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Pubblicata il 19/04/2017 alle 17:45:29 in Salute

LOMBARDIA. DIPENDENZE, GALLERA: SFIDA FUTURA E' INTERVENIRE PIU' PRECOCEMENTE



L'ASSESSORE AL WELFARE: NOSTRI SERVIZI ALL'AVANGUARDIA


Milano, 19 apr) "Per Regione Lombardia e' una priorita' la prevenzione, la cura e la riabilitazione delle persone con problemi di dipendenza da sostanze o comportamentale come nel caso del Gioco d'azzardo patologico. La nostra rete dei servizi e' diffusa capillarmente sul territorio e costituisce un sistema di intervento tutt'oggi portato ad esempio dalla maggior parte dei Paesi occidentali. Il mio impegno e' quello di ripensare le modalita' di azione dei servizi pubblici e privati al fine di prevenire le cronicizzazioni". Lo ha detto l'assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera nel suo intervento, in Consiglio regionale, in merito alla 'Proposta di risoluzione concernente le determinazioni in merito ai Servizi multidisciplinari integrati (Smi) dell'area dipendenze', per cui ha espresso parere favorevole.

PREVENZIONE - "La sfida maggiore - ha spiegato Gallera - che attende per i prossimi anni i servizi per le tossicodipendenze e' senza dubbio quella di intervenire piu' precocemente. Il tempo di latenza che intercorre tra i primi sintomi e il momento in cui il paziente si rivolge ai servizi di cura e' oggi di circa 10/15 anni e tale periodo di 'malattia non trattata' deve essere assolutamente ridotto per evitare di arrivare al trattamento quando la situazione e' ormai cronicizzata".

SOSTEGNO A CATEGORIE FRAGILI - "L'indirizzo regionale, sia per i soggetti privati che per i soggetti pubblici - ha sottolineato l'assessore - deve puntare a modificare le modalita' di intervento dei servizi, in particolare a favore di determinate categorie piu' fragili e della loro presa in carico precoce, cioe' i giovani, i soggetti che possono usufruire di misure alternative alla detenzione, gli stranieri, i soggetti affetti da dipendenze comportamentali, primi fra tutti i giocatori d'azzardo patologico che sono in costante aumento (nel 2016 sono stati trattati 2.870 pazienti di cui 2223 nei Sert e 647 presso gli Smi)".

Di seguito alcuni dati sui servizi ambulatoriali accreditati per le tossicodipendenze.

In Lombardia operano 94 Servizi ambulatoriali accreditati per le Tossicodipendenze di cui 84 Sert (Servizi per le tossicodipendenze) presenti sugli ambiti territoriali di ogni Ats, 10 Smi (Servizi multidisciplinari integrati) che rappresentano un'unicita' lombarda in quanto il Sistema sanitario regionale ha previsto la possibilita' di accreditamento e contrattazione di strutture private, a differenza di quanto
avviene sulla maggior parte del territorio nazionale.

54.000 PAZIENTI - Gli ultimi dati consolidati (anno 2016) evidenziano che il Ssr ha trattato in un anno oltre 54.000 pazienti (in totale 54.079) di cui 5.450 all'interno degli istituti penitenziari e 48.629 sul territorio. Dei pazienti seguiti sul territorio:

- i Sert hanno trattato l'87,45%(47.291 soggetti);
- gli Smi il 12,55% (6.788 soggetti);
- una piccolissima parte di pazienti e' stata trattata da
  entrambe le tipologie di servizi.
 
TIPI DISTURBO - La maggior parte dei pazienti si rivolgono ai
servizi per:

- disturbo da uso di sostanze illegali (37.250 soggetti di cui
  l'88.5% ai Sert, il 11.5% agli Smi);
- disturbo da uso di alcol (11.602 soggetti di cui 89,1 % ai
  Sert, 10,9% agli Smi);
- disturbo da gioco d'azzardo patologico (2.938 soggetti di cui
  77,6% ai Sert , 22,4% agli Smi);
- tabagismo (684 pazienti);
- segnalazioni da parte della Prefettura (1.098 soggetti di cui

  77,7% ai Sert, 22,3 % agli Smi);
- uso problematico di sostanze (1.157 soggetti);
- altre problematiche (936 soggetti).

DIPENDENZE, SAGGESE (LISTA MARONI): ADEGUARE SERVIZI MULTIDISCIPLINARI INTEGRATI

 «La priorità è aggiornare le risorse destinate agli SMI, ma anche mettere in atto un processo di revisione che li adegui al nuovo mondo delle dipendenze, con particolare attenzione all’adolescenza». È quanto ha sottolineato oggi in Aula Antonio Saggese, consigliere regionale della lista “Maroni Presidente” e membro della commissione Sanità e politiche sociali, nel corso del dibattito sulla proposta di risoluzione “Determinazioni in merito ai Servizi Multidisciplinari Integrati (SIM) dell’area dipendenze”, approvata dal Consiglio regionale anche con il voto favorevole del suo Gruppo.

«Il fenomeno delle dipendenze e l’abuso di sostanze legali e illegali presentano peculiarità quali la complessità e vastità del campo di azione e la velocità nel cambiamento degli scenari, con conseguente necessità di produrre risposte aggiornate ed efficaci – osserva Saggese –. Di fronte alle nuove sfide di questo settore, l’impegno di Regione Lombardia, che ha sempre rappresentato un modello negli interventi rivolti alle persone affette da dipendenze, in particolare adolescenti e giovani, deve essere diretto a riconsiderare l’intero sistema, mettendo mano anche ad un adeguamento delle tariffe, ferme da ormai 8 anni. Il tutto anche alla luce dell’utilizzo che oggi si fa delle sostanze stupefacenti e del fenomeno della dipendenza, che non è più legato ad una condizione sociale particolare o di svantaggio. Il costo ormai bassissimo delle sostanze, infatti, permette di drogarsi regolarmente con un costo inferiore a quello delle sigarette».

«Dall’audizione dell’Associazione Servizi Ambulatoriali per le dipendenze della Lombardia che raggruppa gli SMI operanti in Lombardia – ricorda il consigliere della Lista Maroni – è emerso che questi Servizi hanno in cura 7.000 persone all’anno, con liste di attesa di tre-quattro mesi. Secondo i dati del 2014, in Lombardia gli utenti che hanno avuto accesso agli SMI sono stati 45.898, di cui 24.923 tossicodipendenti, 10.512 alcoldipendenti, 2.111 giocatori d’azzardo patologici, 693 tabagisti e 5.450 consumatori di altre sostanze. Si può quindi ben capire come il lavoro svolto dagli SMI abbia una ricaduta molto importante sia per il tessuto sociale che nella vita civile. Sappiamo infatti che l’uso delle sostanze è fortemente connesso alla malavita e alla delinquenza. Eppure, sembra che fra i giovani sia abbastanza banalizzato. L’assunzione di stupefacenti non è più vista come qualcosa di negativo e fuori dal comune, anzi è considerata per certi aspetti “normale”: si pensi al consumo di cannabis e alcolici. Oggi, al consumo delle droghe e all’uso inconsiderato di alcool, va aggiunta pure la piaga del gioco d’azzardo, nonché l’utilizzo ossessivo e improprio di internet e di strumenti elettronici. Tutte dipendenze – conclude Saggese – delle quali i nostri giovani sono sempre più a rischio».

 

 

Redazione


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