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Pubblicata il 25/12/2017 alle 12:23:48 in Cronaca

In Duomo Monsignor Mario Delpini ha celebrato la sua prima messa di Natale come arcivescovo di Milano



"Dire insieme, nella luce del Natale, che non ci rassegniamo alla città delle tenebre"


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(mi-lorenteggio.com) Milano, 25 dicembre 2017 -  Ieri sera a mezzanotte in un Duomo gremito di fedeli, l'Arcivesco di Milano, Mosignor Mario Delpini, ha celebrato la sua prima Santa Messa di Natale come Arcivescovo insieme ai Canonici del Capitolo metropolitano e alcuni membri del Consiglio Episcopale Milanese.

Per l’occasione, la Croce processionale, il Pastorale e la Croce pettorale dell’Arcivescovo appartennero al predecessore, il beato Montini di cui è stata annunciata la Canonizzazione.

«Io ho il dovere, la responsabilità, la gioia di proclamare alla città, la grazia di questo Natale: nessuno è orfano, nessuno è abbandonato, nessuno vive e muore come un essere insignificante apparso sulla scena del mondo. La condizione per non essere orfani, per non essere gente che non interessa a nessuno, è accogliere Gesù». Proprio perché il Natale del Figlio di Dio «manifesta che la nostra origine non è dal nulla, ma da Dio, e che la nostra destinazione ultima non è verso il nulla. Così la vita si rivela nella sua luminosa verità: è una vocazione a diventare figli di Dio nel Figlio Gesù e a partecipare alla sua gloria. La strada non è fatta per guardare i negozi del paese dei balocchi, ma per correre lieti verso la meta e gioire del cammino».
Annuncio – questo – per il quale è l’Arcivescovo stesso a chiedere l’aiuto di ognuno, in una città che pare smarrirsi nel buio e dove «tante luminarie sono come un artificio per farsi coraggio». «La gente è insidiata dalla paura che venga alla luce ciò di cui si vergogna, teme che si scopra il lato di sé che vuole nascondere, è oppressa da sensi di colpa, da complessi di inadeguatezza, dal soffrire come una umiliazione la propria fragilità. Mi hanno detto che la mia città preferisce le tenebre alla luce, preferisce le maschere alla verità, l’apparenza artificiosa alla semplicità, preferisce parlare di storie di progressi infiniti e di come il benessere sia alla portata di tutti. È per questo, forse, che sta scritto: “Veniva nel mondo la luce vera quella che illumina ogni uomo, eppure il mondo non lo ha riconosciuto”».

Redazione

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