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Massimo Polistina, caposcuola del romanticismo italiano, è artista, pittore e scultore
di Principia Bruna Rosco

(mi-lorenteggio.com) Milano, 09 giugno 2010 - Recentemente, presso gli stupendi saloni del Circolo di Presidio delle Forze Armate in via Brera, 15 di Milano, si è tenuta una particolare e interessante mostra di opere pittoriche e scultoree del Maestro Massimo POLISTINA, caposcuola del romanticismo italiano. Artista, pittore e scultore, vive tra la Francia e l’Italia, dove ha la sua residenza operativa in una storica Torre dell’undicesimo secolo, nell’abitato di Soriasco (Santa Maria della Versa, PV). Ha dato il benvenuto e presentato la manifestazione artistica, la brillante psicologa dott.ssa Tiziana Perfetti.
Alla cerimonia hanno partecipato personaggi di spicco del mondo politico e sociale.
Era presente il nostro carissimo Bruno Dapei, Presidente del Consiglio provinciale di Milano, che ha aperto e confermato l’importante dialogo con l’arte, che tanto sta a cuore agli artisti. La sua etica-morale nei confronti dell’arte, quindi, è stata piena di responsabilità e disponibilità. Prendendo la parola, Dapei ha affermato: “Questa è stata un’occasione unica per ammirare queste stupende opere, attraverso l’immagine del mondo militare che parla di tradizioni e verità”.

Hanno presentato l’artista e le opere due personaggi di grande autorevolezza: il Prof. Gabriele Mazzotta, Presidente dell’importante Accademia Brera e il dott. Prof. Alberto Ugo Caddeo, medico, specialista in psicoterapia e Presidente del prestigioso Istituto Alkemia di Milano.
Ha preso la parola il prof. Gabriele Mazzotta: “Questa mostra di pittura si rifà al futurismo attraverso l’immagine del cavallo trasformato in macchina. Le opere hanno un linguaggio bellico che danno certezza e nello stesso tempo turbolenza”. Poi, rivolgendosi al Generale De Milato, il prof. Mazzotta si è complimentato affermando che è molto bello che il mondo militare si apra a quello civile.

Ha proseguito nella presentazione l’esimio Dott. Alberto Ugo Caddeo: “L’arte esprime se stessa e a sua volta l’infinito. Ho notato che nelle opere di questo artista c’è un grande messaggio come quello di ritornare alle origini, esse fanno venire in mente il medioevo, fanno pensare alla figura del Cavaliere del passato, che era un vero guerriero e un tutt’uno con il cavallo. In queste opere, il guerriero è nascosto dietro il cavallo, come quello di Troia che è stato l’atto decisivo dell’estinzione della stirpe troiana. È un percorso dove si aprono nuove possibilità in un’immaginazione che prende azione”.
Ha preso la parola l’artista Polistina dicendo che sia il prof. Mazzotta sia il prof. Caddeo hanno centrato ciò che aveva voluto esprimere nelle sue opere. Al pubblico che gli ha chiesto da dove iniziava e dove finiva la creazione dell’opera, lui ha risposto: “Ho fatto una mostra a tema iniziando il percorso dal cavallo di Troia. Posso spiegare che il procedimento delle opere di un artista è portato avanti dal cuore. La creazione, perciò, passando dal cuore, inizia dalla tela per finire all’idea”.
Infine, ha preso la parola il Generale Camillo de Milato che ha affermato: “Questa Mostra è stata realizzata per valorizzare quel ponte che ci unisce al mondo civile. Nel Mondo ci deve essere una società mista: Militare-civile unitamente a una grande complicità intellettuale”.
Era, inoltre, presente alla manifestazione l’impeccabile Colonnello Francesco Cosimato, Capo Ufficio Pubblica Informazione della Nato.
In questa mostra, dal titolo "Carri e Cavalli Armati", dal tema abbastanza forte, l’artista Massimo Polistina, maestro del nuovo romanticismo, ha dato alle opere quel velo fondamentale di tenerezza. La costatazione e l’analisi delle opere d’arte del Maestro Polistina sono strettamente connesse alle modalità interpretative. Quello che ci si attende da un’interpretazione è quella di svelare tutta l’essenza di ciò che è l’artista, e tutto ciò che, attraverso la sua opera, vuole trasmetterci. Alla consapevolezza della complessità del significato compiutamente oggettivabile, si pone la volontà creatrice, come volontà di inventare e plasmare forme e ritmi obbiettivamente in grado di giungere a risposte esaustive. Nelle opere del Maestro Polistina si riconoscono aspetti della riflessione e dell’arte, dove rileva le tematiche e gli atteggiamenti nei confronti dell’esistenza. I grandi artisti parlano al mondo, e Polistina sta parlando con la voce dei suoi dipinti e delle sue sculture, con il pensiero e le convinzioni, rispettandone l’autonomia e la libertà di visione della realtà. E’ sul significato della sua opera, sulle ragioni e sulla realizzazione, sul vigore critico con il quale, muovendo dalle proprie convinzioni, guarda alla società e alla vita.
Il suo rapporto profondo con la creazione, fondato sulla comunicazione delle emozioni, è totale: il suo mondo corrisponde alla grandezza degli artisti. I messaggi difficili da captare, rappresentano le chiavi nascoste dell’essere. I simboli delle sue opere fermano l’immagine in significati occulti o latenti che scardinano la coscienza, la memoria, la progettazione della vita. Con i suoi simbolici cavalli, l’artista Polistina sente la necessità di offrire una guida mentale e morale per esprimere il “senso della vita” che apre alla luce, che rende possibile la luce, nell’infinita immensità degli spazi sconfinati dell’eternità.
Principia Bruna Rosco
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