ULTIMO AGGIORNAMENTO: Mercoledì 08 febbraio 2012, ORE 23:10 PROVERBIO: Le risposte esistono già prima delle domande.
Corsico (12 marzo 2010) - Assistenza domiciliare agli anziani e alle persone con disabilità, contributo al pagamento delle rette di ricovero, politiche di prevenzione al disagio di minori e adolescenti, funzionamento del Centro socioeducativo per ragazzi disabili, politiche per l'immigrazione, gestione di residenze leggere e attività di socializzazione per cittadini che vivono problematiche di salute mentale: sono solo alcuni degli interventi che i sei Comuni del distretto di Corsico (che comprende anche Assago, Buccinasco, Cesano Boscone, Cusago e Trezzano sul Naviglio) rischierebbero di non poter più garantire a partire dal prossimo anno. La “doccia fredda” è arrivata solo il 19 febbraio scorso, data in cui è stata pubblicata la relativa delibera regionale, quando gli impegni di spesa per i servizi erano stati già assunti dagli Enti locali.
“Per ora – spiega l'assessora alle politiche sociali del Comune di Corsico – siamo riusciti a contenere la riduzione di fondi grazie ai residui degli anni passati e all'utilizzo di risorse provenienti dal Fondo per le non autosufficienze (passato da 200mila euro del 2008 a 430mila circa del 2009), che, deciso dall'ex presidente del Consiglio Romano Prodi, è però in esaurimento, perché le ultime due finanziarie di questo Governo non lo hanno più previsto”.
E da Trezzano, l'assessore alle Politiche socialisottolinea: “La Regione ha sottratto risorse fondamentali a servizi essenziali per dare contributi una tantum a una categoria molto ristretta di famiglie, senza quindi affrontare alla radice i problemi”.
Infatti, per il distretto di Corsico la quota del Fondo nazionale politiche sociali (Fnps) è passata da poco più di 905mila euro del 2008 ai circa 420mila euro del 2009, con un meno 53,62%.
Una percentuale che riguarda tutto il territorio lombardo. I circa 95 milioni di euro che la Regione aveva ottenuto dallo Stato nel 2008 sono diventati poco più di 73 milioni nel 2009, con una riduzione di oltre 21milioni e mezzo di euro (-22,74%). L'Amministrazione regionale ha però deciso di dimezzare gli stanziamenti ai Piani di zona (passati su tutta la Lombardia da 83 milioni circa a 39 milioni) per le politiche sociali territoriali, trattenendo per sé circa 34 milioni contro i 12 milioni del 2008.
Rimasto, invece, invariato il Fondo sociale regionale (Fsr), con una diminuzione contenuta allo 0,18%. “Si tratta di fondi – spiega l'assessora Landoni – che i Comuni hanno all'interno dei propri bilanci per contribuire a far funzionare gli asili nido, le comunità familiari per minori, a garantire l'inserimento lavorativo dei disabili. Riguardano quindi politiche mirate di ciascun Comune”.
Gli amministratori locali del sud ovest milanese sono pronti a scendere in piazza, al di là dell'appartenenza politica. “Sono lesi i diritti di cittadinanza – conclude l'assessora– e non possiamo stare in silenzio”.
Redazione
(aggiornato il 14 marzo)
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