." Questa azione è stata riconosciuta dai clienti dei 49 ipermercati tanto che, a livello nazionale, Auchan si è posizionata come insegna di ipermercati più conveniente d’Italia, secondo l’indagine svolta da Altroconsumo e vincendo il premio “Retailer of the Year” per la categoria ipermercati.






"Per rilanciare Auchan in Italia, dunque, possiamo ripartire da un patrimonio importante fatto di una positiva immagine di convenienza, 77 milioni di clienti, il 95% di collaboratori azionisti, circa il 90% di fornitori italiani tra cui 1.170 piccole medie imprese. L’obiettivo è di ritornare a creare valore per tutti, non solo clienti e fornitori, ma anche collaboratori e azionisti, rendendo l'azienda più moderna e redditizia – afferma il Presidente che poi aggiunge -. Per risanare il bilancio, abbiamo lanciato un piano industriale con due priorità. La prima è di diffondere un nuovo progetto commerciale più semplice e moderno, basato sull’“every day low price” per tutti i poteri d’acquisto e più fidelizzante, pur mantenendo le promozioni ma meno aggressive del sottocosto. Partendo dall’ascolto cliente, stiamo ridefinendo l’assortimento con particolare attenzione al Made in Italy e ai prodotti a marchio Auchan, che sono al centro anche della nuova carta LaTua!Card, un programma fedeltà esclusivamente nostro, con tanti vantaggi per i clienti. Puntiamo a ridurre anche gli investimenti in pubblicità e il volantino cartaceo lascerà sempre più spazio al digitale."

"La seconda priorità è di migliorare l'efficacia e la redditività dell'azienda, attraverso la riduzione dei costi generali di gestione, dei consumi di energia, della logistica, dei canoni di locazione, e soprattutto il costo del lavoro per raggiungere un livello di organico adeguato ad un’organizzazione globale e locale più semplice, moderna con più autonomie e responsabilità di chi è più vicino al cliente – spiega Espasa precisando anche che - una volta raggiunto l’equilibrio economico, potremo portare avanti il nostro sviluppo puntando sui nuovi mestieri in ipermercato o fuori (es. Parafarmacia, le stazioni di servizio con lavaggio auto) e su un nuovo format Auchan City specialista dell’alimentare in città. Inoltre, svilupperemo il Franchising in Italia e oltre i confini, come nel bacino del mediterraneo, e l’e-commerce in priorità nel non food con il click & collect."

"Il nostro piano di intervento deve essere strutturale e profondo per ritrovare la nostra leadership e l'utile netto positivo al più presto, entro il 2017. Credo al rilancio dell'Italia, terzo paese in Europa e 11° più ricco al mondo, e anche al potenziale del Sud dove è presente la metà dei nostri ipermercati, e intendo salvare 10.000 posti di lavoro e partecipare allo sviluppo del Paese" conclude Espasa".

Vittorio Aggio

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