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Aggiornato il 08 febbraio  2007 h. 00.37

RIPARTE IL CALCIO, DOPO LE MISURE DEL GOVERNO
Il Consiglio dei Ministri ha affrontato il tema della violenza connessa alle manifestazioni calcistiche, rinnovando il proprio cordoglio per la morte dell’ispettore Filippo Raciti. Questo tragico evento ha fatto emergere nella coscienza civile la richiesta di voltare pagina, con una energica e rigorosa opera di prevenzione e repressione di comportamenti particolarmente violenti che, in spregio degli ideali sportivi, hanno drammaticamente connotato gli incontri di calcio con episodi di inaccettabile guerriglia urbana. Il Governo quindi ha deciso un immediato intervento normativo, recependo anche l’invito espresso dal Capo dello Stato e dal Parlamento; il decreto-legge prevede in particolare:
- partite a porte chiuse per gli impianti non ancora a norma;
- divieto di vendita in blocco di biglietti per i tifosi in trasferta;
- reclusione da uno a quattro anni per chi lancia o utilizza negli stadi o nelle immediate adiacenze razzi, bengala, petardi, fumogeni, bastoni od oggetti contundenti; la pena è aumentata in caso di danni alle persone e di sospensione della partita;
- reclusione da sei mesi a tre anni e multa da 500 a 2000 euro per chi viene trovato in possesso dei predetti mezzi atti a offendere;
- l’ambito della flagranza ampliato a 48 ore per i delitti sopra illustrati;
- applicabilità delle misure di prevenzione (anche patrimoniali) anche a persone indiziate di aver agevolato manifestazioni di violenza;
- reclusione da cinque (anziché tre) a quindici anni per il reato di violenza a pubblico ufficiale commesso da gruppi con armi o mezzi atti a offendere;
- inasprimento del divieto per le società sportive di corrispondere agevolazioni a soggetti condannati o associazioni di cui fanno parte i medesimi soggetti (la sanzione amministrativa sarà da 20mila a 100mila euro);
- snellimento delle procedure per adeguare gli impianti.
Ulteriori misure di prevenzione sono state adottate con un separato disegno di legge, tra cui l’organizzazione di iniziative .per promuovere nelle scuole i valori della cultura sportiva, la redazione di un codice di autoregolamentazione per le trasmissioni televisive e radiofoniche di avvenimenti calcistici e relativi commenti e l’abbassamento a 7.500 spettatori della soglia minima sancita nelle norme di sicurezza dei decreti Pisanu.

MESSAGGIO DI PANCALLI: "DOMENICA SI GIOCA SAREBBE UN ERRORE CEDERE ALLA VIOLENZA"


Roma 07/02/2007

Di fronte ai provvedimenti antiviolenza presi dal Governo nel decreto legge varato oggi, il commissario straordinario della FIGC Luca Pancalli ha deciso di far ripartire dal prossimo fine settimana anche i campionati professionistici di serie A, B e C, nel pieno rispetto delle nuove misure di sicurezza.
Da domani riprendono le attività di competenza della Lega Dilettanti, del Settore giovanile e scolastico, del calcio a 5 e di quello femminile.
Venerdì prossimo, Pancalli interverrà alla riunione del Comitato Esecutivo della Uefa per illustrare personalmente la situazione e dare assicurazioni dopo le norme antiviolenza decise dal Consiglio dei Ministri.
In serata, dopo le decisioni prese dal Governo, il Commissario straordinario Pancalli, accompagnato dai vice Coccia e Riva, ha incontrato i giornalisti nella Sala del Consiglio federale di Via Allegri e ha rilasciato la seguente dichiarazione:
"Venerdì scorso, dopo i tragici fatti di Catania successivi alla morte dell'Ispettore Raciti, ho deciso di bloccare tutto il calcio, compreso le Nazionali per la prima volta nella storia, rispondendo alla mia coscienza e alla coscienza di tutti certo di interpretare il sentimento comune di tutti gli italiani: Quella sera ho detto che non avrei mai dato l'ok alla riapertura delle attività se non in presenza di interventi seri, severi, drastici, atti ad impedire il ripetersi di fatti così tragici.
Ora ringrazio il Governo per l'impegno e la tempestività con la quale è intervenuto ed esprimo soddisfazione per i provvedimenti assunti - le nuove norme di sicurezza - sia per quelli con effetto immediato sia per quelli di natura programmatica. Ritengo che ora sarebbe un errore non ripartire, sarebbe un errore non raccogliere, pur partendo da fatti tragici, la spinta positiva scaturita in questi giorni di grande riflessione, di approfondimenti, di presa di coscienza del livello di criticità che avevamo raggiunto.
Non si può adesso cedere ai violenti. La risposta deve essere una e una sola per tutto il mondo del calcio: per questo motivo la Federazione decide di far ripartire il campionato di calcio professionisti, di serie A, B e C sin da prossimo fine settimana nel pieno e totale rispetto dei contenuti del decreto legge. Come sapete, ho già annunciato che domani riparte l'attività della Lega Dilettanti, del Settore giovanile, del calcio a 5 e del calcio femminile. Spetta ora all'Osservatorio permanente fare la mappatura degli stadi e decidere in quali si potrà giocare con il pubblico e dove si dovrà giocare a porte chiuse. Lo sapremo domani, dopo la riunione dell'Osservatorio che si terrà al Viminale: sarà comunque un lavoro soggetto a mutamenti in corso d'opera.
Vi comunico anche che questa mattina ho ritenuto opportuno telefonare e parlare con il presidente della Uefa Michel Platini con il quale ho avuto un lungo colloquio; gli ho chiesto espressamente di essere invitato venerdì prossimo in occasione della riunione del Comitato Esecutivo Uefa per illustrare personalmente la situazione scaturita nel Paese e i provvedimenti presi - in modo da rassicurare l'organismo internazionale - circa l'azione seria, concreta, anti violenza assunta in Italia. Platini è stato d'accordo e quindi venerdì sarò a Nyon per parlare direttamente all'Esecutivo.
L'appello da ultimo che mi sento di lanciare, e questo lo faccio con grande serenità da uomo di sport, e che mi sento di rinnovare a milioni di appassionati di calcio e di tifosi, è quello di vivere con grande equilibrio questo difficile momento. Nel contempo mi sento di lanciare ai nostri tesserati tutti, dirigenti, calciatori, allenatori, un appello alla moderazione, ad assumere atteggiamenti responsabili come la situazione d'emergenza che stiamo vivendo richiede. Credo che non si debba perdere questa occasione per voltare definitivamente pagina". 

Fonti: Redazione + agenzie governative


03 febbraio  2007 h. 11.37
Violenza
TRAGEDIA A CATANIA PANCALLI FERMA IL CALCIO: STOP A TUTTI I CAMPIONATI E ALLE GARE DELLE NAZIONALI





Roma 03/02/2007 - "Sospensione dei campionati di ogni ordine e grado fino a nuova determinazione": con queste parole contenute all'interno di un comunicato ufficiale, il Commissario straordinario della Federcalcio Luca Pancalli ha fermato il calcio, dopo l'ennesimo episodio di violenza nella tragica notte di Catania dove ha perso la vita un poliziotto di 38 anni e centinaia sono i feriti.
Durissima la presa di posizione del Commissario straordinario della Figc, Luca Pancalli, che ha subito disposto il blocco di tutto il calcio, dalla serie A ai Campionati della Lega Dilettanti, del Settore Giovanile e ha annullato le due gare amichevoli della Nazionale e dell'Under 21.
"Ho disposto lo stop di tutte le attività - ha dichiarato Pancalli - il calcio in Italia si ferma. Ora basta, veramente basta. Non si può morire a 38 anni per una partita di pallone. Questo non è sport, sono d'accordo con il presidente del Coni Petrucci e con tutte le componenti del calcio e abbiamo bloccato tutto".
Un segnale forte, inevitabile dopo la follia che si è consumata all'interno del derby siciliano, e che Pancalli ha accompagnato con parole dure: "Una giornata non è sufficiente dopo quello che è successo. Proprio per questo lunedì parteciperemo ad un tavolo d'emergenza al quale interverranno il ministro per lo Sport Giovanna Melandri, il ministro degli Interni Giuliano Amato e probabilmente dovrebbe partecipare anche il Presidente del Consiglio Romano Prodi. In questo tavolo verranno decise misure straordinarie altrimenti non si può ripartire. In ogni caso senza misure drastiche non si riparte. Il campionato si ferma a tempo indeterminato".
Il Commissario straordinario della Figc ha appreso la notizia dei tragici episodi di Catania dalla televisione ed è immediatamente tornato nella sede della Figc, dove sono stati riaperti e mobilitati gli uffici fino a tarda notte.
Anche il vice commissario della Figc Riva ha espresso il suo sgomento per questo ennesimo episodio di violenza: "Il segnale più importante lo deve dare la maglia azzurra. Questa è la vera sconfitta del calcio italiano. Come fai a spiegare ai familiari di quell'uomo in servizio che non c'è più? Pancalli ha dato un segnale forte e oltre questo non possiamo andare. Sarebbe stato assurdo fermare il campionato e dare poi domani le convocazioni per l'amichevole della Nazionale".

Il calcio si stringe attorno alla famiglia del poliziotto morto e, a partire dal presidente della Lega Matarrese, sono tutti d'accordo sullo stop ai campionati. "Per tutti noi è un momento terribile - afferma Matarrese - mai come in questo momento il calcio deve interrogarsi e riflettere sul proprio futuro. Un'emergenza così il calcio italiano non l'aveva mai vissuta".
Per il presidente dell'Assocalciatori Sergio Campana il calcio dovrebbe
fermarsi addirittura per un anno. "Noi da tempo - ha dichiarato Campana -stiamo denunciando aggressioni settimanali contro i giocatori perchè perdono una partita: vuol dire che c'è una cultura sbagliata intorno al calcio".

 

Violenza
TRAGEDIA A CATANIA PANCALLI FERMA IL CALCIO: STOP A TUTTI I CAMPIONATI E ALLE GARE DELLE NAZIONALI





Roma 03/02/2007 - "Sospensione dei campionati di ogni ordine e grado fino a nuova determinazione": con queste parole contenute all'interno di un comunicato ufficiale, il Commissario straordinario della Federcalcio Luca Pancalli ha fermato il calcio, dopo l'ennesimo episodio di violenza nella tragica notte di Catania dove ha perso la vita un poliziotto di 38 anni e centinaia sono i feriti.
Durissima la presa di posizione del Commissario straordinario della Figc, Luca Pancalli, che ha subito disposto il blocco di tutto il calcio, dalla serie A ai Campionati della Lega Dilettanti, del Settore Giovanile e ha annullato le due gare amichevoli della Nazionale e dell'Under 21.
"Ho disposto lo stop di tutte le attività - ha dichiarato Pancalli - il calcio in Italia si ferma. Ora basta, veramente basta. Non si può morire a 38 anni per una partita di pallone. Questo non è sport, sono d'accordo con il presidente del Coni Petrucci e con tutte le componenti del calcio e abbiamo bloccato tutto".
Un segnale forte, inevitabile dopo la follia che si è consumata all'interno del derby siciliano, e che Pancalli ha accompagnato con parole dure: "Una giornata non è sufficiente dopo quello che è successo. Proprio per questo lunedì parteciperemo ad un tavolo d'emergenza al quale interverranno il ministro per lo Sport Giovanna Melandri, il ministro degli Interni Giuliano Amato e probabilmente dovrebbe partecipare anche il Presidente del Consiglio Romano Prodi. In questo tavolo verranno decise misure straordinarie altrimenti non si può ripartire. In ogni caso senza misure drastiche non si riparte. Il campionato si ferma a tempo indeterminato".

Il sito internet del Catania Calcio a lutto


Il Commissario straordinario della Figc ha appreso la notizia dei tragici episodi di Catania dalla televisione ed è immediatamente tornato nella sede della Figc, dove sono stati riaperti e mobilitati gli uffici fino a tarda notte.
Anche il vice commissario della Figc Riva ha espresso il suo sgomento per questo ennesimo episodio di violenza: "Il segnale più importante lo deve dare la maglia azzurra. Questa è la vera sconfitta del calcio italiano. Come fai a spiegare ai familiari di quell'uomo in servizio che non c'è più? Pancalli ha dato un segnale forte e oltre questo non possiamo andare. Sarebbe stato assurdo fermare il campionato e dare poi domani le convocazioni per l'amichevole della Nazionale".

Il calcio si stringe attorno alla famiglia del poliziotto morto e, a partire dal presidente della Lega Matarrese, sono tutti d'accordo sullo stop ai campionati. "Per tutti noi è un momento terribile - afferma Matarrese - mai come in questo momento il calcio deve interrogarsi e riflettere sul proprio futuro. Un'emergenza così il calcio italiano non l'aveva mai vissuta".
Per il presidente dell'Assocalciatori Sergio Campana il calcio dovrebbe
fermarsi addirittura per un anno. "Noi da tempo - ha dichiarato Campana -stiamo denunciando aggressioni settimanali contro i giocatori perchè perdono una partita: vuol dire che c'è una cultura sbagliata intorno al calcio".

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