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Progetto Salva: lezioni di primo soccorso fino al 29 aprile all’Istituto Tecnico Maggiolini Parabiago

Ultimo aggiornamento il 27 Aprile 2008 – 16:52

(mi-lorenteggio.com) Parabiago, 27 aprile 2008 – Arrivano a Parabiago (Mi) all’Istituto Tecnico Maggiolini le lezioni di primo soccorso, iniziate al Liceo Galileo Galilei di Legnano in marzo. E’ una materia nuova per i ragazzi delle superiori, che li porterà a diretto contatto con la vita reale. Impereranno in poche ore di lezione come salvare una vita in situazioni di emergenza, e faranno pratica su degli appositi manichini su cui si esercitano anche gli aspiranti medici ed infermieri e tutto il personale che lavora sulle ambulanze e sulle auto mediche. Il progetto è di grande importanza e potrebbe salvare molte vite. La Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate ha raddoppiato il contributo regionale di 50.000 euro in cinque anni, cosa che permetterà di formare 1.000 studenti in più l’anno, portando a 2.000 il numero dei ragazzi che seguono il corso, organizzato dall’Ospedale di Legnano. "Spesso quando abbiamo un trauma grave, come nel caso di un incidente, ci possono essere delle azioni scorrette o mancate da parte dei testimoni all’evento, che determinano un ulteriore danno, che noi chiamiamo secondario e che alle volte è addirittura più grave del danno primario – spiega Sergio Morra, ideatore del progetto Salva – .Basti pensare al problema delle lesioni midollari. Nel caso, invece degli infarti miocardici acuti nella nostra realtà, che è culturalmente molto avanzata, il 50% dei pazienti con infarto giunge in ospedale o con degli intoppi o in grave ritardo o con entrambe le situazioni. E questo crea problemi per la buona riuscita delle cure, perché metodiche avanzate, come l’angioplastica, non sono più efficaci se vengono effettuate a distanza di tempo. Dopo i primi 90-120 minuti l’efficacia viene meno e il recupero dell’infartuato non è più totale. C’è poi il malore improvviso che porta morte. Non è un evento remoto. Il tempo tra l’allarme e l’arrivo dei soccorsi è determinate. E’ vero che è brevissimo, ma questo tempo per quanto breve rende i soccorsi inutili, se nel frattempo non si mettono in atto le procedure di rianimazione cardio-polmonare. Ogni minuto senza ossigeno al cervello aumenta la mortalità del 10%. Questo significa che dopo 10 minuti i soccorsi sono inutili, perché il paziente è morto". Gli arresti cardiaci improvvisi in Italia sono oltre 50.000 all’anno, nella Regione Lombardia 9.500 e nel territorio coperto dall’Ospedale di Legnano circa 250.

I benefici che il progetto salva porterà alla popolazione residente
Si salveranno molte vite. Grazie a una capillare diffusione della cultura dell’emergenza si vuole aumentare la sopravvivenza in caso di arresto cardiaco improvviso con minori esisti neurologici e ridurre i tempi di trattamento del paziente cardiopatico con miglioramento della prognosi. Purtroppo nell’arresto cardiaco non c’è solo la mortalità ci sono anche conseguenze devastanti a livello neurologico. Anche se i soccorsi arrivano in fretta e recuperano l’arresto cardiaco il paziente può avere un danno neurologico grave, avremo sostanzialmente un malato che starà in stato vegetativo per anni con un costo sociale ed emotivo sulla famiglia devastante. Anche sul fronte infarto le cose potrebbero migliorare. "Qui in zona abbiamo ancora il 50% delle persone che hanno dolore al petto e se lo tengono tre o quattro ore prima di venire in ospedale. – spiega Sergio Morra, medico rianimatore e responsabile del progetto Salva – Sono troppe. Non va bene, perché con questi pazienti non riusciamo a lavorare come vorremmo e soprattutto a portarli ad uno stato di recupero totale, come potrebbe avvenire se arrivassero prima in ospedale".
Esito secondario, ma non meno importante, si vuole aumentare la sicurezza nelle scuole grazie a queste lezioni. "Noi ci aspettiamo che ci sia quasi un fatto osmotico – continua Morra – che questi giovani ed i professori diffondano il concetto nella popolazione, che l’emergenza esiste e che non è solo un qualcosa da guardare in macchina mentre rallentiamo, magari creando coda sulla corsia non interessata all’incidente. Vogliamo che questa materia entri in maniera permanente nelle scuole superiori".

Redazione

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