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Pubblicata il 14/11/2017 alle 12:28:51 in Salute

GARBAGNATE. PROTESI D’ANCA: CON UN PICCOLO TAGLIO CHI SOFFRE DI GRAVI ARTROSI PUO’ GUARITE IN POCO TEMPO



Sono le ultime frontiere della chirurgia ortopedica mini-invasiva, messe a punto all’ospedale di Garbagnate


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(mi-lorenteggio.com) Garbagnate, 14 novembre 2017 - Basta un  piccolo taglio, e chi soffre di una grave artrosi all’anca, in poco tempo può riprendere le normali attività.  Sono le ultime frontiere della chirurgia ortopedica messe a punto da Paolo Ragni ,direttore della  Unità Operativa di Ortopedia e Traumatologia dell’ASST Rhodense,   presidio di Garbagnate, dove  si sta sviluppando  con successo la più recente tecnica mini-invasiva .

 L’ artrosi di anca è una patologia estremamente frequente e spesso molto invalidante tanto da richiedere, negli stadi avanzati, l’ intervento chirurgico che nella stragrande maggioranza dei casi si traduce in una sostituzione protesica dell’ articolazione . La protesi di anca è una operazione praticata ormai da molti decenni e il continuo sviluppo tecnologico ha consentito di raggiungere, alla stato attuale, risultati ottimali in termini di risoluzione del dolore,  recupero completo della funzionalità e quindi della qualità di vita.

“Oltre che all’ introduzione di nuovi materiali, design e strumentari sempre più accurati che facilitano  l’impianto della protesi  e ne prolungano la durata, recentemente si stanno sviluppando anche nuove tecniche di approccio chirurgico che consentono di impiantare la protesi con accessi molto meno invasivi rispetto alle vie chirurgiche tradizionali – afferma il direttore Paolo Ragni,–  Il nuovo approccio permette di posizionare la protesi  mediante minime incisioni  della cute ma, soprattutto, senza sezionare muscoli e tendini, che vengono invece semplicemente separati per accedere all’ articolazione, mediante uno strumentario dedicato estremamente sofisticato e preciso. I vantaggi di questa nuova tecnica  si evidenziano immediatamente in termini di miglior controllo del dolore post-operatorio, e quindi una ripresa molto più precoce  e facile della deambulazione,  una riabilitazione significativamente più rapida, una riduzione netta delle perdite ematiche e un ritorno più veloce al domicilio e alla vita di tutti i giorni”.

“L’ortopedia    - afferma Ida Ramponi, direttore generale dell’Asst Rhodense - è da sempre all’avanguardia per le tecniche innovative ed i risultati finora ottenuti sono estremamente soddisfacenti, sia per i pazienti trattati che ne traggono benefici anche nei  tempi di guarigione, che per  i chirurghi, sempre stimolati a proseguire sulla strada dell’ innovazione ed all’ampliamento dell’offerta di prestazioni di qualità sempre migliore.

 

Redazione


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