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Bullismo, Ministero: nelle prime 24 ore 1.150 telefonate al Numero Verde

In 24 ore sono state 1.150 le persone che si sono rivolte alle 10 linee del Numero Verde 800 66 96 96, istituito dal Ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni all’interno del pacchetto delle iniziative per la prevenzione e la lotta al bullismo nelle scuole. Grazie anche alla visibilità che la campagna “Smonta il bullo” ha avuto sui mass media, gli operatori sono stati letteralmente sommersi dalle telefonate.

Molte le richieste di informazioni da parte di genitori, docenti, studenti e dirigenti scolastici, ma numerose anche le denunce circostanziate che il team di operatori, composto da esperti in psicologia giuridica e personale del Ministero della Pubblica Istruzione sta raccogliendo per raccordarsi al meglio con i Forum delle Associazioni professionali dei docenti e dei dirigenti scolastici, dei genitori e degli studenti e con gli organi competenti sul territorio e la Polizia di Stato.

Delle 1.150 telefonate arrivate, 326 sono state quelle degli insegnanti, 102 dei dirigenti scolastici, 105 dei familiari e 617 degli studenti.
Nel 37% dei casi sono stati denunciati episodi persistenti di bullismo a fronte di un 25% di situazioni sporadiche. Il 24% degli utenti ha invece chiesto informazioni sulle sanzioni previste.

“L’impressione che abbiamo avuto” – racconta Laura Volpini dell’Università “La Sapienza”, coordinatrice della task force del Numero Verde – “è che stiano emergendo delle situazioni che prima non venivano denunciate per molte ragioni. Ci ha stupito soprattutto il numero di giovani e giovanissimi che, con molto imbarazzo e superando la diffidenza iniziale, hanno raccontato episodi accaduti nelle loro classi.”
"Bullismo, teppismo, violenza, guerriglia, atti di vera e propria barbarie giovanile: qualsiasi azione di contrasto rischia di rimanere incompiuta se non la affiancheremo con una vera e propria offensiva educativa per i nostri giovani": è quanto ha dichiarato oggi il ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni presentando al ministero la campagna nazionale contro il bullismo. Le lineee di indirizzo del ministro sono contenute in una Direttiva di 13 pagine inviata a tutte le scuole ma che è anche il frutto del lavoro di proposta che le stesse scuole hanno fatto arrivare in questi mesi. "La scuola – scrive Fioroni – è il terminale ultimo su cui convergono tensioni e dinamiche che hanno origine complessa nel nostro sistema sociale, compreso il bullismo, e rappresenta una risorsa fondamentale, l’istituzione preposta a mantenere un contatto non episodico ed eticamente strutturato con i giovani"

"Presentiamo questo Piano mentre sono in corso i funerali di Filippo Raciti – ha aggiunto Fioroni – . Prima di fermare il campionato dobbiamo fermare una mentalità, la stessa che entra e devasta gli stadi come le scuole. E questa mentalità dobbiamo fermarla subito".

SMONTA IL BULLO: CON CHI
Nessun Piano può sostituire l’impegno quotidiano di insegnanti, alunni e personale scolastico
Fioroni sottolinea nella Direttiva che "per prevenire e contrastare efficacemente fenomeni di bullismo, di violenza fisica o psicologica che vedono protagonisti una parte dei bambini e degli adolescenti, si deve sostenere e valorizzare il ruolo degli insegnanti, dei dirigenti scolastici e di tutto il personale tecnico ed ausiliario che, quotidianamente e senza "fare notizia", svolgono un’azione meritoria ed impegnativa per la realizzazione della funzione educativa che ciascuna istituzione scolastica autonoma è chiamata ad assolvere nel tessuto sociale in coerenza ai principi ed ai valori comuni della Costituzione italiana.

COME
E’ alla singola scuola che spetta ricercare la strategia più idonea ed efficace nell’azione di educazione alla cittadinanza e di prevenzione del disagio, che potrà trovare espressione nel Piano dell’Offerta Formativa, documento fondamentale delle scuole autonome. A livello nazionale saranno previste:

1. Campagna di comunicazione differenziata rivolta agli studenti, ai dirigenti scolastici, ai docenti, al personale ATA e alle famiglie, che preveda azioni mirate per ogni ordine e grado di scuola, e che coinvolga stampa, radio e televisione.

Scuola dell’infanzia e scuola primaria
Rai, poster, editoria per i bambini: valorizzazione ed ampliamento delle finestre già presenti in alcuni programmi Rai finalizzate al riconoscimento, alla verbalizzazione ed espressione di sentimenti anche negativi; poster da affiggere all’interno delle scuole, che contengano immagini-messaggio particolarmente adatte e facilmente decodificabili dai più piccoli o realizzati da loro stessi; sensibilizzazione e possibile collaborazione con l’editoria rivolta ai bambini.

Scuola secondaria di primo e secondo grado
Portale dedicato, altri portali web, testimonial e tv: realizzazione di un portale internet, in collaborazione con scuole, studenti e consulte; messa in onda di spot televisivi e radiofonici scelti tra quelli elaborati dalle scuole; coinvolgimento dei portali WEB maggiormente frequentati dai giovani nella campagna di comunicazione; coinvolgimento di testimonial contro il bullismo e promozione di apposite iniziative nel palinsesto televisivo.

2. Un Osservatorio permanente in ogni Regione istituiti con fondi appositi presso gli Uffici Scolastici Regionali, con il compito di lavorare in stretta collaborazione con le istituzioni locali per la realizzazione di attività e per la valorizzazione del patrimonio di buone pratiche e di competenze che si sono sviluppate nel territorio. Garantiranno inoltre la rilevazione e il monitoraggio costante del fenomeno, il collegamento con le diverse istituzioni che si occupano di educazione alla legalità e la verifica delle attività svolte dai vari soggetti. Cureranno e favoriranno infine la promozione e il monitoraggio dei percorsi di informazione e aggiornamento destinati alle diverse componenti della comunità scolastica.

3. Numero verde nazionale 800 66 96 96:
Come funziona: 10 postazioni di ascolto seguite da una task force di esperti (psicologi, insegnanti, genitori e personale del ministero) e attivo dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 19: a questo numero si possono segnalare casi, chiedere informazioni generali sul fenomeno e su come comportarsi in situazioni critiche. Verrà messo a punto un database centralizzato per: garantire l’archiviazione e la riservatezza delle informazioni classificate; consentire l’elaborazione di statistiche tramite le quali migliorare le azioni in corso; effettuare interventi mirati e tempestivi.

4. Sito internet www.smontailbullo.it: sarà il punto di raccordo, di raccolta e divulgazione delle informazioni utili provenienti dagli osservatori e dagli operatori del numero verde, nonché una vetrina per le azioni e le campagne promosse dalle scuole

5. Sanzioni: attenzione e severità ma soprattutto percorsi di recupero
A) Le sanzioni disciplinari hanno una funzione educativa, come previsto dallo Statuto delle studentesse e degli studenti del 1998.
B) Anziché espellere lo studente, trasferendo il problema alle famiglie, alla strada o a un’altra scuola, si cerchi di responsabilizzare lo studente.
C) I regolamenti disciplinari delle scuole affrontino "le questioni connesse con il bullismo con specifica attenzione e severità". Si raccomanda che le sanzioni siano "eque, tempestive e proporzionate alla gravità" delle azioni".
D) La sospensione deve durare non più di 15 giorni. La deroga è possibile in due casi di particolare gravità: quando siano stati commessi reati e quando ci sia pericolo per l’incolumità delle persone: qui lo Statuto riconosce la possibilità di ricorrere ad un "rimedio estremo" e la durata dell’allontanamento (comma 9) "è commisurata alla gravità del reato ovvero al permanere della situazione di pericolo".
E) Si semplificheranno le procedure per le sanzioni disciplinari agli studenti ma si studieranno sanzioni che non si limitino ad allontanare i giovani dalla scuola, circostanza sempre pericolosa per la crescita e lo sviluppo della persona, ma offrano percorsi educativi di recupero.

6. Mezzi di comunicazione e reti informatiche
Il Ministero promuoverà una serie di azioni tese ad educare gli studenti sul corretto utilizzo della rete internet e delle nuove tecnologie, con particolare attenzione all’acquisizione di un utilizzo critico e competente degli strumenti di comunicazione e di intrattenimento e all’esigenza di far acquisire agli studenti il significato e il rispetto del diritto alla privacy propria e altrui.
Si promuoverà inoltre una campagna di comunicazione volta a sensibilizzare i genitori alla scelta dei videogiochi ponendo attenzione alla classificazione PEGI, il codice di autoregolamentazione adottato su scala europea dalle ditte produttrici di videogame.
In collaborazione con il Ministero delle Comunicazioni e il comitato "Tv e minori" si promuoveranno infine delle iniziative informative sul codice "Internet e minori" e un tavolo con le emittenti televisive e le principali case di produzione cinematografiche e televisive per contenere il fenomeno della violenza in tv e offrire occasioni di riflessione e discussione.

CYBERBULLISMO, la nuova frontiera della prevaricazione
"E’ il "cyberbullying" – scrive Fioroni – "la nuova forma di prevaricazione, che non consente a chi la subisce di sfuggire o nascondersi e coinvolge un numero sempre più ampio di vittime, è in costante aumento e non ha ancora un contesto definito. Ciò che appare rilevante è che oggi non è più sufficiente educare a decodificare l’immagine perché i nuovi mezzi hanno dato la possibilità a chiunque non solo di registrare immagini ma anche di divulgarle. Di conseguenza la prevenzione ed il contrasto al bullismo sono azioni "di sistema" da ricondurre nell’ambito del quadro complessivo di interventi e di attività generali. Uno strumento insostituibile e centrale per affrontare questi fenomeni è lo studio delle materie curricolari che fornisce agli studenti le capacità per una decodifica approfondita della realtà insieme alla proposta di attività strutturate e coerenti con il percorso di formazione. Il valore educativo dell’esperienza scolastica, infatti, comprende e supera la sola acquisizione di conoscenze e competenze".

VIDEOGIOCHI: non sono solo violenza. Il videogioco è uno strumento e come tale può essere anche strumento didattico con valore artistico ed educativo e quindi un’opportunità: durante la conferenza stampa è stata firmata un’intesa in questo senso con l’Associazione Editori Software Videoludico Italiana.

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