ULTIMO AGGIORNAMENTO: Giovedì 09 febbraio 2012, ORE 02:10 PROVERBIO: Le risposte esistono già prima delle domande.
Trezzano sul Naviglio, 20 novembre 2009 - Depositata la denuncia con la quale l’Unione dei Comitati di Quartiere di Trezzano chiede che siano restituiti ai cittadini i 103 euro delle sanzioni emesse dalla Tributi Italia per conto dell’Amministrazione comunale tra il 2008 e l’inizio del 2009.
I Comitati e le associazioni dell’Unione chiedono inoltre alla Procura della Repubblica del Tribunale di Milano che, ove, dai fatti esposti, risultasse qualche ipotesi di reato, si proceda come per legge contro i responsabili.
Il fascicolo consegnato all’autorità giudiziaria comprende un documento di cinque pagine e numerosi allegati.
La vicenda scoppiò il 12 gennaio scorso quando, l’Unione dei Comitati di Quartiere di Trezzano emise un comunicato con il quale denunciava l’invio di centinaia di sanzioni a cittadini che, pur avendo sempre pagato le tasse e in particolare l’Ici, si erano dimenticati di segnalare con un documento scritto l’avvenuto acquisto di un immobile, (appartamento, box, cantina ecc.).
Pochi giorni dopo il sindaco replicò affermando “Non siamo di fronte ad alcuna ingiustizia, anzi il nostro è “Un atto di giustizia ed equità. Peraltro gli accertamenti in corso, che si riferiscono al periodo dal 1994 in avanti, saranno gli ultimi, perché abbiamo abolito il regolamento approvato dal centrodestra di Trezzano”.
Una difesa delle pesanti sanzioni che però non convinse l’Unione, tanto che la stessa associazione di comitati il 4 febbraio protocollò in comune una lettera con la quale chiese a Giunta e Consiglio Comunale di revocare le sanzioni e restituire ai cittadini i soldi già incassati.
Preso atto che nel successivo Consiglio Comunale la sollecitazione non fu neppure presa in considerazione, il 22 febbraio l’Unione recapitò al Difensore Civico una lettera con 9 specifiche domande sulla legittimità dei provvedimenti assunti dall’amministrazione comunale.
Il 7 aprile il Difensore Civico rispose ai quesiti evidenziando tra l’altro:
a) nessuna sanzione può essere stata comminata in base al regolamento entrato in vigore nel gennaio 2003 per violazioni antecedenti tale data.
b) Mi risulta inspiegabile che si possa aver sanzionato nel 2008 mancate dichiarazioni relative ad anni antecedenti il 2003, in quanto il periodo di prescrizione è di cinque anni a partire dalla fine dell’anno di riferimento.
c) Ho chiesto l’intervento del segretario comunale che da una parte ha provveduto a richiedere un parere al Ministero dell’Economia e delle Finanze e, dall’altra, nelle more, ha richiesto alla concessionaria di sospendere l’emanazione di ulteriori sanzioni e di non procedere all’emanazione di ingiunzioni per gli atti già notificati, scaduti ma non ancora saldati.
A questo punto l’invio delle sanzioni venne sospeso.
L’Unione, da parte sua, da prima auspicò che gli amministratori pubblici decidessero di restituire i soldi a chi aveva già pagato le salatissime sanzioni, poi, visto che non succedeva nulla e che l’unica novità era rappresentata da un debito (poco inferiore al milione di euro?) che la società appaltatrice aveva contratto con la stessa amministrazione comunale, decisero di consultare un legale per verificare l’esistenza dei margini per un ricorso alla Procura della Repubblica.
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