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Corsico, mostra collettiva: "Facciamo pace?"

(mi-lorenteggio.com) Corsico 11 settembre 2007 – Nell’ambito della Notte Bianca per la pace, organizzata dall’amministrazione comunale della città di Corsico in collaborazione con le associazioni culturali per venerdì 14 settembre 2007, l’associazione di donne Galassia ha proposto ad artiste ed artisti la realizzazione di una mostra di installazioni, opere bidimensionali e video nel cortile di un’antica casa del 1700, ora completamente ristrutturata, nel centro della città.
Il tema della mostra, Facciamo pace?, viene interpretato da ogni artista avendo presente i temi del rispetto dei diritti della natura, delle persone, degli animali e degli oggetti, rispetto dei diritti che sta alla base di qualsiasi politica di pace.
Visioni diverse, espressioni del sentire di ciascun artista.
L’uscire dalle consuete pareti riservate agli addetti ai lavori costituisce un modo coraggioso di confrontarsi con un pubblico più ampio.
A partire dalla domanda che dà titolo alla mostra, una frase che i bimbi e le bimbe si scambiano dopo un litigio, le opere delle artiste e degli artisti possono diventare, poste all’interno del cortile di una casa, momento individuale e collettivo di riflessione sui temi della possibilità di costruire percorsi di pace
Le artiste e artisti che presenteranno le loro opere in via Cavour, 82 a Corsico sono : Angelo Caruso, Marisa Cortese, Gretel Fehr, Mavi Ferrando, Katerina Gutierrez, Giorgio Longo e Daniela Miotto, Nadia Magnabosco, Marilde Magni, Monica Mazzoleni, Antonella Prota Giurleo, Luca Rendina, Antonio Sormani, Giuseppe Strano Spitu, Giancarla Ugoccioni.

Installazioni e opere bidimensionali degli artisti e artiste

Marisa Cortese
Da diverso tempo l’artista italiana si ispira al lavoro di Fabrizio de Andrè, interpretando, attraverso la pittura e il collage polimaterico, la dolcezza, la sensibilità e il senso della memoria e del ricordo che i testi e la musica delle canzoni le suggeriscono.

Gretel Fehr facciamo pace ? Uno specchio in plexiglass , un provocatorio punto interrogativo alla domanda "facciamo pace" nella vana, ma mai abbandonata speranza, di risposta affermativa…

Mavi Ferrando Camminatori è un’installazione che si riferisce al tema delle migrazioni. Sono ombre e figure multigeneri in cammino quali simboli di popoli e culture differenti. Ciascuno è se stesso ed è simile all’altro, migranti senza volto col possibile volto di tutti che percorrono in pace un percorso di vita.

Nadia Magnabosco

Una valigia, un sogno.
L’ opera prende spunto da una valigia, simbolo del viaggio fra i generi, le razze, le lingue e le culture. Un viaggio che inizia con l’infanzia, corpo disarmato che non conosce difesa dalle aggressioni perché non sa distinguere l’amico dal nemico ma che, proprio per questo, può suggerirci un mondo alternativo per sfuggire dalle logiche di morte oggi dominanti. Un viaggio che finisce con un sogno, perché l’infanzia è il luogo delle utopie e le utopie di pace devono viaggiare.

Marilde Magni
Un foglio di maglia-carta, formato da quotidiani scritti in più lingue, diventa pagina di un giornale simbolo del sogno di un linguaggio comune. Può essere l’inizio di un mondo di pace?

Monica Mazzoleni

Cosa ti è successo in treno?
L’opera consiste nel rivelare i diversi significati che un luogo può assumere attraverso i segni dell’esperienza di ogni persona che lo vive. I fogli sono parole scritte che rendono visibile un vissuto di cui l’ambiente è intriso rivelando una vitalità passata e manifestando un valore dei luoghi come spazi testimoni dell’esperienza umana.
Il vagone diventa una zona significante che mette in connessione l’essere umano con l’ambiente in un reciproco dialogo.

Antonella Prota Giurleo

libEri orizzonti
Libri con collage ed elementi di diverse culture. .Pezzi di carta dipinta, tagliata e strappata, rappresentano i tagli e le fratture del dolore originato dalle separazioni; i fili e i nodi le relazioni, i legami, che permettono di tenere insieme i pezzi quando sembra che il dolore possa distruggere; l’equilibrio delle composizioni la possibilità di ricostruire la propria vita in armonia. Fili e nodi richiamano anche i quipus, antico strumento di scrittura incaico.

Luca Rendina

Barchette
Una piccola "flotta" che sembra orientarsi in diverse direzioni,come smarrita e alla ricerca di una rotta da seguire.

Antonio Sormani

In presenza della natura cm 108 x 150
L’accostamento tra la materia legno e il colore verde (pittura ad olio), rappresentante simbolicamente la natura, costituisce una sorta di gioco semantico sulla presenza – assenza dell’oggetto albero, assente in presenza in quanto materia legno. Un’opera che rende esplicita l’attenzione dell’artista per l’ambiente.

Giuseppe Strano Spitu
Riprendendo ironicamente la frase di Cartesio “Cogito, ergo sum” cioè “Penso, dunque sono” l’artista italiano, che vive da molti anni in Spagna, opera una critica sulla moda. Se è vero che pensare è condizione essenziale per l’esistenza deve essere anche vero che l’uniformità richiesta dalla falsa necessità dell’apparire , cioè il non pensare, equivale a non esistere.

Giancarla Ugoccioni

“ Bambini di strada – Ninos de la calle
Le immagini sono n. 20 Reflex 35mm stampa b/n in carta baritata.. Un lavoro di documentazione fotografica realizzato nel 1993 avendo come soggetti i bambini di strada di Città del Messico, bambini che si riuniscono in “bande” con un territorio di lavoro ben definito dove possono chiedere elemosina, pulire i vetri delle auto agli incroci, lavorare al mercato o alla stazione, chiedere cibo, rubare, o anche prostituirsi. Quasi tutti fanno uso di “sostanze stimolanti”, dormono nei luoghi più disparati: in case semi-diroccate dal terremoto del 1985, abitazioni abbandonate all’interno del sistema dello scarico delle acque nere, nelle metropolitane, in grotte…

Video
Angelo Caruso
Il video presenta l’attività di SITART, un’associazione culturale senza finalità di lucro in cui collaborano con proposte critici ed artisti interessati ad agire nello spazio pubblico con installazioni Site Specific
Portale dell’arte contemporanea che promuove eventi culturali con tematiche sociali ed ambientali, Sitart è una piazza virtuale che esperimenta nuove forme di comunicazione artistica che interagisce con il luogo e il pubblico.

Katerina Gutierrez
L’artista cilena costruisce le sue immagini per mezzo di un sistema di estrazione d’aria per mezzo di un ventilatore. Katerina Gutierrez ha lavorato con l’aria inquinata di Santiago del Cile trasformandola in materia prima, capace di produrre immagini pittoriche e grafiche che si fermano impresse su tele preparate, realizzando opere poetiche.

Giorgio Longo

Sei cuori e dodici capanni
Si tratta di un video in cui adolescenti italiani e stranieri indicano le loro preferenze in fatto di casa e di cibo: scopriamo cosi che tutto il mondo è paese e che il nostro ragazzo proveniente dall’Ecuador ha sostituito in fatto di gusti alimentari gli spaghetti alla carbonara alle tortillas.
Le interviste sono alternate a disegni di case fatti da Daniela Miotto alla maniera dei ragazzi intervistati.

Antonella Prota

Giurleo Fili di donne, fili di vita
Donne avvolgono e svolgono, con la cura, l’attenzione e l’allegria necessaria, i fili della vita.

Redazione

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