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Pubblicata il 10/08/2018 alle 09:55:35 in Divertimenti

Festa Medievale a Pregola del Brallo



Indietro nel tempo: Pregola del Brallo il 12 Agosto 2018 si trasforma in un borgo medievale


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(mi-lorenteggio.com) Pregola del Brallo (Pv), 10 Agosto 2018 – In fuga dal caldo della pianura, alle ricerca di atmosfere più fresche. Nella seconda domenica di Agosto, l’agenda degli appuntamenti estivi si arricchisce di un evento che ormai è diventato una piacevole ed attesa consuetudine: la Festa Medievale di Pregola del Brallo, nel cuore dell’estate. Domenica 12 Agosto il borgo di Pregola del Brallo, a 952 metri sul livello del mare e ai piedi del Monte Lesima, farà un salto indietro nel tempo di secoli e secoli: dame e cavalieri medievali animeranno le vie del piccolo comune a 950 metri sul livello del mare.

Particolarmente suggestivo il Castello in cui si svolgerà gran parte della manifestazione: una costruzione risalente al secolo XI che ha ospitato la famiglia Malaspina sin dal Medioevo.

Nella giornata di domenica 12 Agosto il viaggio indietro nel tempo è assicurato: ci saranno infatti figuranti in abiti del 1200, il corteo per i vicoli del borgo e la seguire sfilata dei figuranti tra le mura della Casa Forte. Dalle 12:30 pranzo conviviale al Castello (info e prenotazioni al 347 0426767). Per tutta la giornata  animazione con giochi di corte, balli medievali, musica e bancarelle. In programma uno spettacolo di musica medievale dal vivo con salterio ad arco, viella, flauto a becco, arpa e percussioni. Musica, danze e figuranti con i costumi storici e la possibilità di conoscere il proprio futuro grazie ad una cartomante.

Ospite della manifestazione il Mercatino Enogastronomico della Certosa di Pavia che dalle 9,30 presenterà la sua selezione di prodotti ad alta intensità di gusto: eccellenze enogastronomiche a filiera corta in una vetrina di sapori, in degustazione ed in vendita, a rappresentare la zona stesa tra le province di Pavia, Alessandria, Milano e Piacenza, ricchissima di prodotti. Il pubblico potrò trovare vino, salumi, salame d’oca, offelle, dolci siciliani, torte di nocciole piemontesi; ma anche il pane di Marco Bernini, panificatore alchimista; birra artigianale, riso, confetture, miele e frutti rossi.

Il Castello di Pregola

La famiglia Malaspina era presente in questo borgo ed in tutta la Valle Staffora già dal secolo XI. La potente famiglia fu infeudata in questi territori nel 1164 dall’Imperatore Federico Barbarossa; feudi confermati nel XIV e nel XVI secolo rispettivamente dagli Imperatori Carlo III e Carlo V.

Questa famiglia eresse il suo primo castello pregolese a ovest della montagnola a forma di dente che sovrasta l’abitato, ma nel XVI secolo una lite fra gli stessi feudatari provocò la  distruzione di questo fortilizio. Nel 1563, il marchese Oliviero e suo fratello, il sacerdote Agostino, furono uccisi dal marchese Federico Malaspina per vendetta perché questi gli avevano ucciso il padre. Suo figlio Gian Maria nel 1570 unitosi a vari banditi, tentò di occupare con la forza il castello di Pregola, di cui era condomino, ma che allora era tenuto da altri parenti; non essendogli riuscito il colpo, per vendicarsi devastò e incendiò i luoghi di Zerba e di Belnome, uccidendo molti vassalli dei suoi congiunti e rivali, bruciando quattro donne e rubando il bestiame. Nel 1571 a causa di queste azioni, Gian Maria si vide confiscare i beni ma questo, non gradendo l’azione, cercò con la forza di farseli rilasciare. Non riuscendovi, nel 1575, unitosi ad un gruppo di masnadieri, pose di nuovo l’assedio al castello ma anche questa volta non riuscì nel suo intento; quindi lo incendiò, distruggendolo completamente.

Dopo questa distruzione i Malaspina costruirono, con le pietre recuperate dall’edificio distrutto, l’attuale casa-forte chiamata castello nella zona est del paese. Questa rimase sede del marchesato fino all’eliminazione dei feudi di napoleonica memoria. Gli ultimi discendenti, i marchesi Antonio e Rodolfo, vi dimorarono fino alla loro morte avvenuta nel 1923 e 1924. In fianco a questo castello fu costruita, in tempo non conosciuto, una dependance per i custodi e questi, “Tirisö” e “Caterinen” l’abitarono fino alla loro morte avvenuta nella seconda metà del secolo scorso.

 Redazione


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