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L’immortalità di Principia Bruna Rosco

Ultimo aggiornamento il 29 Dicembre 2007 – 19:31

(mi-lorenteggio.com) Milano, 29 dicembre 2007 – Al Circolo dell’Arte CARO di Via Mortasa n.5 di Milano, si è svolta la mostra di pittura dell’artista Principia Bruna Rosco presentata e curata, soprattutto dal punto di vista introspettivo, dal critico d’arte Walter Venanzio, autorevole personaggio che vanta un lungo cammino nei labirinti della mente e dell’arte. All’inaugurazione erano presenti l’Assessore alla Moda e al Turismo della Provincia di Milano Antonio Oliverio che ha così commentato le opere esposte: Queste opere, oltre a piacere dal punto di vista visivo, presentano notevoli risvolti psicologici. Ho scelto quest’artista anche per patrocinarla per la prossima mostra che si terrà presso la Banca Nazionale del Lavoro in favore di Telethon in quanto ero certo che avrebbe dato, e l’ha dato, onore e lustro alla nostra città. Era, inoltre, presente il bravo ed affascinante attore di Teatro nonché personaggio della so popar VIVERE e che, recentemente, ha pubblicato il libro Easy – Un sogno che diventa realtà con il quale ci fa vivere affascinanti viaggi. In questa occasione, come in tante altre, Fabio Bonini ha recitato una poesia dell’artista E se un giorno…. estratta dal nuovo romanzo della LA RAGIONE DEL DESTINO di prossima pubblicazione.
Il Circolo dell’Arte CARO, condotto dall’omonimo e valente pittore, come solito avviene, entra nel vivo degli artisti e li segue dal punto di vista estetico e letterario, scegliendo fra tanti aspiranti ad esporre in questo particolare e importante spazio, l’artista Rosco. Alla mostra abbiamo apprezzato la partecipazione entusiastica del pubblico, che è risultato il vero fruitore del bello estetico, mentre i critici hanno apprezzato la tecnica di Principia Bruna Rosco, decretandone un autentico trionfo dell’arte!
Chiedo a Principia Bruna Rosco di raccontarmi il suo percorso artistico: Dopo aver dipinto fin da bambina in molti modi, dagli anni ’60-’70, invece, sono affiorate queste opere attraverso le quali racconto la vita, tramite le quali poter inviare un messaggio per affermarla nella società. Inoltre, ritengo che l’arte è la parte migliore dell’Umanità, è l’essenza della vita.
Perché la raffigura prediligendo i fiori? Perché essi sono nel tempo e in ogni tempo. Dai fiori, intendo far affiorare la vera vita dalla prigione nella quale essa vive. Quindi, libertà! Finalmente liberi!
Perché prediligi il blu? Perchè è puro come il cristallo, la natura, l’acqua, e ci apre al mondo, al bello, alla nostra interiorità.
Perché hanno la cornice dipinta? La nostra sensibilità deve vedere anche al di la di se stessa; Per subentrare in ciò che racconto dal punto di vista interiore, bisogna vedere col nostro occhio interiore, bisogna andare oltre quello che si vede finito per avere la possibilità di sentirsi liberi.
Cosa intendi trasmettere con l’opera “Iris in libertà”, che è stata la più ammirata da coloro che hanno visitato la mostra? Che siamo qui su questo Mondo, ma dobbiamo imparare un altro aspetto della vita, da un altro punto di vista, bisogna percepire gli iris come madre della natura e autentica artefice della vita e la continuità di essa.
Perché nell’opera Il Castello sul lago di Barrea è rappresentato un autunno violento, rosso, che si affaccia su un paesaggio praticamente reso invisibile da uno strato di oro? La natura, con la sua violenza, alle volte è la risorsa della conoscenza ordinaria, la rivalutazione del quotidiano, la reinvenzione creativa delle realtà minime.
In questi dipinti, Principia Bruna Rosco, ha saputo tecnicamente ed emotivamente trasmettere quella vita che non vuole morire e che va oltre la vita e, come la vita vuole, lei la racconta con grida d’amore a colpi di colori messi sulla tela contro ogni canonizzazione di un bel loggiato classico perché le sue opere scorrono e s’incrociano con uno straordinario vigore volto ad affermare e ribadire l’armonicità dell’insieme.
Questi misteriosi risvolti dell’arte ci rendono coscienti di trovarci di fronte ad una persona con un retroterra di formazione specifica, che fa di lei una vera artista. Ella è dotata della piena visione culturale con comportamenti trasgressivi ed eccentrici che arricchiscono la sua arte di una personale trascendenza e che la fa vivere senza quelle convenzioni su cui è poggiata da secoli. Ma, nonostante tutto, non ha tradito l’espressione artistica nella sua purezza.
Con questi ultimi lavori, la Rosco, ha messo in atto un programma culturale di studio, una sorta di prontuario che non si sostituisce all’arte tradizionale. Da essi scaturisce una bellezza trasparente, sono come il bianco e nero nella fotografia. I colori costituiscono la struttura dei dipinti, sottolineano, con maggior intensità, le forme e i piani con una potenza a volte eccessiva, ma con una leggerezza inaspettata proiettata da improvvisi flash di luce; sanno creare le atmosfere dove l’immagine è rassicurante, dando la sensazione di camminare sulle strade meravigliose ed ovattate dell’amore. La vita, preziosa eternità, fugge in fretta e noi siamo il nostro vissuto; ma la memoria muore. Al fine di diventare una persona vera, mi nutro del tempo che mi è concesso, senza disperderlo in futili cose, e cerco di trasmetterlo. Queste parole della Rosco che sembrano versi, appaiono come un richiamo onirico, come se emergesse da uno strano sogno, che è sempre insito nell’uomo, quello di diventare immortale.
E lei diventerà davvero immortale, splendidamente immortale perché le sue opere resteranno in noi, e oltre noi, che le valgono l’appellativo di artista a 360°.

A.A.

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