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sabato, Febbraio 4, 2023

Proverbio: Febbraio, febbraiello, cortino e bugiardello

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Vigevano, il sacrestano della parrocchia di San Dionigi in Francesco con la svastica al braccio

Vigevano, 24 aprile 2009 –  Si è presentato sul sagrato della chiesa, martedì scorso, quando Israele ricordava le vittime della Shoah con fascetta rossa con svastica nera in bella mostra, legata al braccio sinistro. Ma, il ‘neo-nazista’ protagonista della vicenda, ben immortalato in alcune fotografie del settimanale vigevanese l’Informatore, è il 51enne Angelo Idi, sacrestano della parrocchia di San Dionigi in S. Francesco.

 "Sono di estrema destra e fiero di esserlo", dichiara  Idi "Io qui lavoro e lo faccio con il massimo dell’impegno e dell’onestà e credo che nessuno abbia nulla da ridire. Diversa è la mia opinione politica, che però non c’entra proprio niente. Del resto – continua – se volessimo metterci a fare i pignoli, quante se ne potrebbero dire? Quanti buoni cattolici votano regolarmente a sinistra? O quanti, a suo tempo, espressero il voto favorevole al referendum sull’aborto?". Idi, ricorda L’Informatore, lo scorso anno fu denunciato per aver colpito a manganellate un presunto ladro intento ad armeggiare accanto ad una cassetta delle elemosine e scrisse una lettera per porgere le scuse dell’Italia alla famiglia Mussolini"

La Diocesi si dissocia

In merito alla vicenda del Sacrestano della Parrocchia di San Dionigi in San Francesco di Vigevano, che si è fatto fotografare con al braccio una fascia con il simbolo che richiama al nazismo, si rende noto che il Vescovo di Vigevano, S. E. Mons. Claudio Baggini, ha da subito avuto un incontro con il Parroco, Mons. Paolo Bonato, dalla cui Parrocchia dipende il signor Angelo Idi e lo stesso Parroco ha assicurato che sono già stati presi i provvedimenti del caso per il signor Idi. Il Vescovo Mons. Baggini e il Parroco Mons. Bonato si dissociano da simile gesto, e valuteranno anche come salvaguardare l’immagine della Diocesi lesa da questo dipendente che comunque è sottoposto alle norme del diritto del lavoro. Il Vescovo di Vigevano auspica che simile gesto, dovuto ad un caso isolato e personale, non condizioni le celebrazioni del 25 aprile, che richiamano quei valori di pace, di libertà e di democrazia che devono essere sempre difesi e testimoniati nella loro attualità, anche nel ricordo e nel rispetto di quelle persone che hanno offerto la loro vita per il “bene comune” della nostra Nazione.

Redazione

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