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Cesano, S. Bellintani, Lega Nord: “ La crisi politica c’è ed è un dato di fatto!”

Ultimo aggiornamento il 22 Febbraio 2007 – 0:33

(mi-lorenteggio.com) 22 febbraio 2007 – Durante un faccia a faccia con Bellintani, avvenuto nei giorni scorsi,  abbiamo dialogato con lui dei recenti fatti avvenuti in Consiglio Comunale e delle reazioni dell’opposizione alle dimissioni di Zucchelli e alla nomina del nuovo consigliere di Rifondazione.

Domanda –  Come giudica l’intervento del nuovo Consigliere di Rifondazione? Visto che è ha espresso una linea politica "clonata" da Zucchelli, da quanto si evince dal discorso della sua presentazione, lo vedete più come un alleato o come un "nemico" del vs "nemico"?

Risposta – In effetti la situazione che si è venuta a creare nel corso dell’ultimo Consiglio è veramente paradossale, per non dire ridicola. Rifondazione si è presentata con il subentrante Leonardi riproponendo pari-pari le parole di Zucchelli ovvero dando degli incapaci a sindaco e giunta, insultando l’intera maggioranza e i DS in particolare, ma soprattutto confermando la scelta del partito a livello locale di uscire dalla coalizione che governa Cesano. A fronte di simili strali, però, ci trovavamo di fronte l’assessore Fontanella che di fatto sosteneva ogni tesi del compagno Zucchelli-Leonardi, restando ben saldo al suo posto senza pronunciare una sola parola benché chiamato esplicitamente a pronunciarsi dal sottoscritto circa le gravi dichiarazioni ribadite in Consiglio. Tra reazioni sdegnate come quelle del capogruppo dei DS, Erasmi, e i vari tentativi da “pompieri” che si succedevano tra le fila della maggioranza per cercare di sminuire l’accaduto, comprese quelle di altri esponenti sempre dei DS che quindi apparivano non in linea con il loro capogruppo, avevamo di fronte un vero e proprio clone di Zucchelli. Al di là degli obiettivi sottesi a questa scelta, sempre che ce ne siano, riproporre “tout court” la linea di Zucchelli ritengo che non abbia fatto fare una gran figura a Rifondazione. Né verso i cittadini presenti in aula, né verso gli alleati di centrosinistra, né, ovviamente, verso di noi. Capisco che Leonardi non potesse permettersi di fare scena muta come l’assessore, tuttavia, vista la vicinanza col Carnevale, almeno avrebbero potuto “camuffare” un po’ di più l’intervento. Ora cosa dobbiamo aspettarci? Se la linea di sindaco e giunta, contrariamente a quanto auspicato da Rifondazione, non dovesse cambiare direzione, cosa succederà? Nuove dimissioni con l’arrivo in Consiglio di un nuovo clone? Una nuova scena muta di Fontanella? L’iniziativa politica di Rifondazione, e tengo a sottolineare “politica”, più che incoerente, sinceramente la reputo di basso profilo. In Consiglio pareva che non sapessero che pesci pigliare. Politicamente parlando, più che un’iniziativa seria, quella dell’altra sera assomigliava ad una messa in scena; peraltro mal pensata e maldestramente realizzata. In tutta sincerità, senza voler insegnare nulla a nessuno: o non sollevavano il problema in questo modo, oppure, a mio modesto avviso, prendevano una posizione diversa, sconfessando pubblicamente Zucchelli; così come hanno voluto agire, mi pare che abbia poco senso. Non so se Rifondazione è un “nemico” del nostro “nemico”. Sinceramente penso che rientreranno nei ranghi. Di sicuro non è e non potrà mai essere un nostro alleato; sarebbe più probabile un’invasione degli extraterrestri. E ritengo che la cosa risulti vicendevole.

D. Le risposte del sindaco e l’assessore sono state soddisfacenti o non vi hanno soddisfatto per nulla? La crisi c’è o non c’è? Politicamente, il sindaco è messo come Prodi con il pungolo di Rifondazione, come è stato chiamato in Consiglio Comunale?

R. La risposta di Fontanella non può non soddisfarci perché non c’è stata. Diciamo che ci soddisfa il fatto che non abbia risposto. Significa che da una parte condivide la linea del suo partito a livello locale e quindi ritiene di avere affianco un sindaco e dei colleghi assessori quantomeno poco attenti alle istanze di Rifondazione, per non dire “incapaci” come ha dichiarato Zucchelli, e dall’altra di non voler rinunciare al proprio posto in giunta. Potremmo dire che è disposto ad esporsi a simili figuracce per il bene del “suo” partito; in particolare, del suo partito su scala extracomunale-provinciale. Evidentemente Zucchelli ha fatto una scelta opposta; staremo a vedere chi ha ragione.
Per quanto riguarda il sindaco, tra scontate dichiarazioni di apertura e buona volontà per cercare di ricomporre lo strappo, direi che la cosa meritevole di sottolineatura è una: il fatto che abbia tenuto a precisare che il gruppo di Rifondazione in Consiglio vale un solo voto. Come dire che la maggioranza permarrebbe comunque. Anche in questo caso staremo a vedere se il Sindaco andrà avanti per la sua strada, come ha implicitamente dichiarato con la sua inequivocabile precisazione, oppure se cederà alle richieste di Rifondazione. D’altro canto la coalizione “forzata” di centrosinistra, come la chiamo io, ha avuto diversi problemi anche a livello locale, in molte altre occasioni, in molti altri territori d’Italia. E non vedo come potrebbe essere altrimenti. Nello specifico, sarà un caso, ma spessissimo i problemi nascono dalle frange dei cosiddetti nostalgici del comunismo. Anzi, potremmo dire che in questo caso i problemi sono indotti da diatribe che si riverberano sulla nostra Amministrazione, tra omologhi del centrosinistra e nostalgici del comunismo a livello provinciale che necessitano di mettere sul piatto i 1.500 voti di Rifondazione a Cesano; ovviamente, senza tralasciare l’assessorato di Fontanella. Il parallelismo con quanto accade a Roma non appare quindi così avulso dalla nostra realtà. D’Avanzo come Prodi? Quantomeno sotto il profilo estetico non so quanto possa fare piacere al nostro sindaco un simile accostamento. Battutacce a parte, la crisi è politica e sta nei fatti; anche se in termini numerici, proprio come ha detto il sindaco, non sussistono ancora problemi; problemi di natura tecnica, evidentemente.

D. Pertanto permane la vs richiesta di dimissioni del sindaco che avete chiesto sia con il cartello che in sede consigliare? O aspettate il bilancio, come hanno suggerito dalla maggioranza, che sarà la prova del nove in merito all’esistenza reale della crisi?

R. Ciascuno fa il proprio dovere e cerca d’intraprendere iniziative politiche coerenti con le proprie finalità. Come praticamente tutti i partiti che compongono il centrosinistra, l’altra sera, hanno cercato di sminuire l’accaduto, noi riteniamo opportuno e fondato indurre il sindaco ad una riflessione circa la composizione della compagine che lo sostiene. La stessa con la quale ha sottoscritto un programma ed un patto politico che è stato sottoposto agli elettori. A quanto pare, ora la situazione sta cambiando. E’ quindi doveroso, da parte nostra, far risaltare e rendere pubblica la questione che ha un’evidente portata politica.
Se per crisi s’intende “crisi politica”, questa c’è ed è un dato di fatto. Basterebbe rileggere l’intervento di Leonardi. Quindi, posto che numericamente la maggioranza persisterebbe malgrado l’eventuale ed improbabile defezione di RC, per quanto attiene ad eventuali “prove del nove” circa la permanenza di Rifondazione nell’attuale compagine, io direi che la vera scadenza non è il Bilancio, ma sono le elezioni amministrative della prossima primavera. Dopo le elezioni, ovvero dopo essere riusciti ad imporre un paio di candidati sindaco di RC a livello provinciale, e magari con il supporto dei risultati conseguiti in termini di voti, i “compagni cesanesi” potrebbero anche pensare ad una fuoriuscita. Io non credo; però è una possibilità molto meno remota rispetto al passato.

D. Come vede il futuro della politica cesanese: rosa o nero?

R. Sinceramente, al di là del significato politico, il fatto che Rifondazione resti all’interno della compagine di centrosinistra o ne fuoriesca non credo che comporti per i cesanesi né un miglioramento, né un peggioramento. Tecnicamente, ci sono i numeri per continuare come se nulla fosse. Limitandomi alla nuova Finanziaria, più che altro non vedo rosa per i cittadini di Cesano a causa del governo centrale che induce le Amministrazioni comunali a maggiori prelievi nei loro confronti, su più fronti.

D. Il piano cimiteriale non lo avete votato e per protesta siete usciti insieme a tutti i consiglieri dell’opposizione. Perchè? Perchè, inoltre, visto la materia complessa, non avete avuto gli allegati? E’ una forma di ostruzionismo? Può un consigliere non avere gli allegati?

R. Per lo stesso motivo, abbiamo abbandonato l’aula già altre volte. E’ come dire: avete ritenuto di non volerci informare adeguatamente su di una questione così delicata? Bene, votatevela da soli. Non è la prima volta che il materiale ci perviene solo all’ultimo momento ed in modo incompleto. E quindi abbiamo ritenuto di esprimere il nostro dissenso anche in questa occasione.
E’ chiaro che la documentazione è a nostra disposizione presso gli uffici comunali. Si tratta di un principio democratico; deve essere disponibile per legge. Vorrei tuttavia ricordare che si era giunti ad un accordo. A seguito delle nostre precedenti proteste, ci era stato detto che almeno i capogruppo avrebbero sempre ricevuto il materiale più esaustivo possibile per consentire comunque a ciascun partito di fare le proprie valutazioni. Inoltre vorrei aggiungere che la scelta di cosa sia o meno opportuno trasmettere, per rendere esaustiva la comunicazione, è a totale discrezione di chi governa; anche questo fa parte della normale democrazia.
Talvolta gli allegati non rappresentano delle semplici appendici accessorie, quasi totalmente prive d’importanza, ma delle vere e proprie informazioni complementari senza le quali la lettura dei documenti principali potrebbe risultare lacunosa. Infine occorre anche dire che vorremmo sapere per tempo che esistono degli allegati da prendere in considerazione. Se questa informazione ci giunge all’ultimo momento, per noi risulta comunque difficile prenderne visione in modo e tempi adeguati.
La questione del nuovo cimitero ci interessa molto e come dice lei è molto complessa. Si tratta di un’opera il cui progetto è stato visto e rivisto più volte. Peraltro è stata consegnata nelle mani della cooperativa rossa “di turno” che la gestirà per i prossimi 30 anni. Vien da sé che vorremmo essere messi nelle migliori condizioni possibili per poter valutare l’operato della giunta.

D. Da nostre fonti molto attendibili, alcuni esponenti della sinistra radicale e riformista cesanese stanno facendo sondaggi in giro per vedere chi sarebbe disponibile ad impegnarsi attivamente per la costituzione di un comitato apolitico contro il progetto e contro la costruzione del nuovo comune? Come vede questa ipotesi e quali considerazioni in merito?

R. Per quanto mi riguarda, ritengo che la sinistra radicale e i riformisti di Cesano dispongano già dei modi e degli strumenti per esprimere il proprio dissenso con efficacia. Basterebbe avere un po’ più di coraggio e dare mandato ai propri rappresentanti politici per venire in Consiglio ad esprimerlo liberamente. Potrebbero chiedere a Zucchelli come si fa. Evidentemente occorrerebbe far seguire alle parole i fatti, votando con coerenza in modo conseguente. In tal caso potrebbero contare sul nostro voto. Anche se io, com’è ovvio, mi limito a dichiarare il nostro sostegno, ritengo che simili posizioni possano interessare tutta l’opposizione, non solo la Lega Nord.

D: Ariemma e Tango sarebbero stati i due più potenziali "papabili" in caso di eventuali dimissioni, lo si è capito benissimo dal tono degli interventi in pieno appoggio al Sindaco… Se fosse il Sindaco chi sceglierebbe?

R. In effetti i toni erano proprio quelli. A quanto pare, oltre che pensare a sminuire la crisi, c’è già chi pensa alla sostituzione di un alleato “scomodo”. Tango, in particolare, non ha mai fatto mistero di questa sua richiesta di un posto in giunta. Ed anche Ariemma aveva sollevato il problema della solitudine di un sindaco della Margherita senza assessori dello stesso partito. Poi è stata fatta la pensata “Bianco” con l’aggiunta di un nuovo assessorato.
Tango e Ariemma sono persone oneste che s’impegnano molto per Cesano. Posto che ritengo fondamentali le conoscenze pregresse di un assessore rispetto all’ambito assegnatogli, non nascondo che avrei difficoltà nel sceglierne uno tra loro. Comunque, giusto per aggiungere un po’ di pepe, immagino che nell’ipotesi di una scelta tra i due, al sindaco potrebbe convenire accontentare Tango. E Ariemma lo capirebbe.

D. Una nostra lettrice ci ha chiesto come mai l’addizionale irpef a Cesano si paga mentre ad esempio a Corsico e Milano no… ci puo’ dire come mai e perchè è stata introdotta?

R. Come dicevo prima, il governo di centrosinistra a Roma, oltre che aumentare le tasse su tutto il territorio nazionale, sta sostanzialmente suggerendo ai Comuni le modalità per gravare ulteriormente sui cittadini. La mano libera alle Amministrazioni locali sull’addizionale IRPEF va proprio in questa direzione. In effetti molti Comuni, proprio come Corsico o Milano, hanno fatto delle scelte diverse rispetto a Cesano. Mi pare che implicitamente la giunta ed il sindaco stiano ammettendo di avere qualche problemino di bilancio. Per questo vogliono fare ricorso all’addizionale. Il motivo, dunque, è molto semplice: c’è bisogno di denaro e quindi si sceglie di abbracciare la logica del governo centrale di centrosinistra: quella delle tasse.

D. Altre considerazioni che ci sono sfuggite?

R. Solo una. Vorrei far notare che Leonardi ha espresso il voto di astensione su alcuni ordini del giorno per motivi di “tempo”. Ha spiegato di aver appreso della sua nuova funzione di consigliere solo il sabato precedente il Consiglio di martedì e di avere avuto impegni di lavoro fuori città per tutta la giornata di lunedì. A parte che rispetto a questa dichiarazione mi piacerebbe capire se è stato praticamente costretto a subentrare a Zucchelli o se almeno ha avuto facoltà di accettare. Anche perché bisogna ricordare che altri due “compagni” aventi diritto, che lo precedevano nella lista di RC, hanno dato forfait per presunti impegni di lavoro. Ma soprattutto vorrei far presente che questa uscita ha offeso tutti coloro che s’impegnano in Consiglio, “di qua come di là”, senza mai accampare scuse. Tant’é che rispetto a questa uscita, persino il vicesindaco si è ribellato con forza. Tutti lavoriamo e non credo che il lavoro di Leonardi possa valere più del lavoro di chiunque altro. Diciamo che appena arrivato, ha già fatto segnare un record: in una sola sera, con due soli interventi, è riuscito a scontentare e far “arrabbiare”, contemporaneamente, sia esponenti di centrodestra, sia di centrosinistra. Ma non credo che la cosa gli dispiaccia.

Vittorio Aggio

 


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