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Pubblicata il 20/03/2017 alle 18:25:27 in Cultura

Cesano Boscone - “Pi amuri: ballata per fiori innamorati”



Mercoledì 22 marzo alle ore 21 nella Sala delle carrozze di Villa Marazzi, andranno in scena quattro storie di donne che hanno detto no alla mafia per amore della giustizia, dei figli e della madre


(mi-lorenteggio.com) Cesano Boscone, 20 marzo 2017 - Mercoledì 22 marzo alle ore 21, per celebrare la “Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie”, nella Sala delle carrozze di Villa Marazzi, via D. Alighieri 47, la Compagnia del Bivacco porterà in scena lo spettacolo “Pi amuri: ballata per fiori innamorati”, di e con Eleonora Iregna, Benedetta Marigliano, Lucia Nicolai, con la supervisione registica di Maria Pia Pagliarecci.

Lo spettacolo - vincitore della borsa teatrale Anna Pancirolli - vuole dare voce ad alcune storie accadute in silenzio che, nel contesto della mafia, parlano principalmente di coraggio. Il coraggio di alcune donne che si sono ribellate prima di tutto a una sopraffazione, a una violenza e poi al potere mafioso; si sono ribellate nonostante i lutti e l’omertà da cui erano circondate.

“Una rappresentazione teatrale - spiega il sindaco Simone Negri - che descrive l'esperienza di donne che hanno dovuto affrontare la mafia. Un’occasione per dare fastidio alle organizzazioni criminali”.

“Pi amuri: ballata per fiori innamorati” è diviso in quattro capitoli: “A Rita Atria”, Rita (Partanna 1974 – Roma 26 luglio 1992) è figlia di don Vito Atria e sorella di Nicola Atria, mafiosi. Per amore della giustizia diventa testimone con Paolo Borsellino, riuscendo a rinnegare le sue origini mafiose; “Nel nome di Piera Aiello”, Piera (Partanna 1967) moglie di Nicola Atria, sceglie di collaborare con Paolo Borsellino, credendo insieme a lui che il profumo più buono sia quello della libertà. Per amore della figlia ha scelto di vivere nascosta ma libera; “Il canto di Saveria Antiochia”, Saveria (Torino 1921 – Roma 2011) è la madre del poliziotto Roberto Antiochia, ucciso a Palermo da sicari di Cosa Nostra insieme a Ninni Cassarà nel 1985. Ha dedicato la sua vita a tenere vivo il ricordo del figlio, ha raccontato di lui e ha parlato di legalità ai giovani; “Per Lea Garofalo e Denise Cosco, perché sono state l’origine e la ragione del nostro lavoro”, Lea (Petilia Policastro 1974 – Milano 2009), compagna di Carlo Cosco e sorella di Floriano Garofalo, boss di Petilia Policastro, è testimone di giustizia, vittima della ’ndrangheta a Milano. Nonostante le difficoltà, ha scelto di collaborare con la giustizia per amore della figlia Denise. Denise (Petilia Policastro 1991) per amore della madre ha avuto la forza e il coraggio di testimoniare nel processo contro il padre, accusato dell’omicidio di Lea.

L’ingresso è gratuito.

Per ulteriori informazioni: e-mail compagniadelbivacco@gmail.com, pagina Facebook: Compagnia del Bivacco.


Redazione


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