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Al
Castello Sforzesco di Vigevano
dal 20 maggio al 30
luglio
MOSTRA
"LA DONNA OGGETTO"
Miti e metamorfosi al
femminile 1900-2005 a cura di
Luca Beatrice
Il Comune di Vigevano promuove
nella prestigiosa sede del
Castello Sforzesco la mostra
La donna oggetto. Miti e
metamorfosi al femminile
1900-2005, curata da Luca
Beatrice e in programma dal 20
maggio al 30 luglio 2006.
Il Castello, uno dei complessi
fortificati più grandi
d'Europa, si può considerare
una piccola città nella città.
Il primo nucleo risale all'età
longobarda (VII-X secolo),
mentre la sua trasformazione
in residenza signorile è
legata alla figura di Luchino
Visconti, podestà di Vigevano
che, deciso ad ampliare il
dominio territoriale della
città, nel 1341 fece
costruire la rocca vecchia,
una fortezza a guardia della
strada per Milano, e nel 1345
il castello vero e proprio.
Dal 1494 al 1499 è Ludovico
il Moro che, con il contributo
artistico di Donato Bramante,
trasformò il castello in una
grandiosa residenza
principesca.
La donna oggetto si distingue
dai molti eventi dedicati alle
“sole donne”, che, negli
ultimi tempi, hanno
interpretato il genere
sessuale come una categoria
creativa. La mostra propone
una lettura della donna, non
come soggetto artistico tout
court, ma come oggetto di
rappresentazione artistica,
rovesciando così, con ironia,
l’adagio femminista che ne
contestava la percezione tutta
maschile.
L’immagine femminile, che
emerge in questo viaggio nella
storia dell’arte che va dai
primi del ‘900 (anzi dalla
fine dell’800 con uno
spettacolare e scabroso
dipinto di Giacomo Grosso
gemello di quell’opera che
scandalizzò il pubblico alla
prima Biennale di Venezia)
fino ai giorni nostri, ha un
valore rilevante sia come
motivo di riflessione
estetica, sia come espressione
di una società in continua
evoluzione che vede la donna
capace di cogliere gli aspetti
più segreti e reconditi della
vita.
E’ la rappresentazione di
una donna che in questo secolo
ha determinato una crescita
culturale anticipando il
fenomeno delle conquiste e
delle affermazioni, della
maturazione di se stessa come
“soggetto” protagonista.
La mostra è divisa in quattro
sezioni, con oltre 150 artisti
e 200 opere e si snoda
attraverso i suggestivi spazi
del Castello: le prime due
nella Cavallerizza del
Castello, un edificio con una
bellissima struttura a
capriate in legno; nella
seconda scuderia del Castello
è allestita la terza sezione,
la quarta è ospitata nel
nuovo tratto della Strada
sotterranea.
Nella prima sezione, dedicata
ai maestri di inzio ‘900,
tra cui segnaliamo Giovanni
Boldini, Umberto Boccioni,
Pablo Picasso, Mario Sironi,
Renato Guttuso e una selezione
di disegni di Henri Matisse,
Paul Klee, Francis Picabia, la
donna è vista come oggetto di
sottile seduzione dove il
sesso è per lo più
sublimato, in altri casi è
raffigurata nella vita
domestica, quotidiana e nel
lavoro.
Nella seconda sezione la donna
è raccontata attraverso un
viaggio nell’arte
contemporanea che va dal
secondo dopoguerra a oggi. Si
parte dalle icone dello star
system di, Andy Warhol
per arrivare alle giovani
donne esangui, nude annoiate e
semivestite che popolano le
performances di Vanessa
Beecroft, nelle quali
l’artista riflette sulle
nevrosi della nostra società,
dando forma alle sue
ossessioni carnali, dove il
corpo non ha nulla di erotico,
ma è un qualcosa di alienante
e di asettico; e poi ancora i
décollage di Mimmo Rotella
che celebra sia la diva per
eccellenza, Marylin Monroe,
sia la più celebre e più
pornostar italiana, Moana
Pozzi, un‘opera della serie
Great American Nudes di Tom
Wesselmann che, all’inizio
degli anni ’60 conquistò
l’immaginario collettivo con
la rappresentazione di nudi
femminili realizzati con
colori forti e a tinte piatte,
di chiara derivazione
matissiana, dando vita a
immagini al tempo stesso
fredde e sensuali,
concentrandosi su particolari
anatomici ingigantiti. In
questa sezione sono presenti
anche opere di giovani artisti
e uno spaccato su realtà
storico culturali extra
occidentali, come l’estremo
oriente, dove l’immagine
della donna assume un valore
ulteriormente nuovo.
La terza sezione ci presenta
la donna nella fotografia
contemporanea. Qui sono
esibiti la seduzione e il
sesso. Dal genio creativo di
Man Ray, nelle cui opere il
corpo femminile diventa
territorio di scoperta e
sperimentazione di tecniche
agli scatti di David
Lachapelle che sceglie la
trasgressione e i toni
provocatoriamente grotteschi
per criticare la vacuità e
l’edonismo propri della
società contemporanea; dal
dinamismo avanguardista di
Alexander Rodchenko
all’intenso realismo di Nan
Goldin, capofila della
fotografia istantanea, che
considera l’obiettivo come
una parte integrante del
proprio corpo, in grado di
registrare spaccati di vita
quotidiani descritti senza
filtri e censure.
Infine nella quarta sezione un
omaggio alla giovane creatività
italiana al femminile con
l’opera di 15 giovani
artiste che propongono
un’ulteriore riflessione
sulla condizione della donna:
dal continuo dialogo tra sé
stessa e il mondo esterno di
Donatella Spaziani alla
fotografia intesa come
dimensione estetica di
Alessandra Spranzi,
dall’universo in bilico tra
sogno e realtà delle
installazioni di Anna
Galtarossa alla fuga dalle
incombenze domestiche
testimoniate da un video di
Elizabeth Aro.
Molto ricco si presenta il
programma degli eventi
collaterali che comprende
visite guidate alla mostra, al
Castello Femminile di Beatrice
d’Este, al Museo
Internazionale del Museo della
Calzatura e della Tecnica
Calzaturiera sito nelle ex
scuderie ducali del Castello,
prima ed unica istituzione
pubblica in Italia dedicata
alla storia e all’evoluzione
della scarpa come indumento e
oggetto di design e moda.
INFORMAZIONI UTILI
Il catalogo, curato da Luca
Beatrice, con contributi
critici di Beatrice Buscaroli,
Maurizio Sciaccaluga, Laura
Carcano, è edito da Umberto
Allemandi & C.
Biglietti: euro 5,00
intero; euro 3,00 ridotto. Nel
biglietto è compreso
l’ingresso
al Museo Internazionale della
Calzatura
Biglietteria Museo della
Calzatura, dal martedì alla
domenica dalle
ore 10,00 alle ore 13,00
Tel. 0381-693952
musei_civici@comune.vigevano.pv.it
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