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Pubblicata il 03/11/2016 alle 21:52:43 in Economia

OLIO CARAPELLI: INTERROGAZIONE PD PER CHIEDERE INTERVENTO GOVERNO



Nei giorni scorsi i sindacati hanno fatto sapere che l’azienda ha comunicato loro l’intenzione di dismettere l’impianto nel milanese, dichiarando contestualmente un esubero di 98 lavoratori su 136 presenti nel sito


(mi-lorenteggio.com) Milano, 3 novembre 2016 - “Il gruppo spagnolo Deoleo, proprietario della Carapelli Firenze la nota azienda produttrice di olio di oliva, ha annunciato un importante esubero per sopravvenute difficoltà economiche e la chiusura, di fatto, di un suo impianto di produzione e stoccaggio nel milanese. Sussistono davvero gli estremi per avviare la procedura di mobilità? La Deoleo sta rispettando i vincoli contrattuali, sindacali e di legge?”. E’ quanto chiedono i deputati Pd Vinicio Peluffo e Matteo Mauri ai ministri dello Sviluppo economico Carlo Calenda, del Lavoro Giuliano Poletti e delle Politiche agricole Maurizio Martina, con un’interrogazione a risposta in commissione depositata oggi. “La società Carapelli – spiegano Peluffo e Mauri – è attiva da oltre un secolo e ha due impianti di produzione e stoccaggio, a Tavarnelle Val di Pesa in provincia di Firenze, dove ha sede, e a Inveruno in provincia di Milano. Nei giorni scorsi i sindacati hanno fatto sapere che l’azienda ha comunicato loro l’intenzione di dismettere l’impianto nel milanese, dichiarando contestualmente un esubero di 98 lavoratori su 136 presenti nel sito, fatto che corrisponde alla totale chiusura della linea produttiva e a una profonda revisione della componente impiegatizia. Con drammatiche ripercussioni sull’indotto, legato a fornitori, imbottigliatori, trasportatori e altre figure similari, e pari a circa altri cento posti di lavoro. Considerato che l’azienda è una rappresentante di punta dell’agroalimentare, un settore chiave per la storia, la cultura e l’economia del nostro Paese, è di fondamentale importanza che il governo intervenga a fare chiarezza sulla vicenda e intraprenda iniziative urgenti per prevenire le possibili ricadute sociali e occupazionali riguardanti il territorio nel quale è presente l’impianto Carapelli, già contrassegnato in passato da alcune gravi crisi aziendali".

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