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Pubblicata il 21/12/2017 alle 20:14:22 in Politica

LOMBARDIA. CONSIGLIO APPROVA PDL SU IMPIANTI RISALITA



PAROLO: VERSO UN NUOVO SVILUPPO DELLE AREE ALPINE


(mi-lorenteggio.com) Milano, 21 dicembre 2017 - Via libera oggi del Consiglio regionale lombardo alla legge contenente le disposizioni per la promozione e lo sviluppo dei territori montani interessati da impianti di risalita e dalle infrastrutture connesse e funzionali al relativo servizio. Relatrice del progetto di legge è Lara Magoni, consigliere regionale del gruppo “Maroni Presidente – Lombardia In Testa”. “Ancora una volta – spiega Magoni – si torna a parlare di montagna, un territorio che ricopre il 40% della nostra regione e ben il 60% della provincia bergamasca. La legge approvata oggi dall'Aula è volta a favorire lo sviluppo economico, ambientale e sociale dei territori montani su cui si trovano gli impianti, tenuto conto del loro forte sull’economia regionale e locale al fine di evitare lo spopolamento degli stessi territori montani. Gli impianti di risalita, infatti, sono da considerarsi una risorsa fondamentale per la crescita del turismo e della nostra economia. Partendo da questo presupposto, Regione trova la forza nel legiferare su questa materia per troppi anni lasciata incompiuta”. “Questo Progetto di Legge -precisa Magoni-è un primo tassello e vede nei 'patti territoriali', intesi come accorsi promossi e sottoscritti da enti locali o da altri soggetti pubblici, lo strumento con cui il territorio, affiancato dalla Regione, disegna il suo futuro. Questo avverrà anche attraverso un programma di interventi di prospettiva e la costituzione di società pubbliche che possano agevolare gli investimenti necessari, anche attraverso processi di finanziamento a supporto degli investimenti col supporto di Finlombarda Spa. Vi sarà anche la possibilità da parte di Regione Lombardia di autorizzare l’acquisto degli impianti da parte di società regionali, rendendoli a disposizione con contratti di locazione”. “Sostenere il mondo della neve significa far sopravvivere un'intera economia e tutto l'indotto che riesce a generare. Perciò - conclude la vice campionessa del mondo di sci – ritengo questo provvedimento solo ultimo in ordine di tempo e si innesta in un disegno che per questi cinque anni ha concentrato la sua attenzione su una politica strutturale della montagna e della sua valorizzazione, tenendo sempre in mente gli esclusivi interessi della comunità che la vive "Si tratta di una Legge di 'sistema' che delinea uno scenario che, in termini di responsabilizzazione dei territori e di riconoscimento della fondamentale attivita' degli impianti come servizio ad alta valenza pubblica, consentira' di ampliare le strategie basate solo a supporti esterni in termini di contributi finanziari ed interventi diretti nello sviluppo della Rete infrastrutturale montana, anche attraverso l'affiancamento ai singoli territori". Lo dichiara soddisfatto Ugo Parolo, sottosegretario alla Presidenza con delega alle Politiche per la Montagna, commentando l'approvazione, durante la seduta odierna di Consiglio regionale, del progetto di legge per la promozione e lo sviluppo dei territori interessati dagli impianti di risalita e dalle infrastrutture connesse.

IL PERCORSO - "Regione Lombardia, il 12 settembre 2014, - spiega Parolo - ha sottoscritto un Protocollo d'intesa con la Provincia di Sondrio volto alla costituzione di un Gruppo di Lavoro, con il coinvolgimento anche del Sistema bancario locale e di stakeholders specifici, al fine di addivenire ad una proposta sperimentale, partendo dal territorio provinciale, replicabile in altri contesti regionali, che consenta di trovare delle modalita' innovative di rilancio delle societa' degli impianti che consentano di aumentare l'attrattivita' e la competitivita' dei territori alpini lombardi. Il Gruppo di lavoro ha identificato quale modello ottimale da sperimentare, analizzare e sviluppare, quello dell'intervento pubblico finalizzato alla costituzione di una o piu' societa' infrastrutturali aventi l'intento di realizzazione, sviluppare e mantenere le reti dei comprensori sciistici montani lombardi: la newco infrastrutturale per la Rete turistica montana".

SITUAZIONE ATTUALE DEGLI IMPIANTI - "La pratica dello sci alpino - chiosa il sottosegretario - attraversa, nell'intero territorio regionale montano, una fase non favorevole stante anche la crisi economica in atto e, senza il traino degli impianti di risalita (reali infrastrutture di servizio) l'intero comparto turistico invernale legato alla 'filiera della neve' (alberghi, ristoranti, bar, agenzie di viaggio e altri) viene messo in crisi con pesanti ripercussioni occupazionali e socio economiche interessanti non solo le singole localita' sede degli impianti, ma anche i territori circostanti per l'indotto mancante. Le criticita' del sistema che lo studio ha evidenziato riguardano l'esposizione finanziaria delle societa' impiantistiche nei confronti del settore bancario di circa 300M di euro; difficolta' nell'effettuare nuovi investimenti; elevati costi energetici per la produzione di neve a causa dei cambiamenti climatici; frammentazione dei comprensori sciistici e scarsa capacita' di investimento degli attuali gestori.

STRATEGICITA' DEL SISTEMA IMPIANTI - "Gli impianti di risalita - continua Parolo - sono da considerarsi come un asset strategico per via delle importanti ricadute sui territori alpini, per l'attrattivita' turistica e per i relativi impatti economici. Costituiscono l'infrastruttura fondamentale per le localita' turistiche montane della Lombardia. Una ricerca di Eupolis ha dimostrato che solo in Provincia di Sondrio nel 2015, il fatturato realizzato dalle societa' di gestione pari ad € 64 milioni ha generato un indotto misurato in via prudenziale in 278 milioni di euro. Non solo. Gli studi effettuati nel 2013 dall'Associazione nazionale esercenti funiviari (Anef) evidenziano come ogni euro di ricavo delle societa' funiviarie comporti fino a 7 euro di ricavi dell'indotto".

L'OBIETTIVO - "Dopo un ampio confronto territoriale, Regione Lombardia - sottolinea - si e' posta come obiettivo concorrente quello di tracciare un nuovo, ma concreto, modello di sviluppo economico della Montagna, riconoscendo la funzione di 'servizio pubblico locale' alle attivita' sciistiche: dalla costruzione e la gestione degli impianti a fune, alla gestione degli impianti sciistici finalizzati allo sviluppo turistico del territorio, fino ad arrivare alle infrastrutture e alla loro gestione. Questo nuovo approccio permettera' di responsabilizzare le componenti pubbliche e private ad una gestione efficiente delle risorse e ad ottimizzare i costi e le ricadute in termini di sviluppo sul territorio".

PROGRAMMA DI INTERVENTI - "La proposta di legge regionale - prosegue - prevede l'avvio di "Patti territoriali" per lo sviluppo economico, ambientale, sociale e della mobilita' dei territori montani, che definiranno le modalita' di sviluppo e di gestione delle infrastrutture di interesse pubblico e consentiranno agli Enti locali di sviluppare politiche condivise in una prospettiva, di medio-lungo periodo, con i soggetti che lo sottoscrivono. All'interno del Patto, agli enti locali territorialmente interessati, sara' anche data la possibilita' di costituire societa' pubbliche aventi come intento la realizzazione di infrastrutture di pubblico interesse in ambito montano, inclusi gli impianti di risalita".

FRUTTO DI UN INTENSO LAVORO - "Vista la sua notevole importanza e l'intenso lavoro di confronto e di studio, - conclude il sottosegretario - non posso che essere soddisfatto del percorso che abbiamo attuato a sostegno del turismo, dell'attrattivita' e delle economie locali nei territori montani che accolgono gli impianti e le infrastrutture accessorie. Questo nuovo inquadramento degli impianti di risalita provera' concretamente a superare la situazione attuale di grave crisi che attanaglia il settore e, coinvolgendo in maniera responsabile i territori, nonche' affidando un ruolo chiave al 'pubblico', sono certo lo rendera' un tessuto competitivo. Anche a livello nazionale".

Redazione

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