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Pubblicata il 16/03/2017 alle 21:11:51 in Economia

LOMBARDIA. CARNE, FAVA: E' L'ORA DELLA CONTROINFORMAZIONE, DICIAMO CON CHIAREZZA CHE IL CONSUMATORE E' SICURO



"PARTE UNA NUOVA FASE, ABBIAMO BISOGNO DI FARE OPERAZIONE VERITA'"


Mantova, 16 marzo 2017 -  "E' giunta l'ora della controinformazione. Abbiamo la necessita' di unire a una pratica che renda trasparente la filiera un'azione forte dal punto di vista comunicativo. L'informazione di massa e' tale per cui si stanno abbandonando attivita' e alimentazioni tradizionali inseguendo mode che non sempre danno risultati. Lo slogan 'salva un albero mangia un vegano' potrebbe essere il nostro motto. Noi siamo perche' si dica con chiarezza quello che si fa in questo comparto, che e' vigilato, da' sicurezza alimentare". Lo ha spiegato l'assessore regionale all'Agricoltura Gianni Fava, intervenendo oggi a Mantova alla prima edizione del Festival del Bollito, a cui sono intervenuti Paolo Carra, presidente Coldiretti Mantova, Carlo Zanetti, presidente della Camera di Commercio, Ettore Prandini, presidente Coldiretti Lombardia; Alessandra Morandi, presidente regionale Terranostra, Paolo Daminelli, medico veterinario, e Giancarlo Malacarne, storico giornalista e autore, Primo Cortellazzi, presidente Consorzio Lombardo Produttori Carne Bovina, e Severino Segato, professore associato presso il Dipartimento di Medicina animale, produzioni e salute all'Universita' degli Studi di Padova.

SERVE OPERAZIONE VERITA' - "Quello che manca e' l'informazione - ha proseguito Fava - ma che ad assumerne l'onere siano le istituzioni e' un fenomeno tutto italiano. L'informazione che fa tendenza e' l'altra, quella di chi sostiene che e' tutto sbagliato, che il sistema e' pieno di pecche, luoghi comuni non suffragati da posizioni scientifiche, e che la carne fa male. E' bastata una informazione fuorviante arrivata da oltre oceano e si son persi dieci punti percentuali di consumo di carne in una settimana". "Dunque, e' ora che parta una nuova fase - ha osservato l'assessore lombardo - : la carne ha bisogno di una operazione verita'. Dobbiamo dire la verita' a una platea di consumatori importante. Siamo in una regione di 10 milioni di consumatori, oggi la dinamica dei consumi interni condiziona e determina le crisi dei comparti. Allora puoi cambiare solo informando correttamente. Serve una operazione di orgoglio carnivoro, una operazione culturale, per cui dobbiamo fare quello che abbiamo sempre fatto, mentre in passato non si poteva neppure consumare la carne perche' costava. Noi che siamo tra i popoli piu' longevi al mondo non possiamo mettere in discussione le nostre tradizioni".

NOSTRO MODELLO NON DELOCALIZZABILE - Anche per Prandini il ruolo dell'informazione e' centrale, a partire dall'etichettatura. "Val la pena riscoprire il ruolo dei macellai, oltre la grande distribuzione - ha detto il presidente lombardo di Coldiretti - . E' fondamentale fare sinergia all'interno della filiera produttiva, mettendo sul piatto della bilancia il peso del comparto, un settore che muove decine e decine di milioni di euro, migliaia di posti di lavoro. Un modello che non puo' essere delocalizzato in altri paesi. Quando assistiamo a una disinformazione strutturata, rischiamo di favorire ulteriori importazioni di materia prima straniera e di delocalizzare un intero settore produttivo. Oggi i consumatori devono essere messi nelle condizioni di poter scegliere".

CONTROLLI SU TUTTE LE FASI - "Quando parliamo di filiera il controllo riguarda materie prime, condizioni di allevamento, su cui si sta compiendo uno sforzo notevole a livello nazionale - ha sottolineato Paolo Daminelli, medico veterinario - . Senza dimenticare i controlli su tutte le fasi fino al momento in cui arriva sul piatto. Dalle condizioni di macellazione fino alla distribuzione, sia piccola che grande". "Fare corretta informazione e non sensazionalismo sul tema vuol dire evidenziare come si e' trovato un problema e come prevenirlo, sapendo che il prodotto italiano subisce controlli in tutte le fasi. Aspetti che e' giusto siano valorizzati".

ETICHETTATURA FONDAMENTALE MA NON BASTA - Fondamentale, quindi, parlare di un settore economicamente trainante, che genera valore e da' occupazione. Importante e' far capire come si procede ad allevare e come questi prodotti arrivano al consumatore. Tenendo presente le abitudini alimentari e la valenza che la carne e la sua produzione hanno in Lombardia. 'L'etichettatura e' fondamentale ma da sola non basta a risolvere il problema da solo - ha aggiunto Fava - . Il consumatore non deve aver paura. Quello serio sa che puo' assumere carne in quantita' moderata, come per qualsiasi alimento. Una dieta equilibrata e' quella dove la dieta non puo' mancare".

IL COMPARTO IN PROVINCIA DI MANTOVA - Il settore della carne conta 320 mila bovini, 1800 persone impiegate in allevamenti e 856 aziende; il 5% di queste aziende e' a gestione femminile.

Redazione

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