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Pubblicata il 20/04/2007 alle 00:38:24 in Cronaca

Vigevano, migliaia di scarpe in carità offerte dai produttori



La mobilitazione dei produttori in attesa di Benedetto XVI: scarpe ducali per la carità del papa; migliaia di paia offerte dal consorzio di San Crispino e Crispiniano


Vigevano 19 aprile 2007 – Il Consorzio di San Crispino e Crispiniano, che riunisce gli operatori del settore calzaturiero, sta raccogliendo migliaia di paia di calzature da donare per la  Carità del Papa: l’obiettivo è quello di replicare l’impresa di qualche anno fa, quando furono raccolte 20 mila paia di scarpe, poi inviate in Eritrea. Ma per ora, che la raccolta è appena iniziata, i rappresentanti del consorzio con sede a Vigevano, presso la chiesa di Gesù Divin Lavoratore dove è custodita anche un’immagine dei due santi, preferiscono non parlare di cifre: «Abbiamo scritto a tutti i nostri iscritti in tutta Italia, chiedendo a ciascuno di contribuire secondo la propria disponibilità – spiega Angelo Caserio, membro del direttivo, già presidente del Consorzio con sede a Vigevano che festeggia alla fine di ottobre i propri patroni – abbiamo già raccolto diverse migliaia di paia di calzature: voglio anche ricordare che, data la destinazione benefica, sono adatte allo scopo anche le rimanenze di magazzino, modelli ormai fuori mercato o con piccoli difetti, ma che per chi non ha nulla sono benvenuti». Per ora le calzature già raccolte sono state già immagazzinate presso i locali messi a disposizione dal presidente del Consorzio, Giovanni Audisio. «L’impegno più grande, una volta raccolte le calzature, è anche quello di separarle tra invernali e estive, dividere i modelli da adulti, uomo e donna, da quelli da bambino, in modo da avere un quadro preciso della disponibilità – aggiunge Caserio – e poter inviare le scarpe adatte per luoghi che ci verranno indicati». Un’operazione necessaria per evitare l’invio di stivali invernali in Africa e di sandali in terre gelide.
«Comunque sollecito tutti i soci del consorzio a donare il più possibile – conclude – noi siamo aperti a ricevere le donazioni fino all’ultimo giorno, poi faremo capo al Vaticano, come già accaduto in precedenza, che ci dirà come e dove indirizzare le donazioni».

Redazione



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