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Pubblicata il 12/05/2017 alle 09:39:42 in Cultura

Binasco. L'anno accademico due gruppi dell’UTL si chiude all'insegna della poesia



di Valeria Acquarone


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(mi-lorenteggio.com) Binasco, 12 maggio 2017 - Hanno festeggiato la fine dell’anno accademico due gruppi dell’UTL di Binasco, che  hanno scoperto di avere molto in comune, e hanno cominciato perciò un cammino insieme, culminato con  la pubblicazione appunto di INSIEME, il libretto con poesie e acquarelli dei due laboratori, “Tessitori d’armonie” e “Le acquerelliste”. 

Poeti e pittori hanno affinato i loro sensi, passato al crogiolo i sentimenti più riposti, rendendoli incandescenti e capaci di ferire o di guarire, scoprendo che si possono  esprimere realtà simili con linguaggi diversi, comprendendoli, anche se non li si è mai usati prima. Tema per la poesia è stato il viaggio, tramite per  individuare radici affondate  in luoghi lontanissimi, oppure alla distanza di una mano,  solo da afferrare, avendone la voglia.

                              


A volte i luoghi della ricerca sono simili, altre del tutto diversi : ma ognuno riesce  a bisbigliare qualcosa a chi desidera ascoltare. “Corde di violino del vento/ tamburi di ossidiana” (Loredana) suonano infatti una musica universale. Non importa se “l’ignoto è dentro”( Claudio) o se è nascosto in una città lontana “ irrequieta/ spio/ la città di pietra… in fondo è come il mio cuore” (Giuliana). E’ dolce se “ Il passo più non si affretta/ gusta l’ebbrezza del silenzio/ sente il profumo del mondo/ cancella antiche zone spente” ( Egidia),  ma è vitale voler “toccare altre mani” volere “la realtà” (Nada). Pierluigi si sforza di “andare a fondo/forse/solo per assaggiare la buccia delle cose”. Nadia chiede trepidante “partiresti di nuovo con me?” e si risponde sicura “ “Io lo farei”. Loredana sogna “e poi rinascerò gatto… avrò piccolo felini pensieri/ sfilacciati e sfuggenti”, mentre Silvia ricorda “mani tremanti/ che avidamente trattengono / il calore di un abbraccio infinito”. Rocco  ha pianto posando “con tristezza la mano sul tronco” del gelso simbolo della sua infanzia, mentre Rosanna guarda solo avanti “ devo andare non posso fermarmi”. Linuccia canta e conta “i 20 scalini” che separano i suoi affetti, e ha imparato a viaggiare davvero, con l’aereo, per ricucire i suoi due nuovi mondi. Il viaggio di Marcello “ è stato un viaggio che non ho voluto” ma l’ha riempito di gioioso stupore, Dario ha cercato la verità finchè “un Apollo alato...ha svelato l’arcano/ di essere la vita così com’è”.   Pina prega “ Signore, quando  mi tocca/ non lasciarmi sola”, e Mimma riflette su “ quando la banchina resterà vuota e grigia/ come un cielo da cui le rondini sono partite”.

Tiziana invece non teme il tempo, né lo rimpiange, e mette addirittura il titolo alla fine, in una circolarità che sfugge a ogni tristezza “ il tempo cammina: lento, flemmatico, veloce, innovativo”.

Fabio ringrazia “la rondine d’aprile… per la scia che hai lasciato nel mio cielo”, mentre Valerio declina il viaggio in una fantasmagoria di forme come solo lui sa  fare. Valeria infine ricorda “ i porti dove sono scesi” coloro che il  viaggio l’hanno terminato, e constata come “sfumino lontani nella nebbia” ignoti a quelli che verranno. Ma l’essere giunti avanti nel viaggio riserba anche piaceri nuovi e antichi: Pierluigi ha imparato che “domani/ non è solo il resto/ di un’emozione, / da gustare / senza la fretta di ieri,/ mai soli.”

E quando Massimo, “fine dicitore” delle poesie, che recitate da lui sembrano ancor più belle, ha terminato la lettura con la sua voce profonda e suadente, è stato il momento per le acquarelliste di mostrare i loro quadri, freschi e immediati come piccole sorgenti nel verde di faticosi viaggi. Così Francesca, Liliana, Dina, Maria Teresa, Mimma, Elda, Valeria e Loredana hanno ricevuto un po’ imbarazzate e un po’ orgogliose il caldo e meritato applauso del pubblico.

L’anno venturo il viaggio continuerà, esplorando nuove realtà. Quali? Per adesso è un segreto.

Valeria Acquarone

 


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