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Salute. Landi: "Vaccinazione HPV anche per le ragazze tra 13 e 18 anni"

Ultimo aggiornamento il 4 Agosto 2008 – 21:10

Milano, 4 agosto 2008 – La Giunta di Palazzo Marino ha approvato, lo scorso primo agosto, il progetto, presentato dall’assessore alla Salute Giampaolo Landi di Chiavenna, che prevede la vaccinazione per le ragazze di età compresa fra 13 e 18 anni il cui onere economico sarà finanziato mediante sponsorizzazione stimata in un minimo di € 2.830.000 che consentirà di azzerare il costo del trattamento anti-HPV per l’utente. L’iniziativa verrà attivata in concertazione con l’Assessorato alla Sanità della Regione Lombardia, in particolare ove si rendessero necessari interventi vaccinali verso le dodicenni a causa di possibili carenze di fondi regionali.

“Sono orgoglioso di questo provvedimento – ha spiegato l’assessore Landi – che ha un ruolo fondamentale nell’ambito della prevenzione. I tumori del collo dell’utero (o della cervice uterina) rappresentano in Italia l’1,6% di tutti i tumori femminili (e sono in costante diminuzione). Ogni anno, secondo i dati del Ministero della Salute, vengono diagnosticati circa 3500 nuovi casi che determinano circa 1000 decessi. Non possiamo rimanere indifferenti di fronte a questi dati. A Milano abbiamo calcolato che saranno circa 27milale vaccinazioni che saranno effettuate nell’arco di un paio d’anni”.

L’infezione da HPV, sessualmente trasmissibile, è ritenuta causa dell’insorgenza del 70% dei casi di cancro del collo dell’utero. In Italia vengono diagnosticati in effetti 3.500 nuovi casi l’anno di cancro del collo dell’utero ed oltre 1.000 donne all’anno muoiono in seguito a questa neoplasia che costituisce la seconda causa di morte nelle donne giovani tra i 15 e i 44 anni, dopo il tumore al seno. Si tratta del primo tumore che l’Organizzazione Mondiale della Sanità riconduce quasi totalmente ad una infezione: agente patogeno virus HPV.

Le informazioni scientifiche sostengono che è attualmente disponibile un vaccino sicuro, ben tollerato ed in grado di prevenire nella quasi totalità dei casi l’insorgenza di una infezione persistente dei due ceppi virali responsabili attualmente proprio di quel 70% di casi di questo tumore.

Tale programma non sostituisce ma si affianca al programma di screening per la diagnosi precoce dei tumori della cervice uterina già in atto e che rimane intervento principale di prevenzione per tale malattia in tutta la popolazione femminile.

A sostegno anche una campagna informativa da attivarsi contestualmente all’avvio della vaccinazione nei centri individuati di Servizio Sanitario Nazionale, che favorisca anche una educazione responsabile alla salute trattandosi di patologie sostenute da virus a trasmissione sessuale riguardanti una fascia di età particolarmente delicata come la pre-adolescenza e l’adolescenza dato il più precoce approccio all’atto sessuale delle nuove generazioni. È pertanto precisa responsabilità istituzionale, pubblica e politica offrire una più accurata e precisa informazione sui rischi che un “uso” superficiale del proprio corpo e uno stile di vita “incurante” di sé possono comportare.
La proposta di vaccinazione anti HPV deve essere “fatta propria” dalla giovane utenza che si vuole raggiungere. Anche le famiglie ed in particolare le mamme devono essere coinvolte e rassicurate: si tratta di prevenzione sanitaria e non di una incentivazione ad una liberalizzazione sessuale precoce.

Redazione

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