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Pubblicata il 19/04/2017 alle 17:45:45 in Salute

RHO – DONATO AL REPARTO DI TERAPIA INTENSIVA NEONATALE UN “SOUND EAR” PER LA MISURAZIONE DEL RUMORE



Tra le incubatrici di questo modernissimo centro dell’Asst Rhodense, dove si fanno veri miracoli, grazie ad una donazione, è arrivato il “SoundEar II” uno strumento  che misura il rumore nelle aree dove è particolarmente importante garantire bassi livelli di inquinamento acustico


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(mi-lorenteggio.com) Rho, 19 aprile 2017 - I  neonati ricoverati nel reparto di patologia neonatale dell’ospedale di Rho protetti dai rumori. Tra le incubatrici di questo modernissimo centro dell’Asst Rhodense,  dove si fanno veri miracoli, grazie ad una donazione, è arrivato il “SoundEar II”  uno strumento  ancora poco diffuso in Italia,  che misura  il rumore nelle aree dove è particolarmente importante garantire bassi livelli di inquinamento acustico, come sale operatorie, locali di terapia intensiva o ambienti che ospitano pazienti in condizioni delicate. “I piccoli  ricoverati delle terapie intensive neonatali sono molto sensibili al rumore, perché il loro apparato uditivo è estremamente vulnerabile. Anche per questo motivo i neonati prematuri, che pesano molto meno di un chilogrammo, trascorrono lunghi periodi nell’incubatrice, perché questo “guscio”, oltre mantenerli caldi, li protegge dai rumori e dalla luce intensa  afferma il primario Rossano Rezzonico - ll lavoro delle infermiere e dei medici nelle terapie intensive è complesso: ci sono momenti di grande emergenza durante i quali occorre fare tutto, subito e bene. Sono istanti in cui la concitazione e lo stress rischiano di far aumentare, involontariamente, il tono della voce. A ciò si aggiunge il suono degli allarmi delle culle, dei sensori e dei monitor, alzando il volume di un “non” piacevole concerto. A volte invece, parole e risate possono essere sovra-tono, per esempio in quei momenti di tranquillità necessari per recuperare la serenità del lavoro”.

Allora come regolarsi? Ecco che   viene in soccorso questo apparecchio   costituito da tre zone luminose che ricordano la forma dell’orecchio, quella più esterna si illumina di verde per indicare un  livello di rumore basso e confortevole, di giallo quando il volume è meritevole di attenzione e infine di rosso quando il  rumore diviene eccessivo.  “Un grazie sincero alla famiglia di Carlo Tosi  che in ricordo del loro caro ha voluto arricchire, con questa donazione, il reparto di terapia intensiva neonatale, rendendo  ancor più di qualità il lavoro degli operatori”   commenta Ida Ramponi, direttore generale dell’Asst Rhodense, presente  con tutta la famiglia di Carlo Tosi, residente a Samarate,  alla cerimonia di consegna  del Sound Ear al reparto.


Redazione


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