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Pubblicata il 04/12/2017 alle 16:59:25 in Cultura

LA “SACRA CONVERSAZIONE” DI TIZIANO IN MOSTRA A PALAZZO MARINO



L’opera scelta quest’anno è un nuovo capolavoro di Tiziano, la maestosa pala d’altare “Sacra conversazione (Pala Gozzi)” proveniente dalla Pinacoteca Civica "Francesco Podesti" di Ancona, che sarà visitabile, come sempre con ingresso libero, dal 5 dicembre al 14 gennaio 2018


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(mi-lorenteggio.com) Milano, 4 dicembre 2017 – Da domani, martedì 5 dicembre, la pala d’altare di Tiziano, “Sacra conversazione”, sarà esposta in Sala Alessi a Palazzo Marino e visibile al pubblico.

A dieci anni di distanza dal primo appuntamento natalizio con l’arte di Palazzo Marino sono già un milione e mezzo i visitatori che hanno affollato la Sala Alessi, per ammirare i capolavori che il Comune di Milano regala ogni anno per le festività non solo ai suoi cittadini ma anche ai numerosi turisti, sempre più presenti in città. E per celebrare la ricorrenza, l’opera scelta quest’anno è un nuovo capolavoro di Tiziano, la maestosa pala d’altare “Sacra conversazione (Pala Gozzi)” proveniente dalla Pinacoteca Civica "Francesco Podesti" di Ancona, che sarà visitabile, come sempre con ingresso libero, dal 5 dicembre al 14 gennaio 2018.

               


Insieme all'indiscussa importanza storico-artistica del dipinto di Tiziano, la scelta del Comune testimonia la vicinanza di Milano alla città di Ancona, che svolge un ruolo fondamentale come centro di raccolta e riparo di numerose opere d’arte, tra cui molti capolavori, provenienti dai territori marchigiani colpiti dal terremoto, e il costante impegno della nostra città a favore di un territorio in difficoltà.

“Milano ha voluto anche quest’anno regalare un grande capolavoro artistico a tutti coloro che vivono qui o che visiteranno la città durante queste festività – dichiara il sindaco di Milano Giuseppe Sala –, per rendere ancora più bello e magico il Natale. Chiunque entrerà in Sala Alessi per ammirare la pala d’altare di Tiziano potrà stupirsi di fronte all’energia sorprendente che sprigiona e allo splendido allestimento che ne valorizza ogni dettaglio, permettendone una visione ravvicinata e completa”.

“Non è possibile condensare tutta la bellezza di Ancona in una sola opera, ma la Pala Gozzi è, senza dubbio, uno dei nostri tesori più preziosi. La accompagniamo con cura e affetto, e con orgoglio, su uno dei palcoscenici più importanti del Paese, in un Comune di Milano che sentiamo amico e affine per il desiderio d'arte e cultura, e per una tensione al cambiamento che dimostra ogni giorno di governare con grande consapevolezza” afferma Valeria Mancinelli, sindaco della città di Ancona.

"In questi anni abbiamo affiancato il Comune di Milano nell’organizzare l’esposizione natalizia di un capolavoro proveniente da chiese e musei non solo italiani, in piena sintonia con le finalità del nostro Progetto Cultura. Intesa Sanpaolo da sempre è impegnata a promuovere e valorizzare lo straordinario patrimonio artistico del Paese e ne è testimonianza anche L’ultimo Caravaggio inaugurato pochi giorni fa alle Gallerie d’Italia, che si unisce alle mostre di Palazzo Reale e di Palazzo Marino in una rete museale unica al mondo", asserisce Michele Coppola, Responsabile Attività Culturali Intesa Sanpaolo.

“In quest'anno per noi memorabile, per la celebrazione del centenario e per la nascita del nostro secondo Flagship store a Roma, Rinascente rinnova il sostegno al tradizionale appuntamento natalizio con i capolavori dell’arte a Palazzo Marino - dichiara Pierluigi Cocchini Amministratore Delegato di Rinascente. L’opera che i milanesi e i turisti potranno ammirare gratuitamente dal 5 dicembre è la maestosa pala d’altare “Sacra Conversazione” di Tiziano, proveniente dalla Pinacoteca Civita “Francesco Podesti” di Ancona e, insieme alla città di Milano, Rinascente contribuisce quindi a puntare i riflettori su una delle numerose eccellenze artistiche disseminate nel nostro Paese. Ancora una volta, per la città, con la città, nella città.”

La grande pala d’altare (olio su tavola, 312 x 215 cm) dipinta nel 1520 dall’allora trentenne Tiziano per il mercante di Dubrovnik Alvise Gozzi, e destinata all’altare principale della chiesa di San Francesco ad Alto ad Ancona, è il primo dipinto firmato e datato di Tiziano a noi noto: in un cartiglio centrale in basso si legge infatti ALOYXIUS GOTIUS RAGOSINUS / FECIT FIERI / MDXX / TITIANUS CADORINUS PINSIT.

La tavola è una tappa decisiva nell’affermarsi di una nuova forma di pala d’altare, svincolata dagli schemi architettonici e prospettici del Quattrocento. Una rivoluzione che era stata intuita da Leonardo con la Vergine delle Rocce, proseguita da Raffaello, ma interpretata da Tiziano con uno spirito aperto alla natura.

L’opera appartiene al tradizionale genere iconografico della pala d’altare definita ‘Sacra Conversazione’: la Madonna con il Bambino appare improvvisamente in un cielo di nuvole in vibrante movimento, infuocato dalla luce magica del tramonto; in basso contemplano sbigottiti la visione San Francesco, a cui era dedicata la chiesa che ospitava la pala, e San Biagio protettore della città dalmata, che indica al committente inginocchiato l’apparizione celeste. Immerso in una calda luce reale, un paesaggio irripetibile, dove spiccano in primo piano le relazioni visive tra i personaggi: ognuno guarda qualcuno sino ad arrivare al Bambin Gesù che a sua volta punta lo sguardo sull’esterno, sullo spettatore, chiamato così ad essere parte attiva dell’opera stessa. Sullo sfondo della rappresentazione, ben visibile, il bacino di San Marco con il Palazzo Ducale e il suo noto campanile.

Un dipinto grandioso che unisce Venezia, Ancona e Dubrovnik: Tiziano sembra suggerire un’alleanza tra i tre più importanti porti dell’Adriatico, sullo sfondo delle turbolenze politiche sul suolo italiano e dell’espansionismo ottomano.

Un nuovo capolavoro di Tiziano nell’elenco delle opere ospitate in Sala Alessi, scelto proprio per celebrare il decennale dell’iniziativa, a testimonianza di come il grande maestro, rappresenti un vero e proprio trait d’union con gli altri grandi autori precedentemente ospitati. Il primo immediato confronto è sicuramente con la Madonna di Foligno di Raffaello, ospitata nel 2013, uno dei primi dipinti dove l’architettura spontanea sullo sfondo viene sostituita con un primo accenno di architettura naturale e umanistica, così come già anticipato da Leonardo, ospitato nel 2009, nella sua Vergine delle Rocce. E un vero e proprio ponte verso Caravaggio, che per primo ha aperto le porte della Sala Alessi nel 2008 passando attraverso Piero della Francesca, ospite illustre del 2016, con cui però Tiziano si pone in discontinuità. E’ tra i primi, infatti, a superare la composizione spaziale quattrocentesca, frontale e statica tipica del maestro di Sansepolcro, attraverso il gioco prospettico paesaggistico e anticipando i chiaroscuri e la dinamicità barocca, di cui Rubens fu maestro, così come si è potuto ammirare nella maestosa pala d’altare “Adorazione dei pastori” di Rubens, ospitata nel 2015.

Grazie ad un importante progetto allestitivo curato dall’architetto Corrado Anselmi, i visitatori potranno inoltre straordinariamente osservare non solo il capolavoro di Tiziano ma anche il retro della tavola. Una prospettiva inusuale, che permetterà di assaporare l’anima costruttiva della pala fatta di assi di legno rinforzate sul retro con centine costolate, in modo da toccare quasi con mano l’importanza materica dell’opera. Sul retro della tavola sono presenti alcuni schizzi a matita, in parte ombreggiati a pennello, realizzati dallo stesso Tiziano e raffiguranti varie teste, una delle quali potrebbe essere il bozzetto per il Bambino in una prima stesura del dipinto. La possibilità di ammirare anche il retro della grande pala d’altare consentirà di scoprire come venivano realizzate nel Cinquecento queste opere che tanta importanza e diffusione hanno avuto nella storia dell'arte del nostro Paese.

A valorizzare ancor di più il capolavoro, l’impianto illuminotecnico a cura dell’architetto Francesco Murano, che utilizzerà la tecnica della luce miscelata, ottenuta componendo luci calde e fredde, e favorirà una visione particolarmente brillante dei colori con i faretti Luum della Lumen Center Italia.

La mostra è curata da Stefano Zuffi e patrocinata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo, promossa da Comune di Milano, Intesa Sanpaolo – partner istituzionale - con il sostegno di Rinascente. L’iniziativa è coordinata da Palazzo Reale e realizzata insieme alla città di Ancona - Pinacoteca Civica "Francesco Podesti" in collaborazione con le Gallerie d’Italia di Piazza Scala e organizzata con Civita. Il catalogo di mostra è a cura di 24 ORE Cultura.

L’ingresso alla Sala Alessi sarà libero e possibile tutti i giorni dal 5 dicembre al 14 gennaio 2018. I visitatori saranno ammessi in mostra in gruppi e accolti da storici dell’arte, coordinati da Civita, che faranno da guida nel percorso espositivo.

Si unisce alle celebrazioni per il decennale un altro dono alla collettività, questa volta da parte del Municipio di Zona 7 del Comune di Milano, ulteriore iniziativa per la più ampia conoscenza del patrimonio culturale cittadino. Dal 19 dicembre al 7 gennaio, presso l’Emeroteca di via Cimarosa 1 sarà infatti possibile visitare sempre con ingresso gratuito, l’esposizione di un importante dipinto, il “Ritratto di Francesco II Sforza”, di proprietà della Pinacoteca Civica, conservato all’interno del Castello Sforzesco, nelle parti non abitualmente aperte al pubblico.

Eseguito da un maestro lombardo del ‘500 da un originale perduto di Tiziano, il dipinto è una testimonianza dello stretto rapporto tra la città di Milano ed il grande maestro veneto. Già citato anche dal Vasari, il ritratto dell’ultimo duca Sforza segna un momento importante e finora non molto noto del rapporto tra Tiziano e Milano, un binomio che si intensificherà intorno al 1540 con il dipinto “Allocuzione di Alfonso d’Avalos” (oggi al Prado) e con la meravigliosa “Incoronazione di spine”, già in Santa Maria delle Grazie e oggi al Louvre. Il ritratto (olio su tela, 117 x 94 cm) effigia Francesco II Sforza, figlio cadetto di Ludovico il Moro, morto nel 1535. Dopo la scomparsa del duca, il territorio di Milano verrà personalmente preso in carico da Carlo V, e affidato a un governatore, iniziando così il periodo della cosiddetta “Milano spagnola”.

Seduto su una poltrona, il duca Francesco II Sforza indossa una vesta nera e una sovraveste con un ricco collo di pelliccia. Il volto, incorniciato da capelli e barba neri, è rivolto verso destra, sullo sfondo due colonne. Dell’originale si sono perse le tracce, ma forse si trova in Danimarca, paese natale della principessa Cristina, giovanissima consorte di Francesco II, cui probabilmente era stato inviato in dono come promessa nuziale.

La mostra è curata da Stefano Zuffi, promossa da Comune di Milano - Municipio di Zona 7 coordinata da Palazzo Reale, e realizzata insieme alla Pinacoteca Civica del Castello Sforzesco con l’organizzazione di Civita.

Scheda informativa

Periodo 5 dicembre 2017 - 14 gennaio 2018

Sede Milano, Palazzo Marino, Sala Alessi Piazza della Scala 2. Ingresso libero

Orari di apertura al pubblico Tutti i giorni dalle ore 9.30 alle ore 20.00 (ultimo ingresso alle ore 19.30) Giovedì dalle ore 9.30 alle ore 22.30 (ultimo ingresso alle ore 22.00)

Chiusure anticipate 7 dicembre chiusura ore 12.00 (ultimo ingresso alle ore 11.30) 24 e 31 dicembre 2017 chiusura ore 18.00 (ultimo ingresso alle ore 17.30) Festività 8, 25 e 26 dicembre, 1 e 6 gennaio aperti dalle ore 9.30 alle ore 20.00 (ultimo ingresso alle ore 19.30)

Info mostra Tel. 800.167.619 | www.comune.milano.it mostre@civita.it (dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 18.00, sabato dalle 9.00 alle 12.00). Prenotazioni possibili solo per le scuole.

 


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