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Sicurezza, la Moratti: "110 agenti sono insufficienti"

Ultimo aggiornamento il 13 Marzo 2007 – 15:07

Milano 13 marzo 2007 – Il Commissariato di Lorenteggio sarà operativo entro questa settimana, quello di Villa San Giovanni entro la settimana prossima. Sono i due nuovi commissariati di Milano dei quali il Ministro dell´Interno Amato aveva deciso l´apertura, nel corso del Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica dello scorso settembre nella Prefettura milanese.
“Questo adempiere non è consequenziale a quanto avvenuto nelle ultime 24 ore, (n.d.r. : la lettera aperta del sindaco di Milano e la proposta di una manifestazione per la sicurezza), ma da un lavoro comune compiuto nell’autunno scorso” ha spiegato il Ministro Amato intervenuto a Firenze, a margine del convegno sulla sicurezza promosso da ANCI Toscana, riferendosi alle recenti dichiarazioni del Sindaco di Milano Letizia Moratti.
Oltre all’apertura dei due nuovi commissariati, è in programma l´arrivo di 110 uomini di rinforzo agli organici milanesi. Saranno operativi i primi giorni di aprile, al termine dei corsi di formazione.
In questo modo è stato ulteriormente rafforzato il dispositivo di contrasto al crimine, che già prevede 11.278 uomini, con una media di una unità ogni 162 abitanti, contro la media nazionale di una ogni 250.
“I 110 uomini in più per Milano che il Viminale ha annunciato, rappresentano una misura totalmente insufficiente, che altro non è se non la ritardata esecuzione di quanto già stabilito dal ministro Pisanu nel Governo precedente, quando vennero annunciati a Milano l’apertura di due nuovi commissariati e l’invio degli uomini necessari. Dal 1998 a oggi, le caserme realizzate dal Comune sono state 11, incluse le due ancora vuote, per un costo complessivo di 30 milioni di euro”.
Lo ha detto il Sindaco Letizia Moratti, intervenendo ieri mattina a Palazzo Marino, sul tema della sicurezza, a seguito delle dichiarazioni rilasciate dal Viminale.

“L’esame della situazione della sicurezza”, ha continuato il Sindaco, “nella nostra Città è stato fatto nel corso degli incontri avuti con il ministro Amato (lo scorso 20 settembre a Milano) e con il Tavolo per Milano, nel quale io continuo a credere e che rappresenta un importante momento di incontro tra le istituzioni. Da qui, dai dati forniti da Prefettura e Questura, nasce la richiesta quantificata in 500 unità al solo scopo di recuperare il personale che è stato progressivamente assorbito in compiti di ufficio e da nuovi carichi di lavoro – come, ad esempio, i CTP di Milano e il controllo dei flussi migratori. Io non posso accontentarmi, perché sarebbe un imbroglio nei confronti dei miei concittadini che chiedono maggiore sicurezza”.

“Il Comune di Milano”, ha proseguito il Sindaco, “sta facendo la sua parte, anche accollandosi costi sostenuti al posto dello Stato:

– la gestione di Palazzo di Giustizia, che ci costa 4/5 milioni di euro all’anno e ha un pregresso a carico dello Stato di 25 milioni di euro; a questo si aggiungono il costo di diverse caserme utilizzate dalle Forze dell’Ordine come, ad esempio, i comandi di via Marcora, Moscova, via Messina;
– la realizzazione, dal 1999, di 11 nuove caserme (costate 30 milioni di euro) destinate alle Forze dell’Ordine: di queste, fino al mese scorso, 2 erano inutilizzate, per un costo a carico del Comune di 1.900 euro al giorno per spese di guardiania ;
– i minori stranieri non accompagnati in carico alle comunità d’accoglienza sono attualmente 491 su un totale di 1.706 minori in carico ai Servizi Sociali del Comune per una spesa complessiva di 34 milioni di euro;
– le attività di “messa in sicurezza” dei quartieri con sistemi di videosorveglianza e colonnine SOS, con 700 telecamere che dal 2000 ad oggi costa al Comune complessivamente 60 milioni di euro tra installazione, manutenzione e gestione (è la Polizia Municipale che fornisce la rete di videocontrollo alle Forze dell’Ordine);
– la settimana scorsa è stato rifinanziato il bando destinato principalmente agli esercizi commerciali, con 1 milione 800mila euro: per questo bando dal 2000 al 2005 sono stati stanziati 2 milioni 552mila euro;
– per la prima volta è in fase di stanziamento un contributo straordinario di 500mila euro destinato ai taxisti per i sistemi di sorveglianza a distanza tramite il controllo satellitare”.

“Queste sono misure concrete che il Comune ha messo in atto e continua a mettere in atto ”, ha concluso il Sindaco. “Milano vuole essere un Comune capace di accogliere, di avere Politiche sociali attente alle necessità dei cittadini, e per poter attivare queste Politiche, c’è bisogno di sicurezza. Ne è un esempio significativo il patto di legalità che è stato siglato con i rom del campo nomadi di Triboniano: questo patto non si sarebbe potuto realizzare senza il supporto delle Forze dell’Ordine, alle quali va il mio ringraziamento per il presidio costante sul territorio. Perché Milano possa soddisfare le esigenze di tutti è necessario avere nella nostra città la dotazione organica di Forze dell’Ordine adeguata”.
Mentre il presidente del Consiglio, Romano Prodi, ieri sera ospite della trasmissione Matrix, ha giudicato «inopportuna» la manifestazione e si è detto «sorpreso» dell’iniziativa.
Mentre FilippoPenati, presidente della Provincia di Milano ha sostenuto di non indebolire il Tavolo Milano.

“Anche di fronte a legittime iniziative di protesta promosse da commercianti e da altre associazioni, non facciamo venir meno il ruolo di governo e il senso di responsabilità a cui sono tenute le istituzioni”. Filippo Penati, presidente della Provincia di Milano ha risposto così ai giornalisti che gli chiedevano un commento sulla questione sicurezza, a margine della conferenza di presentazione del documento lombardo di adesione alla mozione Fassino.
“Non vorrei – ha aggiunto Penati – che in questi giorni si verificassero le condizioni che porterebbero ad indebolire l’efficacia della cooperazione tra gli enti locali, Comune, Provincia e Regione, con il Governo nazionale nell’esperienza di questi mesi al Tavolo Milano, che ha dato a questa città risposte importanti, dall’Expo 2015, all’Agenzia per l’innovazione, agli stanziamenti per Pedemontana, al finanziamento per le Metropolitane milanesi”.
“Mi auguro – ha concluso Penati – che prevalga la responsabilità di non indebolire un clima proficuo di collaborazione a cui gli stessi milanesi guardano con grande fiducia. I milanesi non ce lo perdonerebbero”.

In risposta alla domanda di sicurezza lanciata dal Sindaco, l’Unione del Commercio,  l’Unione Artigiani,  il Coordinamento delle Associazioni di Via e il CNA Milano hanno accolto l’appello della Moratti.

"Il 26 marzo – è la conclusione della lettera in risposta a quella del sindaco dei quattro firmatari, costituenti il "Comitato per il 26 marzo"- saremo con Lei in prima fila e chiamiamo a raccolta le donne, gli uomini e i bambini dell’intera Milano. Chiediamo a tutti i milanesi, singoli e organizzati, di aderire a una fiaccolata senza "colori" e senza bandiere, un momento di forte impegno civico nel quale affermare che nessun milanese è rassegnato all’idea di una Milano "per forza" insicura. Chiedendo con forza che il problema della sicurezza e della vivibilità della nostra città sia affrontato con fermezza da chi ne ha la responsabilità, a ogni livello, con partecipazione e spirito collaborativo da parte dei cittadini".

Redazione

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