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Pubblicata il 16/04/2018 alle 16:59:12 in Salute

Sofferenza urbana e salute mentale: presentati i risultati del progetto Proviamociassieme che Casa della carità e ASST Fatebenefratelli-Sacco portano avanti nel quartiere Molise Calvairate



Da meno di 20 utenti si è passati a oltre 120. Ogni anno effettuati più di 6mila interventi.


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(mi-lorenteggio.com) Milano, 16 aprile 2018 - Un modello di riabilitazione per persone con problemi di salute mentale che va oltre l’intervento sanitario, ma che intorno a un progetto comune, per esempio la realizzazione di un prodotto artistico, coinvolge e aggrega gli utenti, che diventano protagonisti del loro percorso di cura. E poi lenire la sofferenza psichica creando e ricreando relazioni, che innescano un circolo virtuoso, non solo per le persone con disagio psichico, ma per tutto il tessuto sociale in cui vivono. È questo il cuore del progetto “Proviamociassieme”, che ASST Fatebenefratelli-Sacco e Casa della carità portano avanti da oltre 15 anni nel quartiere Molise Calvairate, con il sostegno del Comune di Milano - Assessorato alle Politiche sociali e Cultura della salute. In un territorio periferico e segnato da un disagio socio-abitativo sfaccettato e multiproblematico, Proviamociassieme propone un intervento di sostegno all'abitare autonomo di cittadini con disagio psichico. Gli esiti del progetto appaiono pienamente incoraggianti. Dal punto di vista della crescita dei beneficiari nel corso degli anni, per esempio, si è passati da meno di 20 persone seguite inizialmente, alle 90 del 2014 per superare le 120 nel 2017. Più di 6mila gli interventi realizzati ogni anno, tra colloqui, contatti con nuovi utenti, gruppi di auto-mutuo aiuto, attività che il progetto genera sul territorio. Dal punto di vista della stabilizzazione clinica si è visto un miglioramento, tanto che per molte persone si sono notevolmente abbassati, se non azzerati, i ricoveri ospedalieri per situazioni acute. Migliorano anche le condizioni abitative e la capacità delle persone di prendersi cura di sé, per esempio con una maggiore attenzione per i controlli medici da effettuare, e del proprio ambiente di vita. “L’esperienza di Proviamociassieme dimostra concretamente che è possibile affrontare il disagio psichico andando oltre la rigidità degli schemi convenzionali: le persone sono protagoniste del loro percorso di cura, nel quale sono sostenute dagli operatori così come nell’attivazione e nel consolidamento di relazioni sul territorio. Valore aggiunto di questo progetto, poi, è la collaborazione tra ente locale, sanità pubblica e terzo settore. I risultati sono più che positivi, non solo perché è aumentato il numero dei beneficiari, con cui gli operatori hanno costruito un solido e duraturo legame, ma soprattutto per il miglioramento delle loro condizioni. Per questo, sono convinto che Proviamociassieme possa diventare un modello di intervento replicabile ed esportabile in altre periferie sofferenti della città di Milano”, commenta il presidente della Casa della carità, don Virginio Colmegna. “Un’esperienza, quella di Proviamociassieme, che ormai ha superato i 15 anni di vita. Un’esperienza che conferma che quando le istituzioni ospedaliere si mettono in rete con le altre istituzioni regionali e comunali riescono ad ottenere dei risultati di grande efficacia, con il contenimento dei costi da un lato e dall’altro la capacità di mettere in campo un aumento della rete sociale e di interventi scientifici in grado non solo di ridurre il disagio mentale, ma anche di aiutare le persone ad avere una maggiore aspettativa di quantità e qualità di vita”, spiega Claudio Mencacci, direttore del Dipartimento Salute Mentale e Dipendenze dell'ASST Fatebenefratelli-Sacco. "La forza di Proviamociassieme è quella di partire dalle esigenze delle persone e insieme a loro costruire l'intervento, che non è mai rimasto uguale a se stesso, ma che si è evoluto proprio in base alle necessità e agli stimoli degli utenti. Abbiamo per esempio elaborato e affinato un metodo che utilizza nel lavoro di cura un espediente creativo, nel nostro caso la realizzazione di un film, che consente un’interazione giocosa fra utenti e operatori e facilita la costruzione di un gruppo, nel quale confrontarsi con gli altri. Alla base del lavoro di Proviamociassieme c'è poi la costruzione e il consolidamento di reti e relazioni. Questo ha ricadute positive non solo per i singoli utenti, ma anche a livello di inclusione sociale e qualità della vita per tutti", aggiunge Massimiliano Soldati, responsabile del progetto Proviamociassieme. E le ricadute sono positive non solo per i singoli utenti, ma anche a livello di inclusione sociale e qualità della vita per tutto il quartiere. Proviamociassieme ha infatti generato un circolo virtuoso di relazioni, permettendo inoltre il monitoraggio di situazioni problematiche sommerse, che vengono intercettate e orientate ai servizi. Effetti positivi sono anche la riduzione dello stigma verso la malattia mentale e la prevenzione dei conflitti tra vicini di casa.

Redazione

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