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Foibe: l’Italia celebra il ”Giorno del Ricordo”

Il 10 febbraio l’Italia celebra il “Giorno del Ricordo”, in memoria delle migliaia di vittime delle foibe e delle drammatiche vicende che hanno interessato il confine nord-orientale subito dopo la fine della seconda guerra mondiale.
In occasione di questa ricorrenza, il Governo ha deciso di ricostituire il Tavolo di coordinamento con le associazioni di esuli fiumani, istrani e dalmati, all’interno della cornice normativa fissata dalla legge n. 92/2004 che, oltre ad istituire il “Giorno del Ricordo”, ha stabilito la concessione di un riconoscimento ai congiunti delle vittime delle foibe.
Il prossimo 20 febbraio il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Enrico Letta, presiederà la prima riunione del Tavolo di coordinamento tra Governo e associazioni di esuli per esaminare insieme e affrontare le problematiche ancora irrisolte a oltre sessant’anni dell’esodo giuliano-dalmata dall’ex Jugoslavia. Nel sud ovest Milano, a Buccinasco, giovedì 8 febbraio scorso
 presso la Cascina Robbiolosi è tenuto un incontro pubblico per celebrare il “Giorno del Ricordo” in memoria dei martiri delle Foibe e degli oltre 350.000 nostri connazionali costretti all’esodo dalle italianissime terre di Istria Fiume e Dalmazia dopo il Trattato di Parigi del 10 febbraio 1947.
 
L’incontro organizzato dai Comuni di Buccinasco, Cesano Boscone, Corsico e Trezzano sul Naviglio è stato promosso in collaborazione con il “Comitato 10 febbraio”.
“Finalmente – dice Fabio Raimondo, portavoce del Comitato – dopo troppi decenni di oblio il Parlamento italiano con la legge 30 marzo 2004 n. 92 ha istituito la “Giornata del Ricordo”, restituendo così dignità alla memoria delle migliaia di italiani trucidati barbaramente sul confine orientale e dei 350.000 connazionali costretti all’esilio dalle terre natie di Istria, Fiume e Dalmazia per sfuggire alla repressione dei partigiani del Maresciallo Tito e alla sistematica pulizia etnica attuata nei confronti dei cittadini italiani”.
“Tra pochi giorni – conclude Raimondo – la Repubblica Italiana celebrerà ufficialmente questa ricorrenza, e questa dovrà essere l’occasione per dimostrare che la storia non può e non deve essere strumento di lotta politica, ma parte integrante della cultura e della tradizione di un popolo, senza amnesie né colpevoli dimenticanze”.

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