Milano, 23 marzo 2009 – E’ stato inugurato sabato il Mulino ad acqua di Chiaravalle, tornato a nuova vita dopo 10 anni di restauri e un investimento di circa 1,5milioni di euro, di cui circa 1milione investiti da Provincia di Milano e Parco Sud. I lavori hanno consentito il restauro degli edifici e la riattivazione del sistema molitorio con finalità sia produttive che didattiche.
Presenti all’evento di inaugurazione: Filippo Penati, presidente della Provincia di Milano, Bruna Brembilla, assessora provinciale all’Ambiente e presidente del Parco Agricolo Sud Milano e mons. Angelo Mascheroni, dell’Arcidiocesi di Milano. Hanno partecipato anche Marco Frei di Fondazione Cariplo e Alberto Cavalli di Autostrada Serenissima, in qualità di enti finanziatori del progetto rispettivamente per 250mila e 280mila euro.
“In questi anni – dice Filippo Penati – ci siamo posti l’obiettivo primario della tutela e del recupero paesistico e ambientale del Parco Sud e della sua valorizzazione per fini culturali e ricreativi. L’inaugurazione di domani va in questa direzione e verso il recupero dell’antico rapporto tra città e campagna così importante per la qualità della vita e il benessere di tutti noi. Il Parco come luogo da vivere, dunque, e da conoscere sempre meglio nelle sue variegate valenze storiche, produttive e culturali”.
“Facendo rivivere la laboriosità e produttività del mondo cistercense – prosegue Bruna Brembilla – il Parco ripropone all’attenzione della città la tradizione agricola del territorio. Una tradizione fatta di aziende che si stanno aprendo sempre più ai cittadini attraverso servizi e attività varie come la vendita diretta dei prodotti e l’agriturismo. Anche per il mulino dell’Abbazia di Chiaravalle pensiamo a un’apertura sempre maggiore alla città. Per questo il Parco promuoverà da subito, iniziative pensate per far conoscere sempre più, a grandi e piccini, le antiche arti e i vecchi mestieri che fanno parte della nostra tradizione rurale”.
L’intero complesso molitorio di Chiaravalle ristrutturato, non sarà, dunque, solo un gioiello da osservare ma tornerà ad essere vivo e produttivo in vario modo:
1) riattivazione del mulino per la macina del grano;
2) realizzazione dell’Orto dei semplici, con coltivazione di erbe officinali e aromatiche, e apertura dell’annessa erboristeria dove, oltre alla vendita, il Parco organizzerà laboratori per grandi e piccini;
3) apertura della biblioteca multimediale con la possibilità di consultazione degli antichi testi del monastero.
Il complesso, inoltre, sarà adibito a museo e utilizzato per visite didattiche, con dimostrazione delle antiche tecniche agricole, per gli studenti che potranno vedere in prima persona le macchine e gli ingranaggi costruiti dall’ingegno umano, e percepire l’importanza che questo luogo ha nella nostra storia.