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ICE, in caso di emergenza: un’idea da un’email che gira in rete

(mi-lorenteggio.com) 19 marzo 2007 – Chi chiamare in caso di incidente? E’ questo l’oggetto di una delle ultime email, che girano tra i naviganti in Milano e non solo, che si sta  diffondendo in questi giorni in tutta Italia. L’e-mail propone e sensibilizza di inserire nel proprio cellulare, registrando sotto una voce  comune a tutti, un numero di telefono preceduto da una sigla internazionale. Questo con il solo fine di rendere questo comportamento abitudinale e  riconosciuto da tutti come consuetudine, in modo da renderlo sin da subito efficace e utile, visto che oltretutto è gratuito.

La lettera in questione, non firmata e non ufficiale di alcun organo istituzionale, ripetiamo è solo un’email,  che propone semplicemente un’idea, che viene schematicamente così descritta e lanciata: "Alcuni operatori di soccorso (ndr polizia, ambulanzieri, etc) hanno segnalato che molto sovente, in occasione di incidenti stradali, i feriti hanno con loro un telefono portatile. Tuttavia, in occasione di interventi, di fronte ad un ferito che è privo di conoscenza, non si sa chi contattare, chi avvertire e risulta difficile anche reperirlo tra la lista interminabile dei numeri della rubrica del telefonino"
Quindi, chi chiamare, come reperire la persona giusta tra i tanti numeri della rubrica? Domanda difficile da rispondere, soprattutto se ci si trova in una situazione drammatica o tragica.
Infatti, ad esempio, se pensiamo che molti coniugi, inseriscono nella rubrica del telefonino il proprio marito/moglie solo con il nome o con il soprannome, risulta impossibile e difficile per un soccorritore trovarlo tra i tanti nomi di una  rubrica; figuriamoci, poi, nel caso in cui i soccorritori si trovino di fronte ad ferito che ha sottoscritto un "pacs"!
Battute a parte, ecco, che qualcuno, viste le molteplici situazioni di emergenza, ha cercato di interpretare e tradurre questa comune oggettiva difficoltà in tali circostanze, riproponendo, anche qui in Italia, l’idea di un metodo già sperimentato all’estero. Per questo, vista la sua funzionalità e praticità, viene suggerito che ciascuno metta, nella lista dei suoi contatti del proprio cellulare, la persona da contattare in caso d’urgenza, sotto uno acronimo  predefinito, riconoscibile da tutti e soprattutto dai soccorritori. L’acronimo internazionale conosciuto in questione è ICE (=In Case of Emergency), adattabilissimo  anche per la lingua italiana. l’italiana: "In caso di Emergenza". La sigla pertanto risulta utile e comprensibile anche quando ci si reca all’estero. E’ sotto  questo nome/acronimo, che bisognerebbe unire il numero della persona da contattare, numero  utilizzabile  solo in caso di malori, incidenti, etc;  un semplice nome e numero  riconoscibile e utilizzabile dagli operatori delle ambulanze, dalla polizia, dai pompieri o dai primi soccorritori.

In caso, vi fossero più persone da contattare, si legge nella lettera,  si può utilizzare, ad esempio  ICE1 seguito dal nome o ICE** MAMMA, ICE2 O ICE**PAPA’, ICE3 O  ICE**MOGLIE, etc. seguito dal numero. Facile da fare, non costa niente e può  essere molto utile. "Se pensate che sia una buona idea, fate circolare il  messaggio…" conclude infine l’email.

Dove nasce ICE?

La storia (in breve, ndr)  di "In case on emergency – ICE" nasce a Cambridge, in Inghilterra  nel 2005. A "inventare" ICE fu un a paramedico, Bob Brotchie, caposquadra  ambulanziere, ispirato da diverse segnalazioni, consigli e suggerimenti della gente. Così, il metodo, si rilevò sin da subito molto utile, come, ad esempio, durante gli attacchi terroristici a Londra nel  luglio del
2005. Tant’è che questo il concetto piacque e si diffuse negli USA, dove un numero di stati ha deciso di adottare questo sistema.

Fatto questo che per alcuni divenne o hanno tentato di renderlo anche fonte di  business, trasformando tale mezzo utile, offrendolo come servizio aggiuntivo/valore aggiunto di assicurazioni e simili , in quanto hanno creato veri database nei quali, dietro pagamento di denaro, il cliente poteva  inserire tutte le proprie informazioni personali, utili in caso di emergenza.

Tra i problemi, segnalati in interviste negli USA, è emerso che le  informazioni sul ICE possono rimanere non aggiornate, un numero di  telefono non piu’ in  utilizzo o magari spento, o può capitare di chiamare l’ex-moglie… ma si spera che almeno in casi estremi, la telefonata non generi imbarazzo.
Un metodo utile,  non solo per i casi di emergenza, ma, anche in caso di eventuale perdita di cellulare: chi dovesse trovarlo può consultare la rubrica e arrivare al legittimo proprietario, contattando il proprio ICE.

Vittorio Aggio

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