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Pubblicata il 17/09/2017 alle 15:28:17 in Ambiente

Primo giorno di caccia: Sud Milano e Rozzano, centinaia di controlli



"Migliaia gli animali uccisi o feriti, affollamento venatorio. Carnieri meno pieni rispetto allo scorso anno, tra danni alle colture e zoonosi"


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(mi-lorenteggio.com) Milano, 17 settembre 2017 - Gli agenti, le istituzioni, i volontari e gli ambientalisti hanno setacciato tutto il sud Milano e Rozzano in occasione del primo giorno di caccia.

Fin dalle prime luci dell’alba le campagne del rozzanese e del sud Milano sono state setacciate dalle GEV, Guardie Ecologiche Volontarie della Città Metropolitana e dai volontari ambientalisti. Centinaia i cacciatori controllati. Migliaia i capi abbattuti, anche se i carnieri sono rimasti molto più scarni rispetto allo scorso anno, finanche a causa degli acquazzoni notturni che hanno fatto scappare e ricoverare gli animali. Tra Rozzano e Casarile sono stati segnalati spari illegali prima dell’albeggiare. La stagione venatoria 2017 sarà ricordata come la stagione delle malattie, delle zoonosi: dal botulino nella cava di Basiglio, all’influenza aviaria, fino alla mixomatosi dei conigli e delle lepri. Una strage avvenuta già prima dell’entrata in campo delle doppiette.

Danneggiate alcune colture a causa della pratica illegale della caccia alla lepre con l’auto a fari accesi lanciata nei campi di riso e soja. Penalizzate a Milano, nei pressi del depuratore di San Rocco, anche le coltivazioni di mais per la pessima abitudine (illegale) di alcuni cacciatori di invadere i campi coltivati.

Presidiatissimo per tutto il giorno a Rozzano il Parco delle Rogge e l’Oasi dello Smeraldino, fortunatamente, senza avvistamenti di doppiette.

A guidare i controlli nel rozzanese e in alcuni terreni limitrofi, l’Assessore all’Ambiente e Protezione Civile, Stefano Apuzzo, che ha dichiarato: “i cacciatori locali controllati, ovvero i residenti a Rozzano, Pieve Emanuele e Opera, erano tutti in regola. Ciò significa che le doppiette locali che conoscono il territorio, sono ossequiosi delle legge, mentre, in genere, quelle che provengono da lontano o da altri ATC (perfino da Bergamo e Brescia), hanno un approccio meramente predatorio e non sempre rispettoso delle normative. Resto comunque convinto che la caccia debba essere abolita e proporrò a Michela Vittoria Brambilla di farsi promotrice di un referendum abrogativo”.

La caccia in numeri. Scheda.

Quanto piombo riversano nell’ambiente i cacciatori bresciani e lombardi?
Una cartuccia contiene in media 32 grammi di piombo. I cacciatori della provincia di Brescia con licenza sono 35.000. Nell’ipotesi che ogni cacciatore spari, in una stagione venatoria, 400 cartucce, sarebbero 448.000.000 milioni i grammi di piombo sparsi sul terreno, ovvero 448 tonnellate di piombo, sufficiente ad avvelenare ampie porzioni di territorio, fiumi e laghi. Moltiplicando la quantità di piombo per i cacciatori della Lombardia abbiamo un dato impressionante.

In Italia i cacciatori sono 700.000. Se questo esercito si dispiegasse tutto insieme sull’ intero territorio nazionale, comprese città, laghi, fiumi e montagne, ogni chilometro quadrato ne ospiterebbe sei. E’ la densità più alta d’Europa. In Olanda e in Belgio ci sono 1,4 cacciatori per chilometro quadrato, in Germania 1,3, in Lussemburgo 1,2 e il valore medio dei paesi dell’Unione Europea (Italia esclusa) è di 2. 
Solo gli uccelli migratori uccisi ogni anno dai cacciatori italiani sono 150 milioni (contro 80 milioni in Francia, 50 in Spagna, e un milione in Danimarca). Esclusi gli uccelli migratori, il totale degli animali uccisi ogni anno in Italia raggiunge i 300 milioni.

 

Redazione


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