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Pubblicata il 29/12/2017 alle 22:45:37 in Cultura

L’impegno nella ricerca pittorica di Gabriele Poli



Intervista all'artista Prof. Gabriele Poli, grande artista che vive l’arte priva di caratteristiche vecchie e superate e, pertanto, si colloca al di là e al di sopra del contemporaneo

di Principia Bruna Rosco


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(mi-lorenteggio.com) Milano, 29 dicembre 2017 - Gabriele Poli, nel 1979 si è diplomato in Pittura all'Accademia di Belle Arti di Brera, Milano, ma la sua arte è tutt’altro che accademica.

Figlio d’artista, si è nutrito di arte fin da quando era piccolissimo, ma con una matericità all’opposto del padre perché crea elementi materici e senza confini. Infatti, le sue opere esplodono sulla superfice della tela sulla quale vivono una realtà propria e trovano la loro ragione di esistere in un ampio discorso sulla libertà e nella spasmodica ricerca della luce. Esse sono un basso rilievo nel segno della coerenza perché legate da un segreto filo conduttore; sono uno spettacolo naturale, che è prima di tutto filosofia, come fossero create da una mano divina per l’uomo.

                                    


Quando hai cominciato la tua attività espositiva? “Ho partecipato a mostre e rassegne di pittura nazionali e internazionali e collaborato in numerose iniziative già dal finire degli anni ’70 esponendo  alla Galleria delle Ore e in numerosi altri spazi pubblici.  Dai primi anni ’80" ho cominciato a esporre con frequenza sia in Italia che all’estero”

Come mai nelle tue opere c’è l’immagine che si dissolve in misteriosi segni? “Sono risonanze interiori, emozioni inconsce elaborate su un tessuto spirituale personale. Memorie registrate nella materia, retaggio delle mie precedenti esperienze informali”.

                                      

Perché a volte l’immagine prettamente materica si evolve poi in cromatismi diluiti, quasi in una tensione visionaria e intimista? “Affinché ci sia un’ immediata percezione visiva e si crei una particolare atmosfera e spazialità che, nel riflesso psicologico, si decanta in un linguaggio immediato, vivace e dinamico tra interiorità e esteriorità”.

Cosa vuoi trasmettere con questa grande energia che metti nei cromatismi tenui e a volte vigorosi? “Per rendere omaggio alla bellezza. L’energia è bellezza ed io, comeDostoevskij, indico all’uomo che la salvezza del Mondo è nella bellezza. Anche Papa Giovanni Paolo II nella sua lettera agli artisti ha affermato che la bellezza è l’espressione visibile del bene e contribuisce alla vita e alla rinascita di un popolo”.

                               

                                                                                       Vele

Quindi il Mondo ha bisogno di bellezza per stare meglio psicologicamente?  “Sì, la bellezza come verità mette gioia e libertà nel cuore degli uomini”.

Qual è il significato della ricerca costante dello spazio? “E’ uno spazio che, simbolicamente, denota un bisogno d’amore. Ci tengo a dire che è non è uno spazio illusorio, anche se il colore si scioglie in elementi fluidi e sonori che vibrano fino ad incentrarsi sull’essenza della vita”.

Quindi, sono le percezioni inconsce della realtà? “Certamente. Manifesto una condizione esistenziale legata alla consapevolezza dei limiti determinati dalla materia e dalle contingenze umane, sui quali è però possibile incardinare le porte della speranza. E’ certo che l’arte è l’unico mezzo per risvegliare la fratellanza”.

                         

                                                                                  Ciclista

Perché il colore a volte è anche molto intenso e forte? “La mia gestualità è spontanea, cerco di deporre sulle tele i misteri intimi dell’animo come il pathos e la gioia. E’anche un invito a riflettere sulle emozioni pure, che punteggiano ogni momento della nostra vita”.

I tuoi colori, in particolare il blu, in quale Mondo ci catapulta? “I colori, le tonalità e le sfumature si alternano e ci conducono nel Mondo intimo della passione e della vita. Mentre il blu è il colore reso famoso da Picasso e conduce lo spettatore a relazionarsi con esso perché, contrariamente a quanto si pensi, esso oltre che essere un colore trasparente e profondo, dona un senso di leggerezza e pacifica tensione”.

Quali sono i tuoi progetti futuri? “In questo periodo sto riflettendo sul concetto di libertà che, dal punto di vista espositivo e in un certo senso significa raccogliere anche le occasioni non programmate”.

E’ difficile rincorrere il Mondo dell’Arte? “Sì e no.

Purtroppo diversi fattori hanno reso molto difficile questo lavoro, se ancora così possiamo definirlo, e il mercato decreta  che ci siano solo pochi eletti. Nel bene e nel male comunque non ci si può fare nulla: più che rincorrerlo ci si trova immersi in questo mondo, e a prescindere da tutto, sentire costantemente quanto sia essenziale e importante questo linguaggio, aiuta a superare ogni contrarietà e incongruenza mercantile contingente continuando a essere propositivi”.

Perché in questo momento storico l’Arte non è apprezzata come in passato?“Perché è difficoltoso far capire che l’arte è soprattutto manuale e non semplice e solo virtuosismo tecnologico e richiede un certo tipo di approccio e partecipazione realmente più attiva e concreta da chi ne fruisce. Una reale condizione di individualità universale e partecipata, una certa libertà che richiede coraggio intellettuale e anche un po’ di fatica”.

Quindi, come si spiega l’Arte nel Mondo attuale della tecnologia? “L’Arte è molto più profonda e difficile da spiegare perché ha degli aspetti molto più primitivi, originali  e irriducibili rispetto a semplici dispositivi meccanici e riproduttivi. L’opera non è mai bidimensionale nella sua fruizione e per l’attuale standard consumistico l’oggetto artistico, realmente personalizzato, appare un prodotto incomprensibile ”.

Che cosa bisogna fare per tenere viva l’Arte? “L’importante è tenere aperta una finestra sulla libertà dove sono espressi i sentimenti dell’artista, ma anche favorire coloro alla quale si accostano non condizionati da logiche commerciali e propagandistiche”.

Quindi non vuoi uniformarti a tali logiche commerciali? “Assolutamente no: l’omologazione culturale e dei linguaggi è scesa in un manierismo arido e sterile che non fanno parte della mia persona né della mia arte”.

Dove esponi le tue opere? “Purtroppo, gli spazi istituzionali dove era possibile esporre sono quasi del tutto spariti a favore di un pensiero legato alla tecnologia, pertanto, il valore dell’opera è legato spesso al movimento di denaro che riesci a mettere a disposizione per esporre in spazi di classe”.

La tecnologia fa diventare l’Arte solo un oggetto consumistico? “Purtroppo, è così, ma non per me che, pur prendendo atto della tecnologia e pur sapendo che i tempi sono molto duri, il mio progetto è preservare l’arte dal consumismo”.

Quali sono i tuoi progetti futuri? “Ho dei progetti in atto con mio figlio Angelo, che si sta rivelando  un bravo scrittore e  sceneggiatore di fumetti”.

Di cosa si tratta? “E’ fumetto o Graphic Novel che definisco come un racconto-narrazione di crescita di un adolescente dei nostri giorni. Inoltre, sto decorando delle pareti interne del mio studio e di una casa”.

Quali sono le sensazioni che hai nel dipingere le pareti? “Lo sto facendo per sentire la presenza reale-fisica dell’opera d’arte nel proprio ambiente. Cioè, voglio ripristinare la relazione di continuità dell'ambiente con l'arte, cioè, abitato-arte”.

Questo percorso, dove ti porterà? “Innanzitutto, sia nella realizzazione del fumetto che nelle decorazioni parietali c’è il godimento dell’opera e poi vedremo se potrà avere del seguito”.

Infine, mi dici una frase che rappresenta la tua arte?: “La pittura è una lingua misteriosa: la tela un diaframma su cui si condensa la sua scrittura, incessantemente, con insistenza e, questo, aggiunge il senso della vita”.

 

Principia Bruna Rosco

 

P.S.:

Le sue opere sono presenti in diversi luoghi pubblici milanesi e Nazionali tra i quali:

Nel Museo d'Arte Contemporanea della Città di Montichiari;

Nel Museo d’Arte Contemporanea Paolo Pini di Milano;

Nel Civico Museo Parisi-Valle di Maccagno, nella Galleria d'Arte Contemporanea di San Donato Milanese;

Nell’Ospedale Fatebenefratelli c’è un’installazione “Trittico dei Sentimenti” nella sala reception;

Ai Martinitt di Milano c’è una decorazione pavimentale;

Alla Sede Provinciale CISL di Milano sala Brodolini con l’opera “La Zattera della Periferia”;

Nel 2012 e nel 2014 ho eseguito due dipinti murali nel centro storico di Rho nell’ambito delle Biennali d’Arte “Lasciamo il Segno “ organizzate dalla galleria Quadrifoglio;

Nel 2013 ho eseguito “Il Portale della Periferia”;

C’è una grande struttura dipinta situata all’interno de “Il Mercatino di Baggio” e visibile della tangenziale Ovest tra le uscite di Bisceglie e Settimo Milanese (MI);

Nel 2015, 2016 e 2017, in occasione delle Masterclass Internazionali Estive del Festival di Villa Faraldi , ho esposto una numerosa serie di grandi “vele” dipinte dedicate alla musica (IM).

 

Mostre personali più recenti che ha tenuto:

“Angeli della Periferia” Villa Marazzi, Sala Consiliare, Cesano Boscone (MI) 2017

“Tappe Cromatiche” Casa Museo Tadini, (MI) in collaborazione con il Museo della Bicicletta, Madonna del Ghisallo (LC) 2017

 “Laocoonte - metafora dell’uomo contemporaneo” Casa Museo Tadini, Milano 2013

 “XXX Festival Internazionale di Villa Faraldi” (IM) 2013

“Al-kimya”, Fondazione Manfredi, (sala personale) Palazzo Ducale di Sabbioneta (Mn) 2013

“Cromo materia”, Weartgallery , Uboldo (VA) 2013

“Nos Mediterranee”, Orenda Art International, Parigi 2014

“XXXV Festival Internazionale di Villa Faraldi” (IM) 2015

 Comune di Nova Milanese (MI), Villa Brivio “Apologia della Pittura” 2016

Milano, “Baggio a ruota libera” Libreria Linea di Confine  2016

“Masterclass Festival Internazionale di Villa Faraldi” (IM) installazione “Orchestra celeste” 2016

 

Di lui hanno scritto e parlato:

L. Bergomi, C. Bollino Bossi, G. Calzà, G. Cerri, T. Cordani, M. De Stasio, G. Dotto, M. Di Marzio, E. Di Raddo, A.Finocchi, E. Krumm, P. Lezziero, S. Lucarelli, A. Mai, L. Nicoletti, M. Meneguzzo, F. Migliaccio, E. Mauri, A. Milani, A. Panaro, M. Pavan, C. Perini, R. Plevano, D. Plescan, E. Pontiggia, G. Pre, L.Salandin A. Veca, D. Viapiana.

 


Principia Bruna Rosco


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