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Pubblicata il 20/04/2017 alle 21:09:06 in Attualità

Legnano. Donne vittime di violenza: una “casa” per non sentirsi sole



Presentato il bilancio dell’attività svolta da Filorosa Auser. Una villa sequestrata alla ‘ndrangheta sarà sede di un Centro di assistenza


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(mi-lorenteggio.com) Legnano, 20 aprile 2017 - E’ un bilancio triste e preoccupante quello che arriva da Filorosa Auser, l’associazione legnanese attiva sul fronte della lotta ad ogni forma di violenza sulle donne. I dati relativi al gennaio-marzo 2017 raccontano di 43 donne seguite dal Centro antiviolenza di via XX Settembre provenienti da diversi comuni della zona.

«Abbiamo a che fare – commenta l’assessore legnanese alle Pari Opportunità Chiara Bottalo – con la punta di un iceberg che nasconde un fenomeno ben più diffuso. Chi bussa alla porta del Centro è soltanto una minima parte delle donne che subiscono abusi di varia natura nel chiuso delle mura domestiche. Emerge inoltre la conferma che il più delle volte i responsabili sono uomini affettivamente vicini alle loro vittime». 

Soltanto il 25% delle donne seguite ha spontaneamente scelto di rompere il muro del silenzio. Per le altre la segnalazione è arrivata dai Servizi sociali del Comune di residenza, carabinieri, amici, consultorio, medici o parenti. L’età media delle donne è prevalentemente compresa tra i 30 e i 40 anni (56%), seguono quelle tra i 40-50 anni (23%), tra i 20-30 (12%) e oltre i 50 (9%). Nella maggior parte dei casi si tratta di persone sposate (37%) o conviventi /(33%), quindi separate (14%), nubili (7%, divorziate (5%). L’estrazione sociale rivela che a subire violenze sono prevalentemente donne con un’occupazione lavorativa (63%), anche se il 15% di queste ha un lavoro non in regola Sono inoltre in possesso di un titolo di studio prevalentemente di licenza media inferiore (47%), seguite dalle diplomate (37%) e laureate (16%).

Per la stragrande maggioranza (70%) sono donne con figli minori, mentre poco più del 10% è senza figli o sono ormai maggiorenni.

Un dato che lascia trasparire la difficoltà di avviarsi lungo la strada di una soluzione giudiziaria del problema emerge dal numero di coloro che hanno scelto di denunciare l’autore delle violenze: il 51% ha maturato tale passo prima o dopo il colloquio presso la sede di Filorosa Auser, mentre il 49% ha evitato di compierlo. Per il 55% dei casi il responsabile è il marito o convivente, per il 42% un uomo con cui si è interrotto qualsiasi rapporto affettivo (marito, convivente o fidanzato). Non mancano casi in cui la violenza arriva dal padre o dal fidanzato.

A scatenare comportamenti violenti sono prevalentemente motivi di natura economica (37%), assunzione di droghe, alcol o dipendenza dal gioco (26%), problemi psichiatrici (7%), ma per il 30% non viene indicata una causa precisa.

I dati forniti da Filorosa Auser chiudono con il triste elenco della tipologia di violenza subita: fisica (60%), ai danni dei figli (più del 50%), economica (quasi il 40%), stalking (25%), sessuale (17%).

Un ulteriore deciso contributo alla lotta contro questi odiosi fenomeni arriverà nei prossimi mesi grazie all’apertura di una e più ampia sede  del Centro Antiviolenza della Rete Ticino Olona. Sarà in un immobile situato in via Pasubio (rione San Martino): una vasta villa completamente recintata a due piani fuori terra e altri interrati, per un totale di 12 vani, con annesso un box di circa 70 metri quadrati, già di proprietà di un esponente della ‘ndrangheta.

«L’Amministrazione comunale – spiega l’assessore alle Politiche Sociali Gian Piero Colombo - aveva inviato all’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata una manifestazione d’interesse per l’acquisizione, a titolo gratuito, dell’immobile. La richiesta era stata successivamente accettata ed è diventata a tutti gli effetti definitiva. La legge prevede che in questi casi la destinazione d’uso di tali beni debba essere esclusivamente per fini sociali».



 

Redazione


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