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Pubblicata il 12/08/2017 alle 09:32:58 in Divertimenti

Liquidità condivisa nel poker online, risorsa o svantaggio per il player lombardo?



La liquidità condivisa permetterà a giocatori di nazionalità differenti di sfidarsi su un’unica piattaforma di poker online


Milano, 13 agosto 2017 - Potrebbe sembrare l’inizio di una storiella: c’erano un italiano, un francese, uno spagnolo ed un portoghese che giocavano a poker

Ma non è così perché la curiosità, fra gli operatori e i player, che sta dietro la liquidità condivisa per il poker online è davvero tanta.

Nel mese di luglio Italia, Spagna, Francia e Portogallo hanno messo in moto un’iniziativa che, una volta a regime, darà vita ad una grande poker room virtuale con vista su Mediterraneo e Atlantico.

Perché la liquidità condivisa permetterà a giocatori di nazionalità differenti di sfidarsi su un’unica piattaforma di poker online.

Ovviamente, come tutti i progetti, annovera sostenitori e detrattori.

Girovagando per la Rete abbiamo rintracciato gli apprezzamenti e le critiche più comuni.

Coloro che sono favorevoli al progetto ribadiscono che più utenti online su un’unica piattaforma porteranno a maggiori somme di denaro in circolazione. Non solo. Aumenterà la quantità di tavoli cash game in funzione e anche i tornei ne beneficeranno potendo mettere in palio montepremi più consistenti.

Inoltre, gli stessi giocatori italiani potrebbero migliorare il loro livello di competitività incrociando le carte con player di altri paesi.

Un fattore quest’ultimo che potrebbe rivelarsi molto utile a quanti vorranno affrontare dal vivo tornei internazionali. Non scordiamoci che le World Series di Las Vegas richiamano annualmente nella città del gioco d’azzardo professional poker player provenienti da tutto il mondo.

Di contro il progetto ha subito impattato sullo scoglio relativo ai differenti regimi fiscali vigenti nei quattro Paesi. Tecnicismi, come li ha definiti qualcuno. Ma pur sempre delle questioni che devono essere risolte. Sennò finirebbero col rumoreggiare sia gli operatori del settore che gli stessi giocatori.

Infine, secondo alcuni esperti, queste nuove poker room potrebbero essere l’ambiente preferito dei giocatori professionisti, non più confinati nei loro paesi, a tutto svantaggio dei giocatori occasionali e che vedono nel poker solo un passatempo.

In attesa che la liquidità condivisa diventi realtà, dobbiamo registrare come nel 2016 il gioco online sia cresciuto del 25% rispetto al 2015. La spesa degli italiani in questo settore ha superato il miliardo e il poker ha contribuito con 138 milioni di euro.

Cifre che rappresentano solo la punta dell’iceberg. E’ sufficiente ricordare che nel 2015 il gioco d’azzardo offline ha raccolto oltre 71 miliardi di euro e la fetta più grande della torta è rappresentata dalla Lombardia, che ha contribuito con 14 miliardi e 65 milioni di euro.


Redazione


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