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Pubblicata il 04/11/2016 alle 13:18:34 in Salute

Fondazione Mantovani: inaugurata la “Sensory Room” presso la Casa Famiglia per Anziani di Milano Affori



Una innovativa stanza sensoriale dedicata agli ospiti del Nucleo Alzheimer


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MILANO AFFORI, 1 NOVEMBRE 2016 – Il suono e le vibrazioni come strumento terapeutico. E’ stata inaugurata all’interno del Nucleo Alzheimer della Casa Famiglia per Anziani di Milano Affori del Gruppo Fondazione Mantovani Onlus Sodalitas Cooperativa Sociale Onlus, una innovativa “Sensory Room”. All’interno di questa stanza sensoriale si trova, appunto, un letto vibro acustico musicale.  Questa particolare ‘AmacA’ – questo il nome dell’apparecchiatura – si basa sull’utilizzo della musica in senso fisico vibrazionale. Se infatti è ormai noto che la musica può essere utilizzata in senso terapeutico (“musicoterapia”), meno conosciuto il fatto, che oltre ad avere un’azione emotiva, possiede una funzione fisiologica sull’essere umano. L’onda sonora può attraversare i corpi fisici e, tramite la vibrazione, investe gli oggetti provocando un movimento che viene tecnicamente chiamato “effetto di risonanza”.  In questo modo la terapia vibro acustica agisce su tutte le fasce muscolari e sulle connessioni nervose, riequilibrando le tensioni e donando alla persona una migliore reattività.

I recenti studi scientifici hanno dimostrato come le basse frequenze, non solo possano ridurre i sintomi della malattia di Parkinson, ma utilizzate anche su ospiti malati di Alzheimer, hanno già prodotto  risultati incoraggianti, riducendo i disturbi del comportamento (apatia, agitazione, ansia, panico e aggressività) e migliorando di molto le relazioni tra i familiari, gli operatori sanitari e l'ospite. Questo “abbraccio sonoro distensivo” rappresenta un altro importante tassello all’interno del percorso teso alla ricerca di un reale benessere per il malato di Alzheimer, intrapreso da tempo dal Gruppo Fondazione Mantovani Onlus Sodalitas Cooperativa Sociale Onlus.

Un progetto a trecentosessanta gradi che si avvale della collaborazione di figure come il dottor Ivo Cilesi tra i massimi esperti in Italia nell’ambito delle terapie non farmacologiche.  “La cura della persona – ha spiegato in occasione della presentazione della ‘stanza sensoriale’ – inizia dal saper ascoltare. Questa è la base di partenza nella costruzione di una relazione d’aiuto. Le terapie non farmacologiche sono applicate in diversi ambiti con  risultati concreti. Si calcola – ha evidenziato Cilesi – che grazie a questo approccio, il carico di farmaci può mediamente diminuire del 25-30%”.

All’inaugurazione della ‘Sensory Room’  sono intervenuti il  Direttore Generale del Gruppo Michele Franceschina, la Signora Marinella Restelli, Responsabile delle Attività di animazione all’interno delle strutture del Gruppo, Lucrezia Mantovani, referente per la struttura del “Progetto Alzheimer” oltre a tutti gli operatori impegnati in questo percorso di cura.

Siamo molto orgogliosi di quanto fatto fin qui -  ha dichiarato il dottor Franceschina – nel cercare di offrire una risposta sempre più efficace ai bisogni dei nostri pazienti. Naturalmente questo è un progetto destinato a proseguire”.

                   

                                                                 La bambola terapeutica


Il Direttore Generale del Gruppo prima di passare la parola al dottor Cilesi ha voluto evidenziare i continui sforzi nello sviluppo di nuove proposte che concorrano a fare in modo che l’ospite si possa “sentire vivo” ad ogni età. Esattamente la filosofia che ha sempre ispirato il  ‘Progetto Vita’.

In questo contesto assume un ruolo centrale la cosiddetta ‘alleanza terapeutica’ con gli operatori e i famigliari della persona.

Le terapie psicosociali -  ha aggiunto il dottor Cilesi – sono flessibili e in questo senso si può pensare a protocolli ad hoc”.  La ‘Musicoterapia’, la ‘Terapia della bambola’ , ma anche ‘Il Giardino dei Tigli’ di Affori, di recente inaugurazione, un angolo verde dove muoversi in completa sicurezza, sono tutti aspetti di un medesimo percorso di cura. Da ultimo il dottor Cilesi si è soffermato sulla “Doll Therapy” (o ‘Terapia della Bambola’): “Attraverso un compito semplice com’è quello di accudimento di una bambola, si riducono in modo significativo i disturbi comportamentali  che sono spesso correlati alla demenza di Alzheimer”.


Redazione


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