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Proverbio: Luglio poltrone porta la zucca col melone

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Nomadi, passa in Finanziaria nazionale norma leghista contro gli insediamenti abusivi

Ultimo aggiornamento il 22 Dicembre 2007 – 16:38

Milano, 21 dicembre 2007 – “Ora che la norma presentata dalla Lega Nord è stata approvata nella Finanziaria nazionale , tocca direttamente ai sindaci intervenire contro gli abusi edilizi, noi chiediamo con forza che i primi cittadini della provincia di Milano si assumano le loro responsabilità di fronte ai cittadini che vedono comparire costruzioni dalla sera alla mattina in barba alle minime norme edilizie”.

Fabrizio Cecchetti, consigliere regionale del Carroccio dà il benvenuto alla norma, ripresa da Roberto Maroni e presentata dalla Lega alla Camera dall’On. Massimo Garavaglia, grazie alla quale i primi cittadini potranno sequestrare i cantieri abusivi senza attendere l’intervento della Magistratura.

“Il primo intento è quello di spronare i sindaci, di qualunque colore politico, ad intervenire rapidamente ed evitare l’utilizzo illegale del territorio – spiega Cecchetti, che insiste – La norma va nella direzione di quel federalismo e quell’autonomia richiesta dai Comuni che non dovranno più attendere i tempi biblici della magistratura che, di fatto, consentono agli abusivi non solo di costruire, ma anche di abitare le ville realizzate senza permessi su terreni agricoli o addirittura parchi”.

La situazione di molti Comuni della cintura milanese è drammatica: decine di campi nomadi abusivi a Rho, Pioltello, Corbetta, Baranzate e tutto il Sud-Milano con insediamenti edilizi illegali costruiti nel Parco Sud.

“Dopo anni di battaglie portate avanti dalla Lega sul nostro territorio, finalmente un risultato importante a sostegno delle realtà locali che rende giustizia ai cittadini onesti, che rispettano le strette norme edilizie e che in questi anni hanno dovuto vedere illeciti mai perseguiti”.

“E’ il momento di intervenire – conclude Cecchetti – perché ora i sindaci, di fronte alle lamentele dei loro concittadini, non hanno più scuse”.

Redazione

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