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Bocciato dalla Corte dei Conti il decreto "salvadebiti"

Ultimo aggiornamento il 2 Luglio 2007 – 1:10

Milano 29 giugno 2007 – La Corte dei Conti della Lombardia boccia decisamente il cosiddetto decreto "salvadebiti" della sanità. Lo annuncia il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, dopo l’udienza della Sezione regionale di controllo per la Lombardia della Corte dei Conti dedicata al "preconsuntivo" di bilancio 2006.
"La Corte dei Conti ci dà pienamente ragione – spiega Formigoni – nelle nostre critiche al decreto salvadebiti con cui il Governo Prodi ha ‘regalato’ 3 miliardi di euro ad alcune Regioni in extra-deficit, nonostante queste avessero violato per più anni il Patto di Stabilità e l’obbligo del pareggio dei bilanci della Sanità".

Si legge infatti nella relazione del presidente della sezione regionale di controllo, Nicola Mastropasqua, con esplicito riferimento appunto al decreto legge del 20 marzo 2007, n. 23: "Il ricorso a forme di ripiano dei disavanzi pregressi, anche dopo la modifica del Titolo V della Costituzione, con una legislazione in deroga delle stringenti normative di settore della sanità pubblica, pare in contraddizione con il riparto di competenze, e quindi di responsabilità, stabilito dall’articolo 117 della Costituzione".

La Corte "non può non osservare con preoccupazione norme statali… che contrastano puntualmente con disposizioni di legge costituenti principi di coordinamento della finanza pubblica"; giudica che tale intervento statale è "invasivo delle competenze regionali", attua "una ripartizione delle risorse tra cittadini delle varie Regioni in contrasto con il principio di parità di trattamento" e contrasta "con il principio di leale collaborazione tra enti, dal momento che interviene a consuntivo a favore degli enti inadempienti facendo gravare il costo dell’intervento anche sugli enti che, attraverso strumenti onerosi, hanno osservato le disposizioni di settore".

"Chiediamo dunque – conclude Formigoni – che il Governo torni sui suoi passi. O perlomeno è necessario che quanto prima la Corte Costituzionale, cui la Regione Lombardia e la Regione Veneto hanno fatto ricorso, si pronunci al fine di costringere il Governo a revocare l’ingiusto provvedimento che penalizza le Regioni virtuose".
Tra cui naturalmente la Lombardia, la quale, come ha certificato la Corte dei Conti, "ha pienamente rispettato anche per il 2006 gli obiettivi del Patto di Stabilità" fissati dalla legge.

Redazione + LN

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