Pavia, inaugurato il Museo della Tecnica Elettrica

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    Pavia 06 marzo 2006 – Tremila reperti provenienti da industrie e collezioni private, la collezione ENEL, 400 pezzi, grandi e piccoli messi a disposizione da centrali e impianti, la collezione SIRTI, altri 3.000 reperti dei settori della telegrafia e della telefonia, gallerie per le esposizioni temporanee e permanenti, un archivio e una biblioteca storica.
    E’ il nuovo Museo della Tecnica Elettrica di Pavia, situato nel Campus universitario in località Cravino su un’area di 5.000 mq, che è stato inaugurato dal presidente della Regione, Roberto Formigoni, e dall’assessore alla Famiglia e Solidarietà, Gian Carlo Abelli, che è anche presidente del comitato di coordinamento dell’Accordo quadro di sviluppo territoriale (Aqst) di Pavia, presenti il presidente del Consiglio regionale, Ettore A. Albertoni, il sindaco, Piera Capitelli, il presidente della Provincia, Vittorio Poma, e il rettore dell’Università, Angiolino Stella.
    Il Museo è costato 3,9 milioni di euro, di cui 3,2 di contributo regionale.

    "Questo museo – ha affermato il presidente Formigoni al taglio del nastro – è un intervento esemplare. Le sue sale, infatti, riassumono bene le diverse caratteristiche del Governo regionale: competività, capitale umano e integrazione dei sistemi museali. Tracciare la storia dell’elettrotecnica significa infatti anche ricostruire la sfida della Lombardia verso la competitività, quella competitività che è una priorità del Governo lombardo, fulcro del nostro impegno. Ne è una dimostrazione la nostra recente legge sulla competitività"

    "Il Museo – ha affermato l’assessore Abelli – è il risultato di un grande lavoro sinergico tra Regione Lombardia, Università, Provincia e Comune di Pavia. Infatti già nel marzo del 2000 infatti la Regione sottoscrisse con questi tre enti un Accordo di Programma, con il quale ci si impegnava a realizzare l’opera".
    "Successivamente, nel 2003, la Regione – ha aggiunto Abelli – ha firmato con il Ministero dei Beni Culturali e con il Ministero della Finanze, un Protocollo d’Intesa, che ha inserito il progetto nell’Accordo di Programma Quadro in materia di beni culturali. In seguito, considerata la rilevanza del progetto lo abbiamo voluto inserire nell’Accordo quadro di sviluppo territoriale di Pavia al fine di salvaguardare il patrimonio scientifico e incrementarne la visibilità".

    La biblioteca storica annessa al Museo dispone di 3.000 monografie e 2.000 tra volumi e riviste, che documentano lo sviluppo delle principali applicazioni elettriche dalla fine dell’Ottocento fino ad oltre metà del Novecento.

    Redazione + agenzie

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