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Pubblicata il 28/02/2017 alle 16:46:04 in Attualità

La scena politica italiana



Alcune considerazioni


Roma, 28 febbraio 2017 - Nel mese di febbraio, la scena politica italiana è stata dominata da due nostri connazionali di origine ligure. Nonostante provengano entrambi dalla stessa regione, risultano tuttavia molto diversi fra loro, forse perché uno è di Genova mentre l’altro di La Spezia. Il primo, Beppe, che ricordiamo essere un privato cittadino, non insignito di alcuna carica pubblica né legittimato da alcun voto, assemblea, partito o movimento, ha ripetutamente varcato le soglie del comune più importante d’Italia, per dettare le mosse che l’amministrazione capitolina avrebbe dovuto seguire. Cosa dà diritto a quest’uomo di entrare e uscire dal comune di Roma e informare i giornalisti delle prossime mosse della sindaca? Semplice: la sindaca è, per così dire, dipendente sua e dell’azienda Casaleggio & Co., o dell’azienda privata denominata Movimento5Stelle (M5S). Per questo motivo il signor Grillo è di casa al Comune di Roma, arrogandosi il diritto di prendere qualsiasi decisione, proprio come un qualsiasi imprenditore comunicherebbe i suoi programmi agli organi di stampa, magari tenendosi vicino l’AD per le sorridenti foto di rito. Il problema è che lui, oltre ad essere genovese, è anche piuttosto furbo, ben più di un semplice imprenditore della Brianza. Il suo amministratore, però, non è pagato da lui, ma da noi cittadini!

Va comunque detto che anche se la sindaca guadagna poco, siamo comunque noi a pagare. Se Silvio, oltre vent’anni fa, aveva partorito uno dei partiti politici più influenti d’Italia dalla costola di una sua azienda, il leader pentastellato ora ha semplicemente creato una piccola azienda-partito, dove se il dipendente non lavora come dice lui viene messo alla porta, perché quel dipendente deve fare, dire e guardare ciò che il suo superiore gli impone. Inoltre, a Roma ha trovato alcuni amici, quali imprenditori, piccoli ma pur sempre con un certo seguito, ambulanti e tassisti, senza mancare di portare loro tanta solidarietà, ma solo dopo aver fatto passare in parlamento un emendamento per favorire la concorrenza, Uber!

Negli ultimi tempi, ha fatto parlare molto di sé anche l’ex candidato sindaco della capitale e vicepresidente di CasaPound Italia, Simone di Stefano, quando ha cercato di opporsi allo sfratto di due famiglie residenti in un edificio in Via del Colosseo. Con presidi del suo movimento davanti al Campidoglio, ha invocato una risposta immediata della sindaca grillina, ovviamente senza ottenere risposta. Di Stefano, Roma ha bisogno di gente come te!

Tutto bene, insomma. In tutto ciò, sta facendo la sua parte anche una sinistra italiana completamente allo sbando, capace di litigare da mesi con sé stessa senza venirne a capo. L’unico che ha fatto notare l’appropriazione indebita di una cosa pubblica di tale rilevanza, è un altro cittadino ligure, Andrea Orlando, candidato PD alla segreteria. A differenza di Grillo, egli è pacato, dalle idee politiche “old style”, amante delle riunioni fiume di una volta, in una stanza e non via web, con discussioni ed elezioni: insomma, uno stile completamente opposto. Orlando fa parte di quella vecchia scuola che solo chi pensa che l’ultimo ritrovato tecnologico sia sempre migliore di quello precedente può disprezzare. Sul piano dello stile, è anche il vero e proprio “anti Renzi”. Orlando è l’uomo giusto per qualsiasi tipo di mediazione, a volte anche troppo. Incapace di costruire muri come Grillo o Salvini, preferisce piuttosto i ponti e la comunicazione.


C.C.


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