ULTIMO AGGIORNAMENTO: Martedì 07 febbraio 2012, ORE 08:20 PROVERBIO: Le risposte esistono già prima delle domande.

(mi-lorenteggio.com) Cesano Boscone, 21 luglio 2010 - Ieri 19 luglio era la ricorrenza del 18° anniversario della strage di via D’Amelio in cui persero la vita il giudice Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta.
Questa sera ci saremmo aspettati in un luogo istituzionale come il Consiglio Comunale, almeno da parte del Sindaco o del Presidente del Consiglio un breve intervento per ricordare Paolo Borsellino che assieme a Giovanni Falcone è diventato il simbolo della lotta a tutte le mafie.
Poiché questo non è avvenuto siamo profondamente rammaricati.
In tutta Italia infatti si è commemorato da parte delle Istituzioni o delle Associazioni il giudice Borsellino.
Roma è stata colorata con decine di gigantografie con il volto di Paolo Borsellino.
Milano ha dedicato i giardini di via Benedetto Marcello a Borsellino e Falcone.
A Palermo si è svolta la tradizionale fiaccolata organizzata dalla Giovane Italia, il movimento giovanile del PDL a cui hanno partecipato oltre al presidente della Camera Gianfranco Fini, il Ministro Giorgia Meloni, presidente nazionale della Giovane Italia, il sindaco di Roma Gianni Alemanno, l’on. Carlo VIzzini e numerosi parlamentari del Popolo della Libertà e rappresentanti delle Istituzioni, e Manfredi il figlio del giudice legato ai ragazzi della Giovane Italia.
Il 19 luglio è una data che fa da spartiacque nella storia italiana contro la mafia. Ma non bisogna limitarsi solo alle celebrazioni o alle manifestazioni. Bisogna lottare contro la mafia in ogni sua forma.
Per combattere questo “cancro” della società, va sicuramente utilizzata la repressione, cosa che il governo sta facendo bene, e a parlare sono i dati sulle operazioni di polizia giudiziaria, sugli arresti, sui latitanti tratti in arresto, sui beni sequestrati e sui beni confiscati.
Ma la repressione da sola non basta, c’è bisogno come diceva Borsellino di una rivoluzione culturale che non può non partire dalle nuove generazioni.
La scuola, le istituzioni, la famiglia, le parrocchie, le associazioni culturali, tutte le agenzie formative si devono assumere l’onere di condurre questa battaglia; perché come ancora diceva Borsellino «se la gioventù le negherà il consenso anche l’onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo».
Termino con le parole dell’on. Enrico la Loggia su Paolo Borsellino.
“Paolo Borsellino é uno degli eroi simbolo della lotta alla mafia e dell'impegno delle istituzioni per sconfiggerla.
Non solo eroe ma anche uomo capace di risvegliare la coscienza di un popolo che vuole debellare la mafia''.
''L'indelebile ricordo del suo costante impegno al servizio dello Stato e dei cittadini deve essere un incentivo per continuare quella battaglia che egli portò avanti con determinazione e con la consapevolezza di andare incontro alla morte.
Il suo sacrificio deve essere la stella polare che ci guida quotidianamente nella lotta alla criminalità organizzata e sarà, senza dubbio la strada maestra delle generazioni future che abbracceranno questa dura battaglia''.
Cesano Boscone 20-07-2010 Santi Raimondo
Capogruppo del PDL
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